Emergenza idrica a Trapani: la protezione civile mobilita autobotti per affrontare la crisi - ©ANSA Photo
Trapani, 23 novembre 2025 – Da questa mattina, nella sede del Dipartimento regionale della Protezione civile di Trapani è operativo il centro di coordinamento regionale per affrontare la grave crisi idrica che sta mettendo in ginocchio il territorio. La carenza d’acqua nell’invaso Garcia sta colpendo duro: il Comune di Trapani, Misiliscemi, le isole Egadi e altri centri della provincia sono direttamente coinvolti. Le autorità locali lanciano l’allarme: la situazione potrebbe peggiorare nei prossimi giorni.
Il piano d’emergenza, gestito dalla Protezione civile regionale insieme a Prefettura, sindaci e altri enti, prevede l’arrivo di decine di autobotti per garantire un minimo di acqua. L’intervento scatterà lunedì e durerà almeno tre giorni. “Abbiamo già messo in campo le autobotti della provincia di Trapani e ne arriveranno anche da altre province siciliane”, ha detto il direttore generale Salvo Cocina, sottolineando la rapidità con cui si è mossa la macchina dei soccorsi.
I responsabili dei servizi territoriali e delle squadre di pronto intervento hanno deciso di dare priorità alle zone più colpite, in particolare le periferie e le frazioni, dove il disagio sarà maggiore. “Stiamo facendo il possibile per limitare i disservizi”, ha assicurato un funzionario della Protezione civile, presente questa mattina in via Salemi.
Da lunedì, a Trapani la distribuzione dell’acqua passerà da un turno giornaliero a uno ogni due o tre giorni. Le prime sospensioni sono previste già tra lunedì e martedì. Una scelta che, come ha spiegato il sindaco Giacomo Tranchida, si è resa indispensabile “per evitare il collasso totale della rete”. Il Comune invita i cittadini a usare l’acqua con parsimonia e a segnalare eventuali perdite.
Le isole Egadi – Favignana, Levanzo e Marettimo – avranno la precedenza con le autobotti trasportate via mare. “Siamo in costante contatto con la Regione”, ha detto il sindaco Francesco Forgione, “ma la situazione resta critica”. Anche Misiliscemi, nato da poco come comune, dovrà fare i conti con una forte riduzione delle forniture.
Dietro a questa emergenza c’è la forte diminuzione delle riserve nell’invaso Garcia, la fonte principale per tutta la zona. Secondo i dati dell’Assessorato regionale all’Energia e ai Servizi pubblici, il livello dell’acqua è sceso sotto la soglia di sicurezza già a metà novembre. Le scarse piogge degli ultimi mesi e le temperature insolitamente alte hanno peggiorato una situazione già difficile.
“Non si vedevano numeri simili da vent’anni almeno”, ha ammesso un tecnico del Consorzio di bonifica 2 Trapani. Gli agricoltori delle campagne tra Salemi e Vita hanno già segnalato danni alle colture e chiesto interventi urgenti. La Regione ha avviato una ricognizione dei pozzi privati e delle fonti alternative, ma al momento non ci sono soluzioni rapide e durature.
Negli ultimi giorni, in diversi quartieri di Trapani si sono formate lunghe code davanti alle fontane pubbliche e ai punti di distribuzione temporanei. “Non sappiamo come organizzarci per i prossimi giorni”, racconta una residente di via Fardella, mentre alcuni commercianti temono pesanti ripercussioni sulle loro attività. Le scuole e le strutture sanitarie saranno monitorate con particolare attenzione: “Abbiamo chiesto che gli ospedali abbiano la priorità”, ha detto il direttore dell’Asp locale.
Il centro di coordinamento resterà attivo 24 ore su 24 almeno fino a mercoledì, con aggiornamenti costanti sulla situazione. La Protezione civile invita tutti a seguire le comunicazioni ufficiali e a evitare sprechi. Solo nei prossimi giorni si potrà capire se le misure adottate basteranno o se serviranno restrizioni più severe.
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