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Dia sequestra definitivamente patrimonio da 13 milioni a imprenditore accusato di usura e legami con la mafia

Palermo, 21 gennaio 2026 – Giuseppe Lo Verso, 68 anni, indagato per usura e presunti legami con la mafia, è morto nella notte tra domenica e lunedì nella sua casa di via Oreto, a Palermo. Era al centro di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia e della squadra mobile. Da settimane gli agenti lo tenevano d’occhio: lo vedevano come un collegamento chiave tra la criminalità locale e i giri di prestiti a tassi altissimi.

Una morte improvvisa nella notte

I familiari raccontano che Lo Verso ha accusato un malore intorno alle 3 del mattino. Il 118 è arrivato in fretta ma non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della compagnia Oreto-Stazione e la scientifica. La salma è stata portata all’istituto di medicina legale del Policlinico, dove presto sarà fatta l’autopsia. Solo con quella si capiranno le cause esatte del decesso. I primi controlli non hanno mostrato segni di violenza.

L’inchiesta su usura e mafia

La procura di Palermo aveva messo sotto la lente Giuseppe Lo Verso nell’ambito di una più vasta indagine su una rete di usura attiva nel quartiere Ballarò e nei mercati storici. Secondo gli inquirenti, lui – con precedenti per reati contro il patrimonio – prestava soldi ai commercianti in difficoltà, chiedendo poi interessi altissimi. Le accuse, contestate durante un recente interrogatorio davanti ai pm, sono state respinte dall’indagato: “Non ho mai costretto nessuno”, aveva detto al suo avvocato.

Le indagini hanno fatto emergere anche possibili contatti tra Lo Verso e persone ritenute vicine a Cosa Nostra, soprattutto nel mandamento di Porta Nuova. I magistrati, guidati dal procuratore aggiunto Ennio Petriglia, stavano seguendo i flussi di denaro, i movimenti bancari e ascoltando alcune intercettazioni fatte nei mesi scorsi.

Le reazioni in città e le parole della procura

La notizia della morte ha sorpreso residenti e commercianti di via Oreto. “Lo conoscevamo tutti come uno che prestava soldi, ma sembrava tranquillo, uno dei tanti qui”, ha detto un negoziante sotto casa sua, visibilmente scosso. Negli ultimi tempi molti avevano notato il via vai di auto civetta nei paraggi. Qualcuno ha aggiunto che l’uomo appariva stanco e provato negli ultimi giorni.

La procura di Palermo, con una nota diffusa lunedì mattina, ha confermato l’apertura di un fascicolo per chiarire le circostanze della morte: “Faremo tutti gli accertamenti del caso – hanno detto i magistrati – come succede sempre in situazioni delicate.” La salma rimarrà a disposizione dell’autorità giudiziaria fino alla conclusione degli esami autoptici.

Un passato segnato da accuse e ombre

Giuseppe Lo Verso era ben conosciuto dalle forze dell’ordine: negli anni Novanta era stato arrestato per furto aggravato; nel 2008 aveva scontato una condanna per ricettazione. Per strada si diceva che fosse un uomo “che sapeva farsi rispettare”, anche grazie a frequentazioni poco limpide nei bar della zona. Negli ultimi tempi era spesso visto vicino al mercato del Capo, dove – secondo gli investigatori – sarebbero stati fatti parte dei prestiti usurai.

Ora gli investigatori stanno analizzando tabulati telefonici e documenti bancari sequestrati a dicembre durante una perquisizione nell’appartamento dell’uomo. “Non lasceremo nulla al caso”, ha assicurato uno degli ufficiali della squadra mobile ai cronisti davanti al palazzo dove Lo Verso abitava da vent’anni.

Le prossime mosse degli inquirenti

L’autopsia sarà eseguita domani mattina dal dottor Pietro Orlando, nominato dalla procura come consulente medico-legale. Solo dopo si potrà completare il quadro medico e valutare eventuali approfondimenti tossicologici. Nel frattempo i carabinieri hanno raccolto le immagini delle telecamere vicine e ascoltato vicini e parenti per escludere altre piste.

Il fascicolo per usura e associazione mafiosa resta aperto contro ignoti. L’attenzione resta alta sulle possibili ramificazioni dell’inchiesta che, secondo la procura, “proseguirà nelle prossime settimane per individuare tutti i responsabili”.

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