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Da E.T. a Alien: la retrospettiva al MoMa celebra Carlo Rambaldi e i suoi effetti speciali iconici

New York, 27 novembre 2025 – Quindici film per celebrare **una carriera che ha rivoluzionato gli effetti speciali**: è questo il regalo che il **Museum of Modern Art** (MoMA) di Manhattan riserva a partire da oggi a **Douglas Trumbull**, vero pioniere dell’arte visiva nel cinema. Dal 27 novembre al 10 dicembre, nella sala Roy and Niuta Titus, il museo offre un viaggio nel tempo e nello spazio, ripercorrendo i momenti fondamentali di un’epoca in cui tecnologia e immaginazione camminavano fianco a fianco.

## **I titoli che hanno fatto la storia**

A inaugurare la rassegna c’è la proiezione di **“2001: Odissea nello Spazio”**, firmato da Stanley Kubrick nel 1968. Trumbull, allora poco più che ventenne, ha raccontato in una recente intervista quanto fosse fondamentale “lavorare spalla a spalla con Kubrick”, su un set in continuo cambiamento dove nulla era lasciato al caso. Accanto al capolavoro di Kubrick, il MoMA propone anche “Incontri ravvicinati del terzo tipo” di Spielberg e “Blade Runner” di Ridley Scott, due pellicole che negli anni Settanta e Ottanta hanno definito il fantascientifico mondiale.

Il programma include anche film meno conosciuti ma essenziali per capire l’evoluzione del settore: da **“Silent Running”** (1972), diretto dallo stesso Trumbull, fino a “Brainstorm” (1983), ultimo lavoro prima del suo lungo addio ai set hollywoodiani. “Per me gli effetti non sono mai stati solo tecnica fine a sé stessa – ha confidato Trumbull – ma un modo per mostrare quello che il reale non può raccontare”.

## **Un’eredità che vive ancora oggi**

L’influenza di Trumbull, scomparso nel febbraio 2022 all’età di 79 anni, si sente forte anche oggi. Joshua Siegel, curatore della retrospettiva, sottolinea come “le sue idee abbiano anticipato molte tecnologie usate oggi dai registi”. Dal primo uso delle simulazioni digitali alla fotografia in movimento ad alta definizione, la mostra mette in luce non solo l’inventiva dell’artista, ma anche la sua capacità di ispirare generazioni di tecnici e filmmaker.

Nelle sale del museo si possono ammirare materiali originali: storyboard ingialliti dal tempo, modelli in scala delle astronavi di “2001” e foto d’epoca dai set. Non mancano incontri con esperti; tra questi spicca la masterclass del 3 dicembre con Dennis Muren – storico supervisore degli effetti visivi alla Industrial Light & Magic – che ha detto: “Senza Trumbull, non avremmo nemmeno immaginato la fluidità visiva che oggi ci sembra normale”.

## **Come Trumbull ha cambiato la cultura pop**

Il tributo del MoMA non è solo una celebrazione. I curatori vogliono far riflettere su come l’estetica inventata da Trumbull abbia influenzato la cultura popolare e i nuovi linguaggi visivi. Il percorso espositivo mette in parallelo le scene create dall’artista con gli standard attuali degli effetti digitali.

Un esempio lampante è il confronto tra i lavori fatti a mano per “Close Encounters” – con modelli luminosi e pellicola stratificata – e le moderne simulazioni CGI. “Molte soluzioni nascevano da vincoli concreti: pochi mezzi, tempi stretti e nottate improvvisate”, racconta Rachel Morrison, direttrice della fotografia ospite alla tavola rotonda del 5 dicembre.

## **New York risponde con entusiasmo**

Secondo i primi dati diffusi dal MoMA, l’evento sta attirando molta gente. Già alle 14 di oggi all’apertura delle casse si era formata una lunga fila che occupava metà della lobby. In attesa c’erano giovani studenti d’arte insieme a collezionisti di memorabilia. Jim Collier, 44 anni di Brooklyn, ha spiegato: “Ho visto ‘Blade Runner’ decine di volte ma sul grande schermo è tutta un’altra cosa”.

La rassegna resterà aperta fino al 10 dicembre. I biglietti costano da 16 dollari e sono disponibili online o direttamente alla biglietteria del museo. Gli organizzatori promettono proiezioni su pellicola restaurata seguite da brevi introduzioni dello staff.

Nel cuore pulsante di Manhattan, tra i grattacieli di Midtown e le luci natalizie già accese sulla Fifth Avenue, questa retrospettiva dedicata a **Trumbull** restituisce allo spettatore tutta la forza tattile e visionaria di un cinema capace ancora oggi di stupire. Un’occasione – dicono gli organizzatori – per ricordare come dietro ogni effetto speciale ci sia sempre una mano umana pronta a raccontare una storia.

Stefania Palenca

Da sempre nutro una forte curiosità per le vicende passate e le tracce che hanno lasciato nel nostro presente. Ho scoperto presto che nulla racconta una storia meglio dei muri di un'antica cattedrale o delle pennellate su una tela impolverata. Mi sono laureata in Storia presso l'Università di Catania, un percorso accademico che mi ha permesso di immergermi nei racconti e nei segreti di questa meravigliosa isola. Durante gli studi, ho perfezionato le mie competenze con un master in Conservazione dei Beni Culturali, comprendendo ancor di più l'importanza di preservare queste ricchezze per le generazioni future. Attraverso i miei articoli, esploro non solo i grandi siti turistici, ma anche i piccoli gioielli meno conosciuti che celano storie straordinarie e avvincenti. Porto i lettori in un viaggio attraverso l'arte e l'architettura, dall'epoca greca a quella normanna, passando per i fasti del Barocco siciliano. Quando non sono impegnata nella ricerca o nella scrittura, mi piace camminare per le vie dei centri storici, partecipare a conferenze e visitare musei e gallerie d'arte. Credo fermamente che ogni pietra, ogni dipinto e ogni edificio abbia una storia da raccontare, ed è mio compito dare voce a queste storie. Vi invito a seguirmi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, scoprendo insieme le meraviglie artistiche e architettoniche che hanno modellato la nostra identità culturale

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