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Cloud Dancer: Alla Scoperta dei Luoghi Più Bianchi Ispirati al Colore Pantone 2026

Milano, 6 gennaio 2026 – A volte basta una nuvola per far partire un viaggio o per ispirare una canzone. Per altri, diventa una sfida personale. È il caso di Cloud Dancer, artista e fotografo italo-americano di 41 anni che, da quasi dieci anni, gira il mondo con un solo scopo: catturare i colori – e la storia – delle nuvole che si trasformano ogni giorno sopra le città. Tutto è iniziato quasi per caso a Milano, nell’inverno del 2017. Oggi, quel progetto è diventato una raccolta di più di 3.000 fotografie, una mostra itinerante e decine di migliaia di follower incuriositi dal suo modo unico di guardare il cielo.

Quando tutto è partito da una passeggiata

È bastata una semplice camminata tra le colonne di San Lorenzo, verso le sette di sera, per far scattare la scintilla. “Ricordo la luce che cambiava velocemente, la gente che correva verso i tram. Ed è stato lì che ho alzato gli occhi al cielo”, racconta Cloud Dancer, nome d’arte di Giulio Romano Pace. Uno scatto fatto col telefono, niente di più. Ma quel momento ha acceso un’ossessione: fissare ogni cambio di colore delle nuvole in posti sempre diversi. Da allora ha lasciato da parte la fotografia pubblicitaria per seguire questa passione personale. “Sentivo fosse il momento giusto. Avevo bisogno di aria nuova”, spiega Pace.

Nuvole da ogni angolo del pianeta

Da i tetti di New York ai cieli cupi di Manchester, dalle spiagge deserte di Okinawa ai quartieri affollati di Johannesburg: non c’è orizzonte che Pace non abbia esplorato con il suo obiettivo. Sul suo archivio, aggiornato regolarmente anche sui social come Instagram e X, ci sono immagini scattate in oltre quaranta paesi diversi. Le tonalità delle nuvole variano moltissimo: cambiano con le stagioni, col clima e perfino a seconda dell’ora del giorno. In Islanda, racconta l’artista durante una conferenza a Milano lo scorso aprile, “la luce blu elettrico sulle nubi ha un’intensità unica”.

Non sono mancate le reazioni: commenti da tutto il mondo e inviti a collaborare da istituti meteorologici come il Centro europeo per le previsioni meteorologiche. “Non era previsto: ho sempre preferito lavorare da solo”, confessa Pace. Ma l’interesse cresce giorno dopo giorno. La mostra alla Triennale di Milano nel settembre 2025 ha attirato oltre 18.000 visitatori in due settimane.

Dietro l’obiettivo c’è molto più della bellezza

Per Pace inseguire una nuvola non è solo questione estetica. Ogni foto vuole raccontare anche il cambiamento climatico e come le nuvole rispecchiano – o a volte nascondono – quello che succede nell’atmosfera. “Rivedendo le foto fatte negli ultimi anni a Shanghai o Los Angeles vedo poco cambiare nelle forme ma moltissimo nei colori”, spiega davanti agli studenti dell’Accademia di Brera. Secondo lui, l’aumento delle polveri sottili e dell’umidità modifica la luce che vediamo sulle nuvole.

Ma non è solo fotografia: insieme al ricercatore Marco Allievi dell’Università degli Studi di Milano, Cloud Dancer ha messo in piedi un progetto parallelo per mettere ordine nelle variazioni cromatiche delle nuvole rispetto ai principali fattori ambientali come umidità, PM10 e temperatura. I dati raccolti – ancora incompleti – saranno presentati in primavera a Barcellona, durante il Congresso europeo di meteorologia.

Sempre in viaggio senza troppi programmi

Il viaggio continua spesso senza una meta precisa. “Ho capito che programmare troppo non serve”, confida Pace dopo l’ultima tappa a Buenos Aires, lo scorso novembre. Le foto scattate nel quartiere Palermo Viejo mostrano nuvole bianche e rosa al tramonto: dettagli che sembrano aver colpito i suoi follower più delle stesse skyline cittadine. Il pubblico segue ogni spostamento con interesse crescente: c’è chi chiede consigli su come fotografare le nuvole nella propria città, chi manda foto fatte in casa con l’hashtag #CloudDancer.

Nel frattempo si lavora già al prossimo progetto espositivo: secondo quanto anticipato dall’entourage dell’artista, la prossima mostra internazionale potrebbe arrivare a Parigi entro l’autunno 2026.

Un racconto aperto che coinvolge tutti

C’è qualcosa di speciale nelle foto di Cloud Dancer: lasciano spazio allo sguardo degli altri. “Le nuvole sono un archivio aperto: ognuno ci vede quello che vuole”, dice spesso Pace. E questa ricerca — diventata quasi un diario visivo del nostro tempo — si sta trasformando in un racconto collettivo sempre più grande. Un viaggio senza risposte definitive che osserva (e invita a guardare) ciò che passa sopra la testa, ogni giorno. Anche quando sotto corre veloce la vita della città con le sue mille storie mutevoli sotto quelle stesse nuvole in continuo cambiamento.

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