Categories: Arte

Cinque imperdibili esperienze per festeggiare la Befana in Italia, dal volo di MagicLand alla calza più lunga di Urbania

Roma, 6 gennaio 2026 – In tutta Italia, l’Epifania si festeggia con un mix di tradizioni antiche e nuove attrazioni. Una giornata che coinvolge grandi e piccini e chiude il capitolo delle feste natalizie. Dalla corsa della Befana al parco di MagicLand, poco fuori Roma, fino alla celebre calza di Urbania, oggi gli occhi erano puntati su una serie di eventi che colorano questa ricorrenza. Alla fine, la domanda resta sempre la stessa: come si vive il 6 gennaio nelle città e che significato ha davvero questa festa per chi la anima ogni anno?

MagicLand: la Befana prende il volo tra luci e risate

A Valmontone, nel parco divertimenti di MagicLand, la Befana non si limita a distribuire dolci. Quest’anno è salita in alto e si è lanciata nel vuoto. Poco dopo mezzogiorno, mentre le famiglie facevano la fila davanti alle attrazioni, un suono di campanelli ha catturato l’attenzione verso la grande ruota panoramica. Da lassù, una figura con scialle e cappello a punta ha iniziato la discesa, aggrappata a una scopa fissata a un’imbracatura. Qualcuno tra i più piccoli si è nascosto dietro i genitori – “fa un po’ paura, ma fa anche ridere”, ha raccontato con un sorriso timido Ginevra, sei anni. Lo show dura pochi minuti ma regala quell’attesa speciale che solo l’Epifania sa creare. “È una festa per i bambini, certo, ma anche gli adulti tornano per qualche ora a essere bambini”, ha detto Claudio Cerasoli, direttore del parco.

L’appuntamento di MagicLand ormai è uno dei più attesi nel Lazio. Secondo i dati diffusi dagli organizzatori, sono state circa 15mila le persone entrate tra sabato e domenica. I laboratori creativi e i giochi a tema hanno richiamato famiglie da tutta la provincia. “Con questa festa chiudiamo il ciclo delle festività in allegria – spiega ancora Cerasoli – solo così si può davvero tornare alla vita di tutti i giorni”.

Urbania e la calza da record: una città in festa

Ad Urbania, piccolo centro nelle Marche famoso per il legame con la figura della Befana, si è cominciato presto stamattina. Alle 7:30 in piazza San Cristoforo è stata srotolata la tradizionale “calza più lunga del mondo”: quest’anno supera i 75 metri ed è stata accolta da applausi calorosi di residenti e visitatori arrivati da fuori regione. È un evento che muove migliaia di persone: secondo gli organizzatori, almeno 25mila presenze tra venerdì e oggi.

Dentro quella calza ci sono dolcetti fatti a mano, caramelle, biglietti scritti dai bambini delle scuole locali e persino qualche letterina rimasta lì dall’anno scorso. “Ogni anno cresce sempre di più”, racconta con orgoglio Marzia Bertucci, volontaria della Pro Loco. I commercianti confermano che l’indotto è importante: ristoranti pieni e negozi aperti fino a tardi trasformano il borgo in un grande palcoscenico.

Le Befane “ufficiali”, circa cinquanta secondo le prime stime degli organizzatori, sfilano tra coriandoli e trombette improvvisate. Non manca poi il mercatino degli artigiani che anima il centro storico dalla mattina alla sera.

La Befana diventa social e muove l’economia locale

Quest’anno la Befana ha trovato anche spazio sui social network. Molti comuni hanno trasmesso in diretta gli eventi su Facebook e Instagram ottenendo migliaia di visualizzazioni in poche ore. Il Comune di Urbania ha fatto sapere che i contenuti digitali legati alla calza record hanno raggiunto oltre 150mila utenti.

Una stima della Confcommercio Marche Nord indica che questa festa porta nelle casse locali più di 1,5 milioni di euro solo grazie alle attività commerciali coinvolte. Numeri importanti che mostrano come l’Epifania sia sempre più un appuntamento non solo folkloristico ma anche turistico ed economico. “La Befana non è soltanto tradizione – ammette Matteo Graziani, presidente della Confcommercio locale – ma un vero motore per tutto il territorio”.

I veri protagonisti? I bambini tra speranze e desideri

Tra selfie davanti alla calza gigante e gruppi in posa, i veri protagonisti restano i bambini. Alcuni aspettano con ansia la calza piena di dolci da giorni; altri sono ancora un po’ timorosi. Mattia, otto anni, corre sotto i festoni appesi in piazza a Urbania mentre confida: “Ho chiesto una sorpresa, spero proprio che la Befana abbia capito”. Scene simili si vedono anche a Valmontone dove nei laboratori ogni bambino riceve un sacchetto con caramelle e carbone dolce.

La festa si conclude solo al tramonto, lasciando dietro sé coriandoli da spazzare via… e tante promesse per l’anno prossimo. La Befana continua così a volare — sopra le città o dentro le storie dei più piccoli — tenendo stretto quel filo sottile che lega tradizione e futuro insieme.

Stefania Palenca

Da sempre nutro una forte curiosità per le vicende passate e le tracce che hanno lasciato nel nostro presente. Ho scoperto presto che nulla racconta una storia meglio dei muri di un'antica cattedrale o delle pennellate su una tela impolverata. Mi sono laureata in Storia presso l'Università di Catania, un percorso accademico che mi ha permesso di immergermi nei racconti e nei segreti di questa meravigliosa isola. Durante gli studi, ho perfezionato le mie competenze con un master in Conservazione dei Beni Culturali, comprendendo ancor di più l'importanza di preservare queste ricchezze per le generazioni future. Attraverso i miei articoli, esploro non solo i grandi siti turistici, ma anche i piccoli gioielli meno conosciuti che celano storie straordinarie e avvincenti. Porto i lettori in un viaggio attraverso l'arte e l'architettura, dall'epoca greca a quella normanna, passando per i fasti del Barocco siciliano. Quando non sono impegnata nella ricerca o nella scrittura, mi piace camminare per le vie dei centri storici, partecipare a conferenze e visitare musei e gallerie d'arte. Credo fermamente che ogni pietra, ogni dipinto e ogni edificio abbia una storia da raccontare, ed è mio compito dare voce a queste storie. Vi invito a seguirmi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, scoprendo insieme le meraviglie artistiche e architettoniche che hanno modellato la nostra identità culturale

Recent Posts

Dipinto di Andrea Pazienza salvato dalla discarica: il caso sulla proprietà scuote Cesena

Cesena, 8 gennaio 2026 – C’è una storia poco raccontata che parla forte del legame…

5 ore ago

Viaggi 2026: Tendenze, Destinazioni e Nuove Esperienze dal Perù alla Cambogia

Milano, 8 gennaio 2026 – Il turismo apre il 2026 con un cambio di rotta…

6 ore ago

Golden Globes 2024: George Clooney e Julia Roberts presentano, Nikki Glaser ironizza sui miliardari Netflix

Los Angeles, 8 gennaio 2026 – Nikki Glaser, una delle voci più note della stand-up…

6 ore ago

MiC finanzia con 500mila euro 26 progetti per promuovere musica jazz, talenti e formazione

Roma, 8 gennaio 2026 – Il Ministero della Cultura ha svelato oggi, nella sede di…

7 ore ago

Referendum Giustizia: Nascono Comitati Provinciali per il No, Critiche alla Riforma Inefficace

Roma, 8 gennaio 2026 – Parte oggi la costituzione dei comitati provinciali in tutta Italia,…

7 ore ago

Il Nobel László Krasznahorkai commemora Béla Tarr: addio a un maestro della magia visuale

Roma, 8 gennaio 2026 – Chi sarà il prossimo a ribellarsi? E cosa ci aspetta…

8 ore ago