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Cineturismo in Italia: boom da 600 milioni l’anno e nuova spinta per lo sviluppo territoriale

Milano, 13 febbraio 2026 – Questa mattina, alla BIT di Milano, sono stati presentati i nuovi dati sul turismo italiano che mostrano un settore in crescita continua, capace di influire direttamente sullo sviluppo delle comunità locali. L’incontro, iniziato alle 10 nella sala conferenze di Fieramilanocity, ha visto una folta partecipazione di operatori del settore, rappresentanti delle istituzioni e amministratori locali. Al centro del dibattito c’erano i numeri che raccontano un’Italia sempre più scelta dai viaggiatori stranieri e italiani, soprattutto nelle zone meno conosciute.

I numeri della crescita turistica

Secondo quanto comunicato da ENIT, nel 2025 le presenze nelle strutture ricettive italiane hanno superato quota 480 milioni, segnando un aumento del 7% rispetto all’anno precedente. Milano, Roma e Venezia restano le mete più ambite, ma a sorprendere sono le regioni interne: Umbria, Marche e Basilicata registrano incrementi a doppia cifra. «Il turismo diffuso, quello dei piccoli centri e dei borghi, è la vera leva su cui puntare», ha sottolineato Ivana Jelinic, presidente di ENIT, davanti a una sala piena.

Gli organizzatori hanno evidenziato come la stagione estiva abbia spinto i flussi soprattutto nelle località lacustri e montane. Il lago di Garda, per esempio, ha superato i 12 milioni di pernottamenti tra giugno e settembre. A margine dell’evento, il direttore del Consorzio Garda Lombardia ha commentato: «La domanda si orienta sempre più verso esperienze autentiche e sostenibili».

Turismo come motore per il territorio

Durante la tavola rotonda si è parlato del legame tra turismo e sviluppo locale. Il sindaco di Matera Domenico Bennardi ha messo in luce i vantaggi concreti per l’economia: «Più visitatori vuol dire nuove opportunità di lavoro e sviluppo per le imprese». I dati presentati oggi confermano una crescita nel settore dell’accoglienza: oltre 20mila nuove assunzioni nel 2025 tra hotel, ristoranti e servizi collegati.

Non mancano però le difficoltà. Da alcune aree – soprattutto nei centri storici più frequentati – arrivano richieste per regole più rigide sugli affitti brevi e sugli ingressi giornalieri. Il vicesindaco di Firenze Alessia Bettini ha spiegato che il Comune sta lavorando a un piano per difendere il tessuto sociale delle zone più toccate dal turismo di massa: «Vogliamo evitare che i quartieri centrali si svuotino», ha detto.

Le nuove tendenze: esperienze autentiche e sostenibilità

Un altro punto emerso riguarda le scelte dei viaggiatori: cresce l’interesse per attività esperienziali – degustazioni enogastronomiche, cammini nella natura, laboratori artigianali – rispetto al tradizionale soggiorno in hotel. Secondo uno studio del Centro Studi Touring Club, oltre il 35% dei turisti stranieri quest’anno ha preferito attività legate al territorio.

Le parole d’ordine sono state “slow” e “verde”. I pacchetti eco-friendly sono aumentati del 22%, specialmente quelli rivolti ai mercati del Nord Europa. Claudia Gatti della Federazione Italiana Turismo Sostenibile conferma: «La domanda internazionale cerca autenticità, rispetto dell’ambiente e valorizzazione delle comunità locali». Un dato che spinge molte amministrazioni a investire in piste ciclabili, trasporti alternativi e formazione degli operatori.

Sfide aperte e prospettive

Nonostante i numeri positivi, il settore deve fare i conti con problemi importanti. Il più urgente è la carenza di personale qualificato. Serve anche aggiornare infrastrutture digitali e collegamenti. Il ministro del Turismo Massimo Garavaglia ha riconosciuto queste criticità annunciando incentivi per la formazione e la digitalizzazione delle imprese: «Per restare competitivi in Europa dobbiamo innovare l’offerta», ha ribadito.

Nei corridoi della fiera si respirava un cauto ottimismo. Gli operatori puntano su una stagione 2026 ancora in crescita, sperando di consolidare quanto fatto finora e diffondere i benefici su tutto il Paese. La vera sfida adesso è trasformare questo trend in un percorso stabile e inclusivo.

A fine giornata, negli stand regionali – anche quelli meno noti come Friuli Venezia Giulia o Molise – si avvertiva fermento. «La voglia di riscatto delle aree interne è forte», ha confidato una giovane albergatrice umbra. «I dati ci danno fiducia a continuare a investire».

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