Barcellona, 16 gennaio 2026 – Per il centenario della morte di Antoni Gaudí, Barcellona ha dato il via questa settimana a una lunga serie di celebrazioni che, da gennaio a dicembre, coinvolgeranno musei, fondazioni, scuole e le stesse strade della città. Il calendario è denso, come ha spiegato la sindaca Jaume Collboni durante la presentazione ufficiale in Plaça de la Sagrada Família, davanti a una folla di cittadini e turisti incuriositi. “Gaudí ha dato forma all’anima di Barcellona”, ha detto Collboni. “Questo 2026 è un’occasione per mostrare al mondo quanto sia grande la sua eredità”. Gli eventi, sostenuti dalla Fundació Antoni Gaudí e dal Comune, vogliono avvicinare l’architetto sia ai residenti che ai milioni di visitatori attesi nei prossimi mesi.
Il centenario della scomparsa di Antoni Gaudí, morto l’11 giugno 1926 dopo essere stato travolto da un tram vicino alla Sagrada Família, è per Barcellona molto più di una semplice ricorrenza: rappresenta un momento per ripensare il legame tra la città e il suo architetto simbolo. Nel 2026, almeno secondo le previsioni, la basilica della Sagrada Família potrebbe finalmente vedere la fine dei lavori, oltre un secolo dopo l’inizio. Un traguardo importante. “Lavoriamo senza sosta”, ha spiegato Jordi Faulí, attuale capomastro del cantiere, “ma restano alcune incognite sui finanziamenti e i permessi”. Nel frattempo il Comune ha annunciato tour notturni nei principali edifici firmati da Gaudí: dalla Casa Batlló al Parc Güell, dal Palau Güell a Casa Vicens.
Il programma delle celebrazioni si snoderà tra mostre temporanee al Museu Nacional d’Art de Catalunya, spettacoli musicali all’aperto, laboratori per bambini e conferenze. La Fundació Antoni Gaudí ha annunciato una retrospettiva con oggetti storici mai esposti prima: disegni, fotografie e modelli in gesso provenienti dagli studi originali dell’architetto. La Sagrada Família ospiterà concerti nella navata centrale: i posti saranno limitati e i biglietti si potranno prenotare solo in anticipo. “Abbiamo pensato anche ai più piccoli”, ha raccontato Núria Ortiz della Fundació. “Ci saranno percorsi didattici nelle scuole e giochi urbani per riscoprire le architetture di Gaudí”.
Le celebrazioni stanno già cambiando il volto di Barcellona. In centro sono comparsi nuovi cartelli turistici dedicati agli itinerari gaudiniani; nelle botteghe del Born si trovano gadget ispirati alle maioliche colorate delle sue opere. Poi ci sono gli interventi sul territorio: secondo il dipartimento Lavori Pubblici entro primavera saranno sistemate le aiuole intorno alla Sagrada Família e gli ingressi pedonali al Parc Güell. Gli organizzatori prevedono un afflusso superiore ai 4 milioni di visitatori solo quest’anno: un numero che apre il dibattito sul delicato equilibrio tra turismo e qualità della vita in città. Alcuni residenti esprimono dubbi: “Siamo fieri di Gaudí – dice Jordi Puig, 47 anni dell’Eixample – ma la città rischia davvero il sovraffollamento”.
Le istituzioni puntano a trasformare questo centenario in una risorsa culturale duratura, evitando che l’entusiasmo si spenga in pochi mesi. “Vogliamo portare avanti progetti che rimangano anche dopo il 2026”, assicura la vicesindaca Maria Rubira. Il Comune pensa a investimenti in nuove tecnologie per raccontare Gaudí – realtà aumentata nei musei, audioguide in dieci lingue – ma anche a difendere meglio i quartieri più frequentati dai turisti. Sullo sfondo resta l’obiettivo di chiudere i lavori alla Sagrada Família proprio entro l’anno: un traguardo aspettato da generazioni di barcellonesi.
A cento anni dalla sua morte improvvisa – avvenuta l’11 giugno 1926 all’Hospital de la Santa Creu –, Gaudí continua a far discutere e affascinare la sua città. Alcuni studiosi parlano addirittura di una “seconda nascita” del maestro catalano: “Il 2026 sarà un’occasione per ripensare davvero il senso della sua opera”, riflette l’architetto Enric Miralles. Non solo festa dunque: “Dobbiamo chiederci cosa significa essere barcellonesi oggi, partendo dalla stessa creatività che animava Gaudí”. Così Barcellona torna al centro dell’attenzione internazionale con eventi ufficiali e iniziative spontanee. Con lo sguardo rivolto al passato – ma anche al futuro delle sue pietre colorate.
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