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Cateno De Luca da Caltagirone: Le Istituzioni Non Si Cambiano Con i Like, Appello ai Liberi e Forti

Caltagirone, 17 gennaio 2026 – Ieri pomeriggio, nella sala conferenze del Municipio di Caltagirone, Rosario Grasso, leader di Sud che Nasce (ScN), ha rilanciato il suo appello ai “Liberi e Forti”. Una chiamata che da settimane anima i sostenitori del movimento e che mira a rafforzare la presenza nei centri dell’entroterra siciliano. La scelta della data non è stata casuale: proprio in questi giorni, a Catania si discute con toni accesi del futuro della politica regionale e delle alleanze per le prossime amministrative.

I “Liberi e Forti” nel cuore del movimento

Durante un intervento di circa mezz’ora, con pause per rispondere alle domande e scambi informali con i consiglieri comunali presenti, Grasso ha tracciato la rotta della nuova stagione politica che ScN vuole aprire. «La Sicilia ha bisogno oggi più che mai di persone libere dai condizionamenti, pronte a difendere il bene comune», ha detto, riferendosi proprio ai “Liberi e Forti”, cioè amministratori, professionisti e cittadini fuori dai vecchi partiti.

«Non ci interessa inseguire vecchie logiche o promesse calate dall’alto», ha aggiunto. «Dobbiamo costruire dal basso una comunità nuova, con idee chiare su lavoro, scuola e legalità». L’applauso più forte è arrivato quando ha parlato della necessità di «non cedere a compromessi», mentre qualche cittadino chiedeva risposte precise sulle criticità della sanità locale.

Le sfide concrete di Caltagirone

Il confronto si è fatto acceso quando si è parlato di problemi locali. Dalle strade malmesse nel centro storico alle difficoltà nell’accesso ai servizi sociali, fino alla gestione delle emergenze ambientali: Grasso ha risposto punto su punto. «Non possiamo permettere che Caltagirone resti fuori dai circuiti di sviluppo», ha sottolineato, promettendo un impegno diretto per riportare al centro «le piccole realtà dimenticate dai governi di Palermo».

Un passaggio molto sentito è stato quello dedicato agli artigiani della ceramica – vero fiore all’occhiello dell’economia locale – che hanno chiesto maggiore attenzione dalle istituzioni. «Abbiamo bisogno che le istituzioni tornino a camminare al nostro fianco», ha detto uno dei ceramisti presenti. Grasso ha accolto la richiesta promettendo «un tavolo permanente di confronto».

Le amministrative: tra dialogo e alleanze civiche

Sulle elezioni amministrative in arrivo, Grasso non ha voluto sbilanciarsi su accordi precisi ma ha fatto capire l’intenzione di puntare su una “larga coalizione civica”. «Stiamo dialogando con tanti mondi diversi: movimenti giovanili, associazioni, comitati spontanei», ha spiegato. Nessuna chiusura netta verso possibili intese; resta però l’idea chiara di una “discontinuità rispetto al passato”.

All’incontro erano presenti anche esponenti di altre realtà civiche della provincia. Un segnale importante. L’obiettivo è costruire «reti territoriali solide», come ha sottolineato il coordinatore provinciale Paolo Fisichella. Ma non mancano dubbi anche tra i sostenitori più fedeli. «Le buone intenzioni non bastano», ha commentato una giovane insegnante intervenuta nel dibattito, ricordando le difficoltà vissute in esperienze associative passate.

Il messaggio diretto alla politica regionale e nazionale

Non sono mancati affondi contro gli avversari politici. Grasso ha puntato il dito contro il “distacco” dei partiti tradizionali dai problemi veri delle comunità locali: «Dobbiamo dimostrare che la politica può essere servizio, non solo gestione del potere», ha detto davanti a una ventina di simpatizzanti arrivati anche dai paesi vicini. Una presa di posizione netta che vuole intercettare il malcontento diffuso soprattutto nell’entroterra siciliano verso i grandi partiti nazionali.

Al termine dell’incontro, strette di mano e qualche foto ricordo nella hall del Municipio. Nessun proclama roboante ma la promessa ripetuta più volte: tornare presto “nei quartieri”, per restare vicini alla gente. Ora ScN si prepara a una nuova tappa del tour siciliano: tra due settimane sarà a Enna, in un’altra sala civica.

Il dado sembra ormai tratto. Nel complesso gioco della politica siciliana, Sud che Nasce prova a radunare i “Liberi e Forti”, cercando spazio tra sfiducia popolare e voglia di partecipazione vera. Saranno le urne a decidere se questa chiamata troverà risposta.

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