Roma, 8 gennaio 2026 – In diretta al Tg1 delle 20, il Presidente del Consiglio, Giulia Marini, ha svelato la nuova manovra economica che il governo porterà in Parlamento nelle settimane a venire. Attesa da giorni nei corridoi della politica romana, la notizia è arrivata con parole semplici ma nette: “Ci sono priorità da affrontare subito”, ha esordito Marini, “e siamo pronti a farlo con misure concrete per famiglie e imprese”.
Il premier ha presentato un pacchetto da 28 miliardi di euro diviso su tre fronti principali: sostenere il potere d’acquisto, investire sull’occupazione giovanile e rafforzare la sanità pubblica. Non solo cifre. Marini ha parlato di “un impegno che non può più aspettare”, citando gli aumenti dei prezzi e le tensioni sui salari che si sono fatti sentire negli ultimi mesi.
Le misure saranno discusse già domani nel Consiglio dei ministri. Tra i primi interventi attesi, l’estensione del bonus energia alle famiglie con Isee fino a 35mila euro e un credito d’imposta per le aziende che assumono under 35. I dettagli arriveranno però solo dopo il confronto tra i partiti di maggioranza.
“Abbiamo voluto parlare direttamente agli italiani”, ha rivelato una fonte vicina a Marini subito dopo la trasmissione. La scelta del Tg1 delle 20, il notiziario con più spettatori in Italia, non è stata casuale. Da giorni Palazzo Chigi si interrogava su come evitare tensioni politiche o polemiche premature nella presentazione della manovra.
Anche il conduttore del Tg1, Lorenzo D’Alba, ha commentato fuori onda: “Era chiaro che questo momento era molto atteso. In redazione c’è stata molta attenzione”. Le immagini dalla regia mostravano Marini nello studio allestito in via della Mercede, vicino a Montecitorio, con alle spalle il tricolore e la bandiera europea.
Le opposizioni hanno risposto subito. Il segretario del Partito Democratico, Filippo Tosti, ha accusato il governo di “annunciare cifre senza spiegare come coprirle”. Per la Lega l’intervento è “troppo timido sulle imprese del Nord”. I sindacati si sono detti cauti: Rosa Melloni della Cgil ha parlato di “misure che rischiano di lasciare fuori chi lavora nei servizi essenziali”.
Sul fronte delle imprese, Confindustria – tramite il presidente Andrea Storti – ha definito “un segnale positivo” il credito d’imposta per l’occupazione giovanile ma ha chiesto “regole chiare e tempi certi” per mettere in pratica le misure.
Da domani la discussione entrerà nel vivo. La premier ha confermato che il testo passerà prima al Consiglio dei ministri e poi nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Il calendario sarà serrato: l’esecutivo punta ad avere la manovra approvata entro fine febbraio.
Resta aperta la questione delle coperture finanziarie – nel pomeriggio il ministro dell’Economia, Marta De Angelis, ha assicurato che “ogni misura sarà finanziata con tagli mirati alle spese inutili” – e non sono escluse tensioni tra le diverse anime della maggioranza.
Solo con l’avanzare dell’iter parlamentare si potrà capire davvero l’impatto delle misure presentate questa sera al Tg1. Nei bar di piazza del Popolo se ne parlava già poco dopo le 20.30: c’è chi chiede aiuti concreti contro il caro bollette e chi teme nuove tasse. Intanto i mercati guardano alle prossime mosse del governo – e anche Bruxelles seguirà con attenzione gli sviluppi della manovra italiana.
La partita è appena cominciata. Tutti gli occhi restano puntati sulle prossime ore e sul confronto in Parlamento che potrebbe cambiare alcune scelte annunciate stasera in diretta dal presidente del Consiglio.
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