Categories: Spettacolo e Cultura

Carlo Conti omaggia Olly a Sanremo 2025 con una targa speciale dopo la vittoria con Balorda nostalgia

Roma, 13 dicembre 2025 – Andrea Satta, medico e cantautore romano, si è aggiudicato il Premio Tenco 2025 con il brano “Balorda nostalgia”. La serata finale si è svolta come da tradizione al Teatro Ariston di Sanremo. Il riconoscimento, tra i più seguiti nel panorama della musica d’autore italiana, è arrivato poco dopo le 23, quando il presidente della giuria ha pronunciato il verdetto tanto atteso. “Ci ho messo dentro tutta la vita, tutta la mia città”, ha detto Satta dal palco, visibilmente emozionato mentre stringeva la targa.

Andrea Satta: la strada verso il Premio Tenco

Il Premio Tenco 2025, che ogni anno celebra l’artista che meglio interpreta la canzone d’autore italiana, era uno degli appuntamenti più attesi dell’inverno musicale. Tra i finalisti c’erano nomi importanti come Cristina Donà, Enrico Nigiotti e i giovani talenti Manuel Agnelli & Bandini. Già nelle settimane precedenti, raccontano fonti vicine all’organizzazione, “Balorda nostalgia” aveva attirato l’attenzione – non solo per la scrittura ma anche per la capacità di evocare spaccati di vita romana e memoria collettiva.

Satta ha 56 anni, lavora come medico pediatra nel quartiere Centocelle ed è la voce storica dei Têtes de Bois. Ha presentato il brano durante le selezioni aperte al pubblico lo scorso 11 dicembre all’Auditorium Parco della Musica. “Ho scritto questa canzone durante un turno di notte in ospedale. Era settembre, fuori pioveva e in reparto sembrava che il tempo si fosse fermato”, ha raccontato ai giornalisti. Dal palco del Tenco ha aggiunto: “In quelle note c’è un po’ di ogni paziente, degli amici persi e delle vecchie case popolari dove ho imparato ad ascoltare le storie degli altri”.

“Balorda nostalgia”: un ponte tra ricordi e presente

Il brano – che la giuria ha definito capace di “dare voce sincera e malinconica a un’intera generazione” – punta su toni intimi e arrangiamenti essenziali: pianoforte, chitarra acustica (suonata da Angelo Pelini, compagno di band) e voci quasi sussurrate, come provenienti da una radio d’epoca. Nel testo Satta dipinge la Roma degli anni Settanta e Ottanta: la scuola elementare Don Bosco in via Casilina, le biciclette arrugginite rubate ai mercatini del quartiere, i film di Troisi visti al cinema Ambra alle 16.30.

La “balorda nostalgia” del titolo non è tanto rimpianto quanto lo scarto tra chi si era e chi si è diventati. Il ritornello riprende una poesia di Pier Paolo Pasolini quasi bisbigliata (“Ho nostalgia di chi mi guardava mentre non sapevo parlare”). Un particolare che non è passato inosservato: in sala c’erano ragazzi con taccuini sulle ginocchia e signore anziane con i capelli raccolti che hanno applaudito a lungo dopo l’esibizione; altri hanno preferito annuire in silenzio.

La giuria applaude, pubblico diviso

Al momento dell’annuncio del vincitore, Roberto Benigni – ospite d’onore e presidente della giuria musicale – ha messo in luce la coerenza artistica di Satta. “Andrea riesce a raccontare l’Italia piccola delle periferie con umanità e una sottile rabbia che però lascia spazio alla speranza”, ha commentato con il suo consueto calore.

Anche tra gli addetti ai lavori si respirava un’atmosfera da grande serata: “È un pezzo che ci riporta all’essenza vera della canzone d’autore”, ha detto Giordano Sangiorgi, direttore artistico del MEI di Faenza e presente in platea. Sul web i commenti si sono moltiplicati: su X (ex Twitter) il giornalista Enrico Deregibus ha definito “Balorda nostalgia” un “piccolo manifesto per chi è cresciuto nelle periferie”.

Un nuovo capitolo per Andrea Satta

Questa vittoria segna per Andrea Satta una tappa importante. Pur avendo già ricevuto premi letterari con il libro “Mamma quante storie!” (Einaudi, 2021), qui si trova al centro dell’attenzione nazionale come solista per la prima volta. Nei prossimi giorni il brano sarà trasmesso dalle principali radio italiane e dovrebbe entrare nella raccolta ufficiale del Tenco 2025.

A Centocelle stamattina si commentava tra una colazione veloce e un giornale sfogliato: “È uno di noi”, diceva sottovoce il barista del Caffè Pasticceria La Torre intorno alle 7.45. Poco o tanto che sia, da qui – tra nostalgia e futuro – si riparte sempre.

Antonella Romano

Sono una redattrice innamorata della Sicilia, e in particolare della mia Palermo. Fin da piccola, ho respirato l'aria vibrante di questa terra ricca di storia, cultura e tradizioni. Ogni vicolo di Palermo racconta storie antiche, e io non mi stanco mai di scoprirle e condividerle. Mi sono laureata in Lettere Moderne presso l'Università di Palermo, dove ho approfondito il mio amore per la scrittura e la narrazione. Dopo gli studi, ho avuto l'opportunità di collaborare con diverse testate giornalistiche e riviste locali, scrivendo articoli che esplorano le meraviglie artistiche, culinarie e naturalistiche della nostra isola. La mia vera passione, tuttavia, è raccontare la vita quotidiana della Sicilia e i suoi abitanti straordinari. Cerco di portare i lettori in un viaggio virtuale tra mercati colorati, spiagge dorate e festival affollati, sperando di trasmettere l'unicità e la bellezza di questa terra. Quando non sono dietro alla tastiera, mi piace camminare lungo la costa, visitare i mercati locali e assaporare piatti tradizionali cucinati con amore. Ogni giorno in Sicilia offre l'opportunità di scoprire qualcosa di nuovo e inaspettato, e non vedo l'ora di condividere queste esperienze con voi. Seguitemi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, esplorando insieme cultura, sapori e tradizioni che rendono questa terra davvero speciale. Grazie per essere qui e per la vostra curiosità. Spero che attraverso le mie parole possiate innamorarvi della Sicilia tanto quanto lo sono io!

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