×

Capri Awards 2024: Trionfano Frankenstein, Anderson, DiCaprio, Panahi e i film italiani Follemente, Martone e Rosi

Roma, 3 gennaio 2026 – Il 2026 si apre con un grande slancio per il cinema italiano, che si conferma protagonista grazie a tre nomi già al centro dei principali premi nazionali e internazionali: Follemente, Mario Martone e Gianfranco Rosi. La cerimonia di ieri sera, tenutasi a Villa Medici, ha segnato un momento importante per il settore, dimostrando la forza e la vitalità della nostra produzione in un periodo di incertezze. È la seconda volta in pochi anni che il cinema italiano torna sotto i riflettori culturali, grazie a film e registi capaci di mescolare arte e impegno sociale.

Follemente, tra applausi della critica e il favore del pubblico

Il film Follemente, diretto da Lorenzo Viganò, ha conquistato giuria e spettatori aggiudicandosi il premio come Miglior film italiano dell’anno. La pellicola, presentata lo scorso settembre alla Mostra del Cinema di Venezia, ha raccolto consensi ampi grazie a una storia che passa con naturalezza dalla commedia al dramma, senza mai perdere di vista le fragilità dei personaggi. “Abbiamo voluto raccontare una storia comune con occhi diversi – ha detto Viganò sul palco –. Questo premio ci dà la spinta per andare avanti”.

La trama ruota attorno alle vite intrecciate di quattro amici nella periferia milanese: un piccolo universo che diventa simbolo di una generazione divisa tra voglia di riscatto e precarietà diffusa. Durante la proiezione la sala è rimasta in silenzio, con qualche spettatore che a bassa voce ha commentato “è proprio l’Italia di oggi”. La critica non ha risparmiato applausi, apprezzando soprattutto come il film restituisca un realismo autentico, mai cinico ma neanche buonista.

Mario Martone vince il premio regia e conferma la sua strada

Tra i protagonisti della serata c’è stato anche Mario Martone. Al regista napoletano è andato il premio per la Miglior regia grazie al suo ultimo film, Il tempo del ritorno. Autore noto per pellicole come “Noi credevamo” e “Il giovane favoloso”, Martone continua a farsi spazio nel panorama nazionale con storie intense e misurate. Girato tra Napoli e Palermo l’estate scorsa, il film esplora i legami familiari dopo una perdita improvvisa. Una narrazione essenziale ambientata tra vicoli e terrazze illuminate dal tramonto.

“Il cinema deve stare dove sono le persone”, ha detto Martone nel backstage subito dopo la premiazione. E ha aggiunto: “Solo così può tornare a essere parte vera della vita”. Il riconoscimento arriva in un momento in cui le sale italiane cercano ancora di trovare un equilibrio fra tradizione e nuove sfide legate alla distribuzione. Secondo i dati Cinetel, nel 2025 gli spettatori sono aumentati dell’8% rispetto all’anno prima – un segnale che qualcosa si sta muovendo.

Gianfranco Rosi premiato per un documentario che racconta Lampedusa

A completare il podio dei premi principali c’è stato Gianfranco Rosi, ormai affermato nome sulla scena internazionale. Il suo documentario “Frontiera d’acqua”, dedicato alle vicende di Lampedusa tra migrazioni e convivenza difficile, è stato scelto come Miglior documentario italiano. Rosi non era presente alla cerimonia – impegnato su un nuovo progetto in Africa – ma ha mandato un videomessaggio per ringraziare “tutte le persone incontrate sull’isola: sono loro i veri protagonisti”.

Il lavoro di Rosi si inserisce nella tradizione solida del cinema d’inchiesta italiano. Ma qui c’è qualcosa in più: molte scene sono girate in presa diretta, senza filtri narrativi, quasi fossero pagine di diario visivo. La scelta di concentrarsi sui piccoli gesti quotidiani – un pescatore all’alba o una scuola elementare che accoglie nuovi arrivi – ha colpito la giuria tecnica, formata quest’anno da critici come Lucia Valerio (La Stampa) e Marco Vanzini (Cineforum).

Industria in movimento: reazioni e sfide per il 2026

La serata si è chiusa tra lunghi applausi e qualche lacrima degli addetti ai lavori. Molti produttori hanno sottolineato come questi premi rappresentino “un segnale concreto di speranza”. Secondo le prime stime dell’Anica, infatti, nel 2025 le produzioni italiane sono cresciute del 12%, spinte anche dagli investimenti delle piattaforme streaming. “Non possiamo adagiarci sugli allori”, ha avvertito Cristina D’Elia, presidente dell’associazione esercenti: “Adesso serve puntare sui giovani autori e su storie fresche”.

Solo il tempo dirà se questa stagione sarà l’inizio di una ripresa duratura o solo un momento fortunato. Per ora resta però la soddisfazione di vedere tornare al centro della scena il cinema italiano, con nomi come Follemente, Martone e Rosi sempre più punti di riferimento dentro e fuori dai confini nazionali.

Change privacy settings
×