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Capodimonte: un viaggio attraverso le nuove acquisizioni da Carlo di Borbone a Del Po

Napoli, 3 novembre 2023 – Tre nuovi capolavori si aggiungono da domani alle collezioni del Museo e Real Bosco di Capodimonte. A presentarli è stato il direttore Eike Schmidt, nel corso dell’incontro “Da Carlo di Borbone a Giacomo Del Po. Mecenatismo imprenditoriale e azione virtuosa dello Stato per accrescere il patrimonio artistico di Napoli”. L’appuntamento, alle 16.30 nella sala conferenze del museo, segna un momento importante per la collezione partenopea, pronta a celebrare la festa di San Carlo con un’esposizione rinnovata.

Il ritorno del Ritratto di Carlo III di Borbone

Al centro dell’attenzione c’è il Ritratto di Carlo III di Borbone firmato da Anton Raphael Mengs intorno al 1774. Si tratta di un olio su tela che ritrae il sovrano come Re di Spagna. Dopo un lungo intervento di restauro, l’opera torna finalmente visibile al pubblico, proprio in occasione del 4 novembre, festa del santo patrono. Nel dipinto, Carlo indossa la fascia blu e bianca dell’Ordine di Carlo III, che lui stesso aveva istituito nel 1771, insieme al collare dell’Ordine del Toson d’Oro.

Secondo il direttore Schmidt, il quadro “racconta la raffinatezza del neoclassicismo tedesco e il legame stretto tra Napoli e le grandi corti europee del Settecento”. La tela era stata tolta temporaneamente per il restauro, necessario dopo anni di esposizione. Ora, dopo mesi di lavoro nei laboratori del museo, torna nella sala dedicata ai Borbone.

Due nuovi arrivi di Giacomo Del Po

Vicino al ritratto di Mengs, il museo mostra due opere appena acquisite di Giacomo Del Po. La prima, “San Domenico di Gesù Maria nella battaglia di Praga contro i protestanti” (olio su tela, 1708), è un bozzetto preparatorio per la grande tela che si trova nel transetto della chiesa di Santa Teresa agli Studi. L’acquisto è stato possibile grazie al sostegno del Ministero della Cultura, come ha spiegato Sonia Amadio, dirigente del Servizio IV – Acquisizione di beni culturali: “Questa opera arricchisce il percorso settecentesco del museo e mostra l’impegno dello Stato nella tutela del patrimonio”.

La seconda opera di Del Po è uno “Studio per portale monumentale del monastero di San Gregorio Armeno”, realizzato con penna, inchiostro bruno e acquerello. Questa è entrata in collezione grazie a un gesto di mecenatismo privato, dallo stesso donatore che aveva già contribuito al ritorno del ritratto di Carlo III. Un dettaglio che, come ha ricordato Giovanni Lombardi (Gruppo Tecno Spa), “dimostra quanto sia importante oggi la collaborazione tra pubblico e privato per far crescere i nostri musei”.

Incontro tra istituzioni e cittadini

Alla presentazione hanno preso parte anche Rosalia D’Apice (SABAP Napoli) e Vincenzo Stanziola, curatore del Settecento per Capodimonte. L’evento, organizzato insieme all’associazione Amici di Capodimonte, è a ingresso libero ma con prenotazione obbligatoria. Un’occasione – spiegano gli organizzatori – per avvicinare cittadini e appassionati d’arte a come si arricchiscono le collezioni pubbliche.

Durante l’incontro sono stati illustrati i dettagli dei restauri e delle nuove acquisizioni, con un focus sui passaggi che hanno portato le opere ad entrare nel patrimonio del museo. “Solo unendo le forze di enti pubblici e privati – ha ribadito Schmidt – possiamo fare in modo che capolavori come questi restino alla portata di tutti”.

Un valore importante per Capodimonte

Queste tre nuove opere rappresentano un passo avanti per il Museo e Real Bosco di Capodimonte, che negli ultimi anni ha puntato su restauri mirati e sull’ampliamento delle proprie collezioni. Le prime stime interne dicono che le opere saranno visitabili già nei prossimi giorni nelle sale dedicate al Settecento napoletano.

Per i visitatori è un’occasione concreta per riscoprire figure chiave della storia artistica europea e locale. Ma, come ha raccontato una restauratrice coinvolta nel progetto, “ogni nuova acquisizione è anche una sfida: dietro ogni quadro ci sono storie di viaggi, donazioni e scelte difficili”. Solo così il museo diventa uno spazio vivo, capace di raccontare non solo il passato ma anche il presente della città.

In definitiva, la presentazione di queste tre opere non è solo un arricchimento materiale per Capodimonte, ma un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni e privati possa portare benefici tangibili alla comunità.

Stefania Palenca

Da sempre nutro una forte curiosità per le vicende passate e le tracce che hanno lasciato nel nostro presente. Ho scoperto presto che nulla racconta una storia meglio dei muri di un'antica cattedrale o delle pennellate su una tela impolverata. Mi sono laureata in Storia presso l'Università di Catania, un percorso accademico che mi ha permesso di immergermi nei racconti e nei segreti di questa meravigliosa isola. Durante gli studi, ho perfezionato le mie competenze con un master in Conservazione dei Beni Culturali, comprendendo ancor di più l'importanza di preservare queste ricchezze per le generazioni future. Attraverso i miei articoli, esploro non solo i grandi siti turistici, ma anche i piccoli gioielli meno conosciuti che celano storie straordinarie e avvincenti. Porto i lettori in un viaggio attraverso l'arte e l'architettura, dall'epoca greca a quella normanna, passando per i fasti del Barocco siciliano. Quando non sono impegnata nella ricerca o nella scrittura, mi piace camminare per le vie dei centri storici, partecipare a conferenze e visitare musei e gallerie d'arte. Credo fermamente che ogni pietra, ogni dipinto e ogni edificio abbia una storia da raccontare, ed è mio compito dare voce a queste storie. Vi invito a seguirmi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, scoprendo insieme le meraviglie artistiche e architettoniche che hanno modellato la nostra identità culturale

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