Milano, 12 febbraio 2026 – Ieri pomeriggio lungo la statale 36 del Lago di Como e dello Spluga, all’altezza di Colico, si sono vissuti momenti di grande tensione. La neve, che non ha mai smesso di cadere, ha bloccato decine di veicoli. Famiglie e automobilisti sono rimasti fermi in coda per ore. Le operazioni di soccorso sono andate avanti fino a tarda sera, quando una squadra della Guardia di Finanza, munita di pale e vestita per il freddo, ha raggiunto a piedi i mezzi bloccati, liberando gli occupanti uno dopo l’altro. Come ha raccontato uno dei finanzieri: “Non ci siamo fermati finché non abbiamo visto l’ultima persona fuori dal proprio veicolo”.
Neve implacabile sulla statale 36: i soccorsi in azione
La perturbazione che ha colpito l’area tra la Valtellina e il Lario si è fatta sentire soprattutto intorno alle 17.30. Le temperature erano già sotto zero e il vento soffiava forte. In poco tempo, la strada si è coperta con più di 40 centimetri di neve, bloccando auto e furgoni. Alcuni mezzi pesanti sono rimasti intraversati, fermando completamente il traffico verso nord. Secondo la Centrale operativa della Polizia stradale, almeno venti vetture si sono trovate bloccate nel tratto più esposto. Una ventina di persone – tra cui due bambini – hanno chiesto aiuto chiamando il numero d’emergenza.
“Abbiamo cercato di restare calmi – racconta Marco, 41 anni, rimasto fermo quasi tre ore – ma vedevo la neve accumularsi sulle ruote e mi sono preoccupato soprattutto per chi aveva bambini a bordo”. Sul posto si è notato che diverse auto non avevano né catene né pneumatici da neve, cosa che ha complicato molto il lavoro dei soccorritori.
Finanzieri a piedi nella bufera: famiglie finalmente liberate
La svolta è arrivata verso le 19, quando una pattuglia della Guardia di Finanza di Colico, guidata dal maresciallo Gianluca Bonfanti e composta da tre uomini, ha deciso di muoversi a piedi. I mezzi motorizzati non riuscivano più ad andare avanti. “Abbiamo preso le pale e siamo andati da una macchina all’altra – spiega Bonfanti – chiedendo a tutti se stavano bene e spalando la neve che bloccava le portiere”. Il lavoro duro e ripetitivo è durato un’ora e mezza circa, ma alla fine tutti sono riusciti a uscire dalle auto e raggiungere il distributore IP vicino, aperto appositamente per l’emergenza.
I presenti ricordano momenti intensi: alcuni bambini piangevano per il freddo; una signora anziana è stata accompagnata con delicatezza da due finanzieri che la sorreggevano sotto braccio. Verso le 20.30 tutti erano al sicuro in un locale riscaldato, dove volontari della Protezione civile offrivano tè caldo e biscotti.
Viabilità in tilt e polemiche sulle attrezzature invernali
La Prefettura di Lecco ha confermato che la statale era stata trattata con sale nelle ore precedenti alla nevicata. Eppure la quantità di neve caduta nel pomeriggio e nella sera ha superato ogni aspettativa degli operatori. “Non ci aspettavamo una nevicata così forte”, ha ammesso un tecnico dell’Anas intorno alle 21. “Molte auto senza catene hanno ostacolato il lavoro dei mezzi spazzaneve”. Un richiamo subito ripreso dai sindaci locali: “Bisogna rispettare le ordinanze sull’equipaggiamento invernale”, ha sottolineato Monica Gilardoni, sindaco di Colico.
Anche la Polizia stradale ha annunciato un aumento dei controlli nei punti nevralgici della provincia nelle prossime ore. Alla fine resta il bilancio di una serata difficile ma senza danni gravi: nessun ferito serio, solo qualche caso leggero di ipotermia curato sul posto dal personale sanitario.
La strada si libera: un grazie a chi ha aiutato
Verso le 22, grazie all’intervento congiunto dei Vigili del fuoco, Anas e Protezione civile, la strada è stata riaperta parzialmente al traffico. I veicoli in coda hanno potuto ripartire lentamente verso Sondrio o Lecco. “Ringrazio i finanzieri e tutti quelli che ci hanno aiutato – racconta un automobilista uscendo dal distributore – senza loro saremmo ancora lì al freddo”.
Chi c’era non dimenticherà quella serata lunga e difficile, fatta d’attese al buio con il silenzio ovattato dalla neve tutt’intorno. Solo quando le sirene delle pattuglie si sono allontanate nella notte bianca è tornata davvero calma sulla statale 36.





