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Buen Camino di Zalone domina il box office con oltre 65 milioni, ma incassi in calo del 58% alla terza settimana

Roma, 12 gennaio 2026 – Il mercato cinematografico italiano lancia un segnale chiaro: nella terza settimana dell’anno, gli incassi al botteghino si sono fermati a 5,6 milioni di euro, con un calo pesante del 58% rispetto alla settimana precedente. Una frenata che ha messo in allarme esercenti e distributori, riuniti ieri nelle sale del centro di Roma per cercare di capire cosa stia davvero succedendo.

Crollo al botteghino: numeri e reazioni

I dati diffusi da Cinetel, l’agenzia che monitora gli incassi nelle principali sale italiane, non lasciano spazio a dubbi. I 5,6 milioni raccolti tra il 3 e il 9 gennaio segnano una decisa battuta d’arresto. Il calo del 58% rispetto alla seconda settimana dell’anno è un campanello d’allarme, anche se qualcuno se lo aspettava dopo lo sprint natalizio. “Ci stavamo preparando a una flessione,” ha spiegato un responsabile di The Space, “ma non così forte. Sembra che il pubblico stia aspettando qualcosa.”

Nella classifica delle pellicole più viste c’è meno scelta e meno gente in sala. La vetta resta saldamente italiana, ma le sale dei multisala di Roma e Milano appaiono decisamente più vuote rispetto a sette giorni prima.

Perché il mercato soffre

Tra i motivi principali che hanno inciso sul calo degli incassi cinematografici c’è il calendario. Con la fine delle vacanze e la riapertura delle scuole, spiega la Federazione italiana cinema d’essai (FICE), “le famiglie tornano a casa presto, e le sale si svuotano.” A complicare le cose ci sono anche pochi titoli forti in uscita e una concorrenza sempre più agguerrita delle piattaforme streaming.

Non va sottovalutato nemmeno il freddo che ha colpito diverse città del Nord – come Torino e Bologna – tra il 4 e l’8 gennaio. Il gelo ha tenuto lontane molte famiglie dalle poltrone dei cinema locali.

Come risponde il settore

Nonostante la brusca frenata, gli operatori non si perdono d’animo. “Gennaio è sempre un mese difficile,” ammette Andrea Occhipinti, presidente di Lucky Red, “ma entro fine mese dovrebbero arrivare almeno tre uscite importanti per rimettere in moto il pubblico.” Il rinvio di alcune uscite attese – come il nuovo film di Gabriele Salvatores – ha poi fatto la sua parte nella contrazione degli spettatori, conferma un distributore romano incontrato fuori dal Cinema Quattro Fontane.

Ora l’attenzione si sposta sulle mosse da fare: promozioni sui biglietti, rassegne per studenti e iniziative speciali sono al centro delle discussioni tra esercenti e produttori. Il pubblico over 50 tiene ancora bene (soprattutto nei pomeriggi), ma far tornare i giovani in sala resta una sfida aperta.

Il futuro del cinema italiano

Per alcuni addetti ai lavori questa flessione non è una sentenza definitiva, ma un campanello d’allarme da non ignorare. “Bisogna puntare su qualità e prezzi giusti,” sottolinea una responsabile marketing di Uci Cinemas, “senza però rinunciare ai grandi titoli.” Un equilibrio delicato: nelle province si rischia lo spopolamento delle sale, mentre nelle grandi città le arene restano piene soprattutto nei weekend.

Gli esperti finanziari avvertono che il destino del cinema italiano dipenderà da decisioni rapide su promozioni mirate e investimenti sulle produzioni nazionali. È ancora presto però per tirare somme definitive: come ricorda oggi un quotidiano specializzato, solo a febbraio si potrà vedere davvero se il mercato è tornato alla normalità dopo le feste.

Il botteghino italiano cerca insomma nuovi punti d’appoggio. I prossimi dati – attesi venerdì – saranno cruciali per capire se questa battuta d’arresto è ormai alle spalle o se segna l’inizio di tempi più duri per il grande schermo.

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