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Boom di copie per Primavera: il film d’esordio di Damiano Michieletto conquista il pubblico con Tecla Insolia e Michele Riondino

Milano, 11 gennaio 2026 – Ieri sera al Teatro Strehler di Milano Damiano Michieletto, regista che ha fatto parlare di sé soprattutto nel mondo dell’opera e della prosa, ha presentato il suo primo spettacolo teatrale con protagonisti Tecla Insolia e Michele Riondino. Già mezz’ora prima dell’inizio, la platea era piena e ordinata: biglietti esauriti da giorni, e un pubblico misto tra appassionati di teatro e tanti giovani curiosi soprattutto per la presenza di Insolia, diventata famosa grazie alla tv.

Michieletto debutta in teatro con un classico rivisto

Lo spettacolo è una versione moderna di un grande classico della drammaturgia italiana. Una scelta voluta da Michieletto per mostrare come certe storie restino vive solo se sanno parlare a tutti, come ha spiegato lui stesso nel foyer prima del via. La rappresentazione è durata poco più di due ore ed è stata accolta da applausi lunghi e convinti. Tecla Insolia, nel ruolo principale, ha sorpreso per la sua naturalezza e la forza con cui ha interpretato un personaggio complesso. Al suo fianco, Michele Riondino, abituato a muoversi tra cinema e teatro, ha dato al suo ruolo un tono ironico ma deciso. “La sfida più grande – ha confidato Riondino alla stampa – è mantenere credibilità quando il ritmo del testo cambia così spesso”.

Tra il pubblico spiccavano diversi volti noti: registi, attori, addetti ai lavori. Un chiaro segno dell’attenzione che suscita questo nuovo capitolo del regista veneto, già premiato alla Scala per le sue scelte originali. In scena, però, niente effetti speciali o scenografie appariscenti. “Ho voluto togliere il superfluo,” ha detto Michieletto “per concentrarmi davvero sul senso delle parole”.

Pubblico soddisfatto, qualche dubbio dalla critica

All’uscita dal teatro le reazioni sono state in gran parte positive. Anna, studentessa di Lettere fermata a Largo Greppi poco dopo le 23, ha raccontato che lo spettacolo l’ha coinvolta più di quanto si aspettasse, citando come momento forte il duetto tra i due protagonisti. Marco Rossi, architetto milanese presente in sala, ha apprezzato la scelta musicale: gli spartiti elettronici suonati dal vivo hanno dato nuova vita a una storia ormai nota. Non sono mancati però piccoli dubbi da alcuni critici seduti in platea – come Chiara Valentini de “Il Foglio” – che hanno messo in discussione la tenuta drammaturgica della seconda parte.

Le prime recensioni non si sono fatte attendere e sono arrivate nella notte sui principali siti d’informazione. Su Repubblica.it si parla di “un esordio solido, con spunti personali”. Il Corriere della Sera offre invece una lettura più complessa: “Michieletto evita le trovate ad effetto e punta tutto sulle parole: una scelta rischiosa ma coerente”. Nessun entusiasmo esagerato quindi, ma un giudizio positivo sull’intento di mescolare teatro tradizionale e linguaggi nuovi.

I protagonisti raccontano il loro percorso

Tecla Insolia, ventiduenne toscana cresciuta tra musica e fiction tv, ha detto ai giornalisti di aver colto nello spettacolo “una bella sfida con un pubblico diverso”. La giovane attrice aveva debuttato sul piccolo schermo con “Vite in fuga” ed era salita agli onori della cronaca partecipando a Sanremo Giovani nel 2022. “Ho studiato molto – ha confessato – per calarmi nei dialoghi più duri del mio personaggio”.

Michele Riondino, diviso negli ultimi anni fra film d’autore (come “Il giovane Montalbano” e “La ragazza del mondo”) e teatro d’avanguardia, torna così a lavorare con registi fuori dagli schemi tradizionali. Sul palco mostra una recitazione a tratti ironica e altre volte tagliente: uno stile che sembra aver conquistato il pubblico. Nella breve conferenza stampa dopo lo spettacolo l’attore pugliese ha sottolineato: “Ci siamo messi tutti in gioco senza riserve. Solo così si costruisce qualcosa che resta vero”.

Prossime tappe per lo spettacolo

La produzione ha confermato che lo spettacolo sarà in cartellone allo Strehler fino al 28 gennaio e poi si sposterà a Firenze e Roma nei mesi seguenti. Secondo fonti interne al Piccolo Teatro i biglietti delle prime date stanno andando a ruba (la conferma è anche sul sito ufficiale). Michieletto mantiene però prudenza riguardo al futuro: “Ogni debutto apre più domande che risposte. Vedremo come crescerà questa esperienza nelle altre città”.

A serata finita – poco dopo le 23.30 – molti spettatori uscivano ancora assorti nei dialoghi ascoltati poco prima. L’impressione generale? Uno spettacolo che prova ad andare oltre la tradizione senza mai perdere di vista il valore delle parole. Grazie anche al talento di Tecla Insolia e Michele Riondino, Damiano Michieletto sembra aver firmato un debutto destinato a lasciare il segno nella stagione teatrale milanese appena iniziata.

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