Roma, 10 gennaio 2026 – Angelo Antonini, presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, è stato inibito per due anni dalla Commissione Federale di Giustizia Sportiva. La notizia è arrivata ieri sera, al termine di una lunga riunione nella sede di via Vitorchiano. La misura scaturisce da un’indagine interna partita mesi fa sulle presunte irregolarità nella gestione del quadriennio 2021-2024.
La decisione, presa a maggioranza, è stata resa nota poco dopo le 20:30. Un momento delicato per la guida della federazione. La Commissione, guidata dall’avvocato Riccardo Selvaggi, ha motivato il provvedimento parlando di “violazione dei principi di trasparenza e correttezza nella gestione amministrativa”. Così recita il comunicato diffuso a notte fonda. Dopo tre anni al timone, Antonini dovrà lasciare ogni incarico esecutivo fino al gennaio 2028.
Dagli atti emerge che le contestazioni riguardano alcune delibere di spesa e la gestione dei fondi destinati ai centri tecnici regionali. Sotto la lente sono finite procedure d’appalto ritenute “non conformi ai regolamenti interni”. L’indagine era partita la scorsa primavera dopo una segnalazione interna e alcuni rilievi del Collegio dei Revisori. “Abbiamo agito per difendere l’integrità dell’ente”, ha spiegato Selvaggi a tarda sera, sottolineando come il lavoro sia stato “lungo, approfondito e trasparente”.
Raggiunto al telefono poco dopo la notifica dell’inibizione, Antonini ha detto: “Sono tranquillo, sono convinto di aver sempre lavorato per il bene della federazione. Valuterò con i miei legali tutte le opzioni. Il ricorso non è escluso”. L’ex presidente, stimato nel settore per la sua esperienza — prima da dirigente regionale e poi come vicepresidente nazionale — si è detto “amareggiato” per una vicenda che definisce “surreale”. In mattinata sono arrivate anche le prime reazioni dal Consiglio federale: cauto il vicepresidente Luigi Brera che ha preferito non commentare a caldo. “La priorità ora è garantire la continuità delle attività”, ha riferito una fonte interna.
L’inibizione blocca subito l’attività esecutiva di Antonini nella federazione. Come previsto dallo statuto, il ruolo passa temporaneamente alla vicepresidente vicaria, Serena Pacetti, in attesa delle elezioni straordinarie fissate per fine marzo. Da via Vitorchiano filtrano segnali chiari: nei prossimi giorni niente cambiamenti negli staff tecnici o nelle attività dei centri federali. Ma la decisione ha sollevato qualche malumore tra presidenti regionali e dirigenti territoriali, che hanno espresso dubbi sulla tempistica del provvedimento proprio all’inizio della stagione agonistica indoor.
Tra tesserati e addetti ai lavori la notizia si è sparsa in fretta. Nei gruppi social dedicati al tennis e padel diversi tecnici si sono detti sorpresi dalla sanzione. “Un colpo inatteso”, confida Massimo Beltrame, responsabile tecnico del Centro Sud. Più pratico l’allenatore milanese Alessandro Rizzi: “Serve chiarezza al più presto — dice — perché ci sono calendari da rispettare e atleti da preparare”. Alcune società partner hanno già chiesto un incontro con la nuova reggenza; l’appuntamento è fissato per la prossima settimana.
Il percorso giudiziario non si chiude qui. Assistito dall’avvocato Monica Di Bartolomei, Antonini ha dieci giorni per fare ricorso al Collegio di Garanzia del Coni. Se il verdetto verrà confermato, resterà fuori dai vertici almeno fino al 2028. Intanto il dibattito sulla trasparenza nella gestione degli enti sportivi nazionali resta aperto. Fuori e dentro il mondo tennistico si attendono ora i dettagli completi della sentenza. E nei prossimi mesi sarà tutta una partita giocata sull’incertezza che circonda il futuro della federazione.
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