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Bari celebra il Tricentenario di Niccolò Piccinni: tre anni di opere al Teatro Petruzzelli

Bari, 11 gennaio 2026 – Un segnale forte arriva dal Teatro Petruzzelli: per i prossimi tre anni, sarà una composizione di un autore barese ad aprire la stagione lirica. L’annuncio è stato dato questa mattina in una sala piena di addetti ai lavori e giornalisti locali dal sovrintendente Massimo Biscardi, che ha parlato di “una scelta che segna la nostra identità” e di “un’occasione per radicare ancora di più la cultura sul territorio”.

Tre stagioni, tre firme baresi per aprire il sipario

Il Petruzzelli, uno dei teatri più importanti del Sud Italia, ha deciso di puntare sulla creatività locale. Da quest’anno e per i prossimi due, la prima opera della stagione lirica sarà firmata da un artista nato a Bari o nella sua provincia. Biscardi ha spiegato: “Vogliamo far partire tutto dalla città e portare questa voce fino alla platea”. La scelta dei titoli è stata fatta ascoltando musicologi ma anche associazioni del territorio.

La stagione 2026 si apre con “Il segreto dell’Olivo”, opera di Vito Clemente, musicista nato a Noicattaro nel 1972. Per le due stagioni successive spazio a lavori di Loredana Capone e Michele Cellaro—nomi forse meno conosciuti al grande pubblico nazionale, ma attivi soprattutto nel mondo della lirica e contemporanea tra Puglia e Basilicata.

Dietro la scelta, una strategia culturale chiara

Non è una decisione presa all’improvviso, ma il frutto di un ragionamento lungo mesi all’interno del consiglio della Fondazione Petruzzelli. In un panorama dove la concorrenza tra teatri lirici si fa sempre più agguerrita, il legame con il territorio diventa una carta da giocare. “C’è bisogno di voci nuove, ma anche di riscoprire le nostre radici”, ha detto Biscardi ieri durante la presentazione. E non finisce qui: la programmazione coinvolgerà anche le scuole superiori della città con laboratori e incontri prima delle prime.

Gli organizzatori puntano a rilanciare non solo l’interesse locale per il cartellone operistico, ma anche ad attirare spettatori da altre regioni. Un modo, spiega Biscardi, per “fare di Bari un punto d’incontro per la nuova lirica italiana”. Solo col tempo si capirà se questa scommessa funzionerà davvero con il pubblico.

Un Petruzzelli che cambia? Le prime impressioni

Alla fine della conferenza stampa non sono mancate le reazioni. Tra i presenti c’era Carla De Risi, docente storica al conservatorio di Bari, che ha parlato di “un gesto coraggioso” e di “un’opportunità preziosa per gli autori locali spesso dimenticati”. Qualcuno—tra cui abbonati storici—ha mostrato qualche dubbio. “Vedremo come saranno le opere”, ha commentato un signore nelle prime file, “ma dare spazio ai nostri musicisti mi sembra giusto”.

Molti hanno sottolineato l’importanza simbolica dell’iniziativa: troppo a lungo, si è detto, il Sud ha guardato solo ai grandi classici nazionali senza raccontare davvero quello che succede oggi nella sua musica.

L’impatto sulla città e cosa ci aspetta

La nuova stagione del Petruzzelli partirà ufficialmente a ottobre, con la prima serata già in vendita al botteghino del teatro in corso Cavour. Sono previste repliche per ogni opera barese e incontri con gli autori nel foyer. Gli organizzatori garantiscono che non mancheranno i grandi titoli del repertorio classico, da Verdi a Puccini. Ma qualcosa sta cambiando. Non solo nelle note, ma nell’aria stessa che si respira in città.

Biscardi ha chiuso l’incontro lasciando aperta la sfida: “Non sappiamo ancora come risponderà il pubblico. Ma Bari merita questo rischio”. La scommessa della Fondazione Petruzzelli guarda lontano: tre anni per cambiare davvero il rapporto tra teatro, artisti e cittadini. La partita è appena iniziata.

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