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Assessora siciliana indagata per reato superato: scandalo nella sanità regionale con Cuffaro

Palermo, 9 gennaio 2026 – La vicenda che scuote la sanità siciliana da mesi ha preso ieri una piega importante. Al centro dell’inchiesta, questa volta, c’è direttamente l’ex presidente della Regione, Salvatore Cuffaro. La Procura di Palermo gli ha notificato un avviso di garanzia nell’ambito delle indagini su possibili irregolarità negli appalti ospedalieri tra il 2022 e il 2024. Il documento è stato consegnato a Cuffaro in casa sua, in via Dante, nelle prime ore del mattino. Si ipotizzano reati come turbativa d’asta e abuso d’ufficio, ma le verifiche sono ancora in corso. Gli investigatori stanno cercando di capire quale ruolo abbia avuto l’ex governatore nelle scelte sulle gare per le forniture mediche.

Gare d’appalto sotto la lente: pressioni e sospetti

Gli atti dell’inchiesta mostrano intercettazioni e documenti che parlano chiaro: ci sarebbero state pressioni sui vertici dell’ASP Palermo e delle aziende sanitarie di Agrigento e Trapani. Nel mirino ci sono bandi per mascherine, dispositivi diagnostici e farmaci assegnati tra primavera 2023 e autunno 2024. In particolare, due gare da circa 12 milioni di euro, destinate agli ospedali “Cervello” e “Sant’Elia”. Secondo gli inquirenti, le condizioni dei bandi sarebbero state modificate per favorire alcune aziende legate a persone vicine all’entourage di Cuffaro.

Tra i documenti spuntano anche appunti scritti a mano e note vocali scambiate tra funzionari pubblici e intermediari privati. Il pm Paolo Asaro ha commentato solo: «Siamo ancora nella fase iniziale, nessuna decisione sulle misure cautelari». Intanto sono finiti sotto indagine altri quattro dirigenti regionali.

Reazioni immediate: Cuffaro risponde con calma

Non si è fatta attendere la replica di Salvatore Cuffaro, che ha diffuso una nota breve ma netta: «Sono sereno, non ho mai favorito nessuno negli incarichi pubblici. Chiarirò tutto nei luoghi giusti». Un messaggio rivolto tanto ai suoi sostenitori quanto agli oppositori. Nel pomeriggio si sono fatte sentire anche le voci della politica regionale. Carmelo Messina, capogruppo M5S all’Ars, ha avvertito: «Non trasformiamo questa indagine in un processo mediatico». Più prudente il presidente in carica Giovanni Di Mauro: «Abbiamo piena fiducia nella magistratura e nelle garanzie previste dalla Costituzione». Nel frattempo, davanti all’assessorato alla Sanità in via Magliocco, alcuni sindacalisti hanno espresso preoccupazione per possibili ritardi nelle procedure di gara ancora aperte.

Un passato giudiziario che ritorna

Il nome di Cuffaro non è nuovo nelle cronache giudiziarie legate alla sanità isolana. Già nel 2010 era finito nel mirino per presunti favoritismi negli incarichi ospedalieri, vicenda poi archiviata. Oggi sembra ripetersi un copione simile, con nuovi protagonisti e nuovi filoni investigativi.

Nei prossimi giorni l’ex presidente sarà ascoltato dai magistrati di Palermo. I suoi legali, guidati dall’avvocato Fabrizio Geraci, stanno valutando la possibilità di accedere a tutti gli atti dell’indagine. Geraci ha detto al telefono: «Nessuna fretta o anticipazione, ma serve che tutto sia trasparente». Al momento non risultano richieste di misure cautelari né per Cuffaro né per gli altri indagati. Solo dopo l’interrogatorio si potrà capire quali saranno i prossimi passi della Procura.

Sanità sotto pressione: i timori dei lavoratori

Sul fronte sanitario la tensione resta alta. I sindacati chiedono certezze sulla regolarità delle forniture e sulla continuità dei servizi essenziali. Maurizio D’Amico della Fp Cgil Palermo sottolinea: «Ci preoccupa soprattutto il rischio che si blocchino assunzioni e bandi». All’ospedale Civico il personale racconta un clima fatto di tensione ma anche rassegnazione. «Non vogliamo pagare noi per errori che non sono nostri», dice una caposala. I dati dell’Asp mostrano come nell’ultimo anno le forniture mediche siano aumentate del 13%, ma allo stesso tempo i tempi medi di consegna si sono allungati fino a 90 giorni.

Resta da vedere se questa vicenda diventerà davvero una svolta nei rapporti tra politica, sanità e imprese in Sicilia o se sarà solo l’ennesima pagina in un libro già scritto da troppe ombre sugli appalti pubblici dell’isola.

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