×

Armi nascoste nello Zen di Palermo: carabinieri sequestrano pistola e munizioni in un sottoscala

Roma, 5 gennaio 2026 – Un blitz dei Carabinieri nel cuore del quartiere San Basilio ha portato all’arresto, questa mattina, di tre persone ritenute vicine a una banda che si occupa di spaccio di stupefacenti. L’operazione è scattata poco dopo le 7 in via Morrovalle, quando i militari dell’Arma sono entrati in due appartamenti sorprendendo i sospetti ancora dentro casa. Il colpo arriva dopo mesi di indagini partite in autunno e punta a sgominare un giro di droga che aveva radici profonde nella zona.

Indagini serrate e il blitz all’alba

Le indagini, spiegano fonti investigative, sono iniziate a ottobre. Tutto è partito dalle segnalazioni dei residenti, preoccupati per movimenti strani nel quartiere. Per settimane, i Carabinieri hanno tenuto sotto controllo gli spostamenti: scambi veloci e incontri fugaci che spesso avvenivano vicino alle auto parcheggiate o davanti ai palazzi popolari. “Qui passava gente a tutte le ore, sembrava un via vai senza fine”, racconta un abitante che preferisce restare anonimo. Pian piano, gli investigatori hanno messo insieme i pezzi: chi portava la droga, chi la vendeva e chi custodiva i soldi. Un puzzle che ha preso forma nei fascicoli degli inquirenti.

Sequestri ingenti e reazioni tra i cittadini

Durante le perquisizioni sono stati trovati circa 200 grammi di cocaina, materiale per confezionare le dosi, telefoni cellulari utili alle indagini e 4.200 euro in contanti. Niente armi o altri oggetti pericolosi. “Sapevamo che qualcosa non andava”, confida una signora che abita al civico 12 da vent’anni, “ma qui nessuno parla volentieri: la paura è tanta”. La tensione resta alta anche dopo l’intervento dei Carabinieri: molte persiane rimangono chiuse e le voci si scambiano solo tra pochi vicini.

Chi sono gli arrestati e cosa succederà ora

I tre uomini fermati – tutti italiani e tra i 23 e i 31 anni – hanno precedenti per reati simili. Il gip del Tribunale di Roma ha convalidato l’arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio in concorso. Nelle prossime ore saranno interrogati dal giudice per l’udienza di garanzia. Dalle indagini emergono possibili legami con altri gruppi criminali attivi nella periferia nord-est della Capitale, quindi il lavoro degli inquirenti potrebbe proseguire.

Tra preoccupazione e speranza: il quartiere reagisce

San Basilio non è nuovo a casi del genere. “Purtroppo succede spesso”, dice un commerciante della zona, “e chi paga sono sempre le famiglie oneste”. Da anni il quartiere lotta contro lo spaccio e la microcriminalità diffusa. I residenti chiedono più controlli ma anche spazi per i giovani dove incontrarsi in modo sano. Il comandante della stazione locale dei Carabinieri, maggiore Lorenzo Bianchi, si è detto “soddisfatto del risultato”, ma ha ribadito che “la collaborazione della gente resta fondamentale per mantenere la sicurezza”. Intanto le pattuglie continuano a girare: ieri sera controlli su più veicoli e dieci persone identificate vicino ai giardinetti pubblici.

San Basilio fragile: serviranno passi concreti

Resta da vedere quanto questa operazione antidroga riuscirà davvero a cambiare le cose nel medio periodo. “Servono interventi più ampi”, spiega al telefono un rappresentante della parrocchia locale, “non basta fermare chi spaccia. Qui mancano opportunità e fiducia nel futuro”. Solo allora – forse – le persiane si apriranno anche alla sera e la paura lascerà spazio alla normalità. Intanto resta il sollievo per un intervento atteso da tempo, capace almeno di interrompere per qualche giorno una routine fatta di silenzi e sospetti.

Change privacy settings
×