Palermo, 4 gennaio 2026 – L’arcivescovo Corrado Lorefice guiderà la messa dell’Epifania lunedì 6 gennaio alle 11 nella chiesa di San Filippo Neri, nel cuore di Palermo. Una tradizione molto sentita dai fedeli del quartiere che ogni anno si ritrovano per questo rito, ormai appuntamento fisso nel calendario della diocesi. La scelta di San Filippo Neri, situata nel quartiere Zisa, non è casuale: la parrocchia è da tempo un punto di riferimento per chi cerca solidarietà e aiuto, come ha più volte sottolineato lo stesso arcivescovo.
Epifania: una festa che unisce il quartiere
“Vogliamo camminare insieme – ha detto Lorefice ai giornalisti –, anche in questi giorni in cui la liturgia ci parla della luce che arriva per tutti.” Parole che vanno oltre il semplice rito religioso. Qui alla Zisa l’Epifania richiama molte famiglie legate ai servizi della parrocchia. In chiesa si incontrano anziani del quartiere, bambini del doposcuola, migranti impegnati nei corsi d’italiano e i volontari che distribuiscono generi alimentari. Basta entrare per sentirsi avvolti da un’atmosfera familiare: sacchetti della spesa in mano e l’aroma del caffè che riempie l’atrio.
“È una giornata speciale,” racconta Maria, catechista da vent’anni, incaricata dell’accoglienza. “Quando arriva l’Epifania si respira qualcosa di diverso: le famiglie arrivano anche da fuori zona e restano a parlare dopo la messa.” A scandire la celebrazione ci sarà il coro parrocchiale; non mancheranno canti in varie lingue, come accade ormai da qualche anno, a simboleggiare l’apertura alle diverse comunità presenti.
Zisa tra sfide e cambiamenti
Il quartiere Zisa, storicamente popolare, attraversa un momento difficile: molte attività artigianali hanno chiuso e la povertà è cresciuta. Don Massimo, parroco di San Filippo Neri, conferma: “Negli ultimi mesi le richieste d’aiuto sono aumentate molto, sia per le bollette sia per beni di prima necessità.” I numeri della Caritas parlano chiaro: nel 2025 più di 600 famiglie del quartiere hanno ricevuto sostegno.
La messa dell’Epifania diventa così anche un modo per lanciare un messaggio alle istituzioni. Dal consiglio pastorale spiegano che la presenza dell’arcivescovo “è un segnale di vicinanza a chi spesso si sente dimenticato.” Non mancheranno i volontari delle associazioni locali e alcuni rappresentanti del Comune; la loro presenza viene vista come un segno positivo.
La chiesa tra fede e accoglienza
L’edificio di San Filippo Neri, costruito negli anni Sessanta su via Fausto Coppi, è diventato negli anni non solo luogo di culto ma anche centro civico. “Cerchiamo di essere una casa aperta,” spiega suor Elisabetta, responsabile del gruppo Caritas. “Qui mettiamo da parte differenze religiose o culturali: c’è spazio per tutti.”
Per questa Epifania – raccontano i collaboratori parrocchiali – sono previsti giochi per i più piccoli e una merenda condivisa nel salone vicino alla chiesa. L’obiettivo è creare un clima familiare dove nessuno si senta escluso.
L’attesa per il messaggio dell’arcivescovo
Il testo dell’omelia rimane ancora top secret fino al momento della messa. Si sa però che Lorefice punterà sull’importanza della condivisione e sulla necessità di non “perdere mai la speranza”, temi ribaditi spesso negli ultimi mesi. All’uscita dalla messa domenicale molti fedeli confidano nella speranza di “parole semplici ma incisive”. Altri si augurano un richiamo alla pace, viste le tensioni internazionali.
L’appuntamento è quindi lunedì mattina alle 11. A fine funzione sarà ricordato anche padre Pino Puglisi – simbolo dell’impegno civile a Palermo – il cui esempio continua a ispirare iniziative in tutta la città.
La Epifania a San Filippo Neri resta così un momento di incontro e speranza in un quartiere che ogni giorno cerca nuove vie per non arrendersi alle difficoltà.





