Roma, 9 dicembre 2025 – Dai dati appena diffusi dalla piattaforma online CulturaLive emerge una notizia chiara: il pubblico romano è in crescita rispetto al 2024 e si dimostra più che soddisfatto dell’offerta culturale della città. La ricerca, svolta tra settembre e novembre scorsi, ha coinvolto oltre 10 mila utenti registrati, chiamati a esprimersi su mostre, concerti, spettacoli e incontri letterari. Il risultato è un quadro nitido: il gradimento medio si attesta sull’8,2 su 10, con un picco di entusiasmo per eventi musicali e rassegne d’arte contemporanea.
Secondo le statistiche di CulturaLive, le iniziative musicali conquistano i voti più alti. Spiccano i festival estivi nei parchi dell’Eur e di Villa Ada, che raccolgono un giudizio positivo dal 93% degli intervistati, soprattutto per la presenza di “artisti di rilievo nazionale”. Ottime recensioni anche per le esposizioni temporanee al MAXXI e al Museo dell’Ara Pacis: “Organizzazione curata e proposte originali”, si legge tra i commenti pubblici. Tuttavia non mancano le critiche. Diverse voci chiedono più attenzione ai quartieri periferici, come Tor Bella Monaca o Corviale, troppo spesso tagliati fuori dai circuiti principali. “Le iniziative ci sono – spiega Laura, utente storica della piattaforma – ma restano troppo concentrate in centro”.
Un dato interessante riguarda la composizione del pubblico: cresce la presenza dei giovani tra i 18 e i 35 anni, che oggi rappresentano il 47% degli spettatori. Un salto netto rispetto al passato recente, quando la platea era soprattutto adulta. Crescono anche le famiglie con bambini, che partecipano soprattutto a laboratori didattici e spettacoli per l’infanzia. “Si nota una domanda sempre maggiore di eventi accessibili – anche dal punto di vista dei prezzi – e con orari compatibili con la vita familiare”, spiega Carlo Bianchi, responsabile ricerche di CulturaLive. Questa tendenza sta spingendo gli organizzatori a ripensare la programmazione: più appuntamenti nel pomeriggio e sconti sui biglietti cumulativi.
Sul fronte degli effetti concreti, l’offerta culturale romana ha ricadute visibili anche nei quartieri meno centrali. Il report segnala un aumento del 14% delle presenze in biblioteche civiche e teatri di zona rispetto allo scorso anno. Fenomeno evidente a Centocelle e Garbatella, dove alcuni eventi hanno richiamato centinaia di spettatori in poche ore. “Il teatro di quartiere crea comunità e attiva i negozi vicini”, racconta Andrea Paolucci, direttore artistico del Teatro Biblioteca Quarticciolo. Alcuni esercenti locali hanno infatti registrato un aumento delle vendite nei giorni degli spettacoli: segno che la cultura spinge anche l’economia.
Non tutto funziona però alla perfezione. Molti utenti segnalano problemi di accessibilità per i disabili e costi ancora troppo alti in alcuni musei. Il 19% degli intervistati chiede “più eventi gratuiti o con prezzi calmierati”. Non manca chi lamenta carenze nelle informazioni online su orari e modalità d’ingresso. A questo proposito il Comune ha annunciato per il 2026 un piano di comunicazione unico, pensato per semplificare la ricerca degli eventi e facilitare le prenotazioni digitali. “Vogliamo dare davvero a tutti la possibilità di partecipare – spiega l’assessore alla Cultura Maria Raggi – puntando su digitalizzazione e trasparenza”.
I numeri della piattaforma si riflettono nell’atmosfera della città: mostre sold out al Palazzo delle Esposizioni già nel primo weekend; code davanti al Teatro Argentina per l’avvio della nuova stagione; musei civici frequentati anche nei giorni feriali. Gli organizzatori restano cauti ma ottimisti: “È un segnale incoraggiante – dice Silvia Torriani, curatrice d’arte – ma serve ancora investire su accessibilità e inclusione”. Nel frattempo, la domanda di cultura a Roma resta forte. E come si legge nel report finale, è ancora oggi “uno dei motori identitari della città”, capace di tenere insieme pubblico giovane e generazioni più anziane, centro storico e periferie.
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