Roma, 18 gennaio 2026 – La Protezione Civile ha deciso di sospendere da oggi, in tutta Italia, i congedi e i permessi per tutto il personale. La notizia è arrivata stamattina con una circolare interna firmata dal Dipartimento, che riguarda tutti i funzionari e i volontari in servizio, senza eccezioni. Una misura presa in risposta all’allerta elevata che interessa il Paese, soprattutto per il peggioramento del maltempo atteso nelle prossime ore.
Dalla sede centrale di via Ulpiano a Roma arriva la conferma: la sospensione dei congedi è una mossa precauzionale. “Siamo in un momento delicato,” spiega un dirigente del Dipartimento. “L’allerta meteo riguarda gran parte del centro-nord, con un rischio idrogeologico che sta salendo.” Gli ultimi bollettini della Protezione Civile segnalano piogge intense e venti forti già a partire dal tardo pomeriggio. Le regioni più a rischio, aggiornate alle 7 del mattino, sono Emilia-Romagna, Toscana, Veneto e alcune zone della Lombardia.
La sospensione dei permessi era nell’aria già da ieri sera, ma la conferma ufficiale è arrivata solo questa mattina. Gli operatori hanno ricevuto un messaggio diretto sui dispositivi aziendali. Il testo era chiaro e stringato: “Tutti i congedi ordinari e straordinari, così come i permessi in corso o programmati, sono sospesi fino a nuovo avviso.” Alcuni di chi era già in ferie sono stati richiamati immediatamente.
Sospendere i congedi non è una pratica comune; si usa solo quando la situazione è davvero critica. “Non succedeva da almeno due anni,” racconta Marco Gentili, coordinatore dei volontari a Modena. L’ultima volta fu nella primavera del 2024 durante l’alluvione in Romagna. Ora però la strategia è diversa: si punta molto sulla prevenzione. Gentili spiega che dalla notte scorsa sono già stati attivati i COC (Centri Operativi Comunali) nei comuni più esposti.
In Lombardia le squadre sono già sul posto vicino al fiume Adda e lungo il Po. Qui il livello dell’acqua viene controllato costantemente dagli operatori. “Ci chiedono di essere sempre pronti,” dice Luca Bianchi, uno dei coordinatori locali. “C’è preoccupazione ma anche tanta responsabilità.” L’obiettivo è rispondere subito se la situazione dovesse peggiorare rapidamente.
Il provvedimento riguarda circa 14 mila dipendenti della struttura nazionale e più di 800 mila volontari delle associazioni collegate. Nelle chat interne si scambiano messaggi sugli orari dei turni e sulle aree di intervento. Un volontario dal Veneto scrive: “Niente pause per ora, siamo tutti reperibili fino a nuovo ordine.” A Roma gli uffici hanno rimodulato le presenze nei centri operativi, aumentando i turni notturni e rafforzando le postazioni nelle zone già colpite dagli allagamenti recenti.
Il Dipartimento ricorda che questa sospensione è solo una misura temporanea, legata all’attuale emergenza e alla necessità di proteggere la popolazione. Un portavoce ufficiale sottolinea: “Seguiamo l’evoluzione minuto per minuto. Valuteremo quando sarà il momento giusto per tornare alla normalità.”
La decisione ha creato qualche disagio tra chi aveva programmato riposi o impegni personali. Ma da quello che emerge tra dipendenti e volontari prevale la comprensione per questa scelta difficile ma necessaria. “Siamo abituati a mettere da parte tutto quando serve,” racconta Laura Corsi, veterana nella gestione delle emergenze nel Lazio. In diversi uffici provinciali sono stati attivati punti di ascolto psicologico per chi sta vivendo momenti difficili.
Le amministrazioni locali hanno espresso appoggio all’iniziativa. Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, ha sottolineato che “la collaborazione con la Protezione Civile è fondamentale per affrontare questa fase”. D’accordo anche il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro: “Serve presenza capillare sul territorio; ringraziamo chi sta lavorando senza sosta.”
Per ora la situazione resta incerta. La Protezione Civile continua a monitorare gli sviluppi e aggiornerà le disposizioni nei prossimi giorni. Solo allora si potrà capire quanto durerà la sospensione di congedi e permessi.
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