Categories: Spettacolo e Cultura

All’asta da Sotheby’s il cappotto viola di Jackie Kennedy indossato la notte dell’elezione di JFK

Roma, 28 novembre 2025 – Un semplice **maglione premaman in lana viola**, indossato la notte dell’**elezione di John Fitzgerald Kennedy** il 9 novembre 1960, torna a raccontare un frammento di storia americana. L’abito, cucito su misura per **Jacqueline Kennedy**, allora incinta della figlia Caroline, è stato esposto ieri al Museum of American History di **Washington**, suscitando curiosità e ricordi tra i visitatori.

## La notte di Kennedy: storia e dettagli dietro le quinte

Quella sera, nella suite del **Kennedy Compound a Hyannis Port**, l’atmosfera era carica di tensione e attesa. Mentre i risultati scorrevano alla tv — con Richard Nixon a un passo dalla vittoria — **Jackie Kennedy** seguiva ogni aggiornamento indossando quel maglione morbido, scelto per il comfort ma anche con un tocco di sobria eleganza casalinga. Erano le due del mattino quando arrivò l’annuncio ufficiale: JFK avrebbe vinto, diventando il presidente più giovane degli Stati Uniti, con la moglie al suo fianco vestita da futura mamma.

I racconti di quelle ore, presi dai diari di famiglia e dalle testimonianze — come quella della storica domestica Viola Smith — restituiscono immagini vive: Jackie con i capelli raccolti in uno chignon basso, una tazza di tè accanto, e quel **maglione viola** che resterà impresso nelle fotografie private scattate all’alba, mentre John la stringeva in un abbraccio e la sorella Eunice sorrideva dietro di loro.

## Più di un capo: un segno di stile e quotidianità

Per gli esperti dello Smithsonian Museum, quel **maglione premaman in lana** è molto più che un semplice capo d’abbigliamento. «Quella notte era intima ma destinata a diventare pubblica», ha detto la curatrice Judith Plath durante la presentazione. «Jackie sapeva bene che ogni dettaglio della sua vita sarebbe stato sotto i riflettori. Eppure ha scelto la comodità — un gesto tutt’altro che scontato per una donna del suo rango».

Alcuni storici hanno notato come la scelta del colore viola potesse essere un messaggio sottile: evitare tinte troppo forti (il rosso dei repubblicani, il blu dei democratici) per mostrare pacatezza e apertura. «Forse è solo una coincidenza», ha ammesso Plath con un sorriso. «Ma Jackie aveva sempre una cura particolare per ogni dettaglio, anche quelli più piccoli.»

## Dalla casa Kennedy al museo

L’abito, realizzato dalla sartoria newyorkese Bergdorf Goodman su indicazioni della stessa Jackie, è rimasto per decenni nella residenza Kennedy in Virginia. Solo lo scorso anno Caroline Kennedy, oggi ambasciatrice degli Stati Uniti in Australia, ha deciso di donarlo al museo per renderlo visibile a tutti. L’esposizione — aperta fino a febbraio — ha già attirato oltre 25 mila visitatori nei primi giorni.

Alla cerimonia d’inaugurazione una folla raccolta ha ascoltato le parole della direttrice: «Questo **maglione premaman** è una testimonianza silenziosa di una notte che ha cambiato l’America. Racconta di una donna divisa tra grandi responsabilità storiche e piccoli gesti quotidiani». Molti visitatori si sono fermati davanti alla teca di vetro, scattando foto o bisbigliando ricordi legati a quegli anni. Mary Hawkins, turista dal Wisconsin, ha raccontato con emozione: «Mia madre si vestiva come Jackie. In qualche modo ci sentivamo tutte un po’ come lei».

## Quando la memoria privata diventa pubblica

L’esposizione vuole riportare alla vita quel momento domestico: insieme al **maglione premaman**, si possono vedere fotografie sbiadite, un posacenere d’argento con le iniziali J.K., un vecchio numero del Boston Globe. Niente ostentazione né sfarzo: oggetti semplici ma pieni di significato.

Mettere in mostra questo capo richiama il valore delle **reliquie laiche** — pezzi di stoffa o piccoli oggetti che trasformano la Storia in qualcosa di vicino e familiare. La lana viola porta ancora l’impronta di una donna giovane, incinta e già parte del mito.

All’uscita dal museo si sente nostalgia ma anche consapevolezza. Un visitatore newyorkese scuote la testa: «Sono passati più di sessant’anni, ma basta uno sguardo a questi dettagli per capire che dietro ogni leader c’è sempre una vita normale». Jackie Kennedy forse non avrebbe mai immaginato che quel semplice maglione premaman sarebbe diventato testimone silenzioso della Storia americana — invece è andata proprio così.

Antonella Romano

Sono una redattrice innamorata della Sicilia, e in particolare della mia Palermo. Fin da piccola, ho respirato l'aria vibrante di questa terra ricca di storia, cultura e tradizioni. Ogni vicolo di Palermo racconta storie antiche, e io non mi stanco mai di scoprirle e condividerle. Mi sono laureata in Lettere Moderne presso l'Università di Palermo, dove ho approfondito il mio amore per la scrittura e la narrazione. Dopo gli studi, ho avuto l'opportunità di collaborare con diverse testate giornalistiche e riviste locali, scrivendo articoli che esplorano le meraviglie artistiche, culinarie e naturalistiche della nostra isola. La mia vera passione, tuttavia, è raccontare la vita quotidiana della Sicilia e i suoi abitanti straordinari. Cerco di portare i lettori in un viaggio virtuale tra mercati colorati, spiagge dorate e festival affollati, sperando di trasmettere l'unicità e la bellezza di questa terra. Quando non sono dietro alla tastiera, mi piace camminare lungo la costa, visitare i mercati locali e assaporare piatti tradizionali cucinati con amore. Ogni giorno in Sicilia offre l'opportunità di scoprire qualcosa di nuovo e inaspettato, e non vedo l'ora di condividere queste esperienze con voi. Seguitemi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, esplorando insieme cultura, sapori e tradizioni che rendono questa terra davvero speciale. Grazie per essere qui e per la vostra curiosità. Spero che attraverso le mie parole possiate innamorarvi della Sicilia tanto quanto lo sono io!

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