Roma, 25 febbraio 2026 – Ieri sera all’Auditorium Parco della Musica di Roma è andato in scena un incontro che molti aspettavano da tempo: Kabir Bedi e Can Yaman sono saliti insieme sul palco, uniti dalla magia di Sandokan. L’evento celebrava i cinquant’anni dalla prima puntata della serie di Sergio Sollima. Da una parte il grande attore indiano, oggi ottantenne, dall’altra la star turca che ha conquistato l’Italia. Due generazioni, due volti della stessa leggenda, finalmente fianco a fianco dopo decenni e migliaia di chilometri. Un momento intenso, soprattutto per chi ha vissuto quegli anni in tv o ha scoperto la saga solo ora, grazie allo streaming.
Mezzo secolo di Sandokan: un mito che torna a vivere
Già dalle sette di sera l’auditorium in viale Pietro de Coubertin era pieno, carico di aspettativa. Sullo schermo gigante scorrevano immagini di una giungla lontana, quella stessa che nel 1976 aveva fatto sognare milioni di telespettatori. Kabir Bedi, con una giacca scura e lo sguardo visibilmente emozionato, ha raccontato: “Quando Sergio Sollima mi chiamò per quel ruolo non immaginavo quanto avrebbe cambiato la mia vita. In Italia ho trovato una seconda casa”. Le sue parole sono state accolte da un lungo applauso.
Accanto a lui c’era Can Yaman, che presto vestirà proprio i panni di Sandokan in una nuova serie. L’attore turco ha ascoltato con rispetto e ammissione: “Portare avanti questo personaggio non è facile. Voglio rendere omaggio non solo a Sandokan ma anche a chi lo ha interpretato per primo”.
Kabir Bedi: “Sandokan mi ha cambiato la vita”
Durante l’incontro, condotto dalla giornalista Valeria Ciardiello, non sono mancati ricordi dal set e curiosità dietro le quinte. Bedi ha ricordato le sfide delle riprese in Sri Lanka: il caldo soffocante, le zanzare ovunque (“A volte avrei voluto mollare tutto”, ha scherzato). Ma anche la sorpresa per l’affetto del pubblico: “Quando tornai a Roma dopo la prima trasmissione c’erano migliaia di persone alla stazione Termini. Urlavano il mio nome. Non riuscivo a crederci”.
I più giovani, spesso ignari della storia dietro il mito della Tigre della Malesia, hanno riscoperto la serie sulle piattaforme digitali. Secondo i dati RaiPlay diffusi ieri dagli organizzatori, le visualizzazioni della versione originale sono aumentate del 40% nell’ultimo anno.
Can Yaman e la nuova sfida: “Sandokan parla ancora”
Sul palco Yaman non nascondeva l’emozione. Ha anticipato qualche dettaglio sulla nuova produzione firmata Lux Vide: le riprese si svolgeranno tra Calabria e Sicilia e la serie debutterà su Rai1 nella primavera del 2027. “Questa storia parla di coraggio e amicizia – ha detto – ed è per questo che piace ancora”. Intanto sui social si è acceso il dibattito tra i fan sul confronto tra il Sandokan di Bedi e quello in arrivo.
Presente in sala anche il regista Jan Maria Michelini che ha spiegato: “La vera sfida è rispettare lo spirito originale di Salgari ma portare qualcosa di fresco al pubblico italiano, che è molto esigente”.
Italia e India unite da una passione lunga mezzo secolo
La serata si è chiusa tra foto ricordo e dediche scritte sulle vecchie copie del romanzo. Tra gli ospiti c’erano anche attori del cast originale come Adolfo Celi jr e alcuni membri della troupe Rai degli anni Settanta. Molti spettatori hanno raccontato di aver seguito la fiction insieme ai nonni (“Era un appuntamento fisso del sabato sera”, ha detto Marta Ricci, 42 anni).
Il successo mondiale di Sandokan – trasmesso in più di 85 Paesi – aveva scatenato negli anni Settanta una vera e propria “febbre” italiana per le atmosfere esotiche delle avventure salgariane. Kabir Bedi stesso è stato insignito della cittadinanza onoraria di Torino nel 2016 ed è ancora oggi accolto con affetto nei festival letterari dedicati all’eroe dei Mari del Sud.
Un’eredità che resiste al tempo
“Non avrei mai pensato che questa storia sarebbe arrivata così lontano nel tempo”, ha confidato Bedi prima dei saluti finali. Sorridendo accanto a Can Yaman si è congedato tra strette di mano e selfie rubati dal pubblico entusiasta. Solo allora si capiva quanto quella tigre abbia ancora tanto da raccontare nella memoria degli italiani.
Il prossimo appuntamento con Sandokan sarà ad aprile al Museo Nazionale del Cinema di Torino dove verrà allestita una retrospettiva con scene cult e oggetti originali dal set Rai. Nel frattempo resta impressa l’immagine di due generazioni accomunate dallo stesso sguardo fiero sotto il turbante simbolo dell’avventura.





