Bologna, 16 gennaio 2026 – Dal 18 gennaio al 22 marzo, le sale del Museo Civico Medievale di Bologna ospiteranno una nuova mostra dedicata alle molteplici sfumature dell’arte tra Medioevo e Rinascimento. L’iniziativa, curata da Francesca Rossi in collaborazione con il Comune, vuole offrire ai visitatori uno sguardo ravvicinato su opere e oggetti di pregio, alcuni dei quali mai esposti prima nel capoluogo emiliano.
L’evento, che si inaugura ufficialmente giovedì alle 18, punta su una selezione di manoscritti miniati, sculture lignee e oggetti liturgici provenienti da collezioni pubbliche e private. Alcune opere esposte sono frutto di recenti restauri fatti nei laboratori della Pinacoteca Nazionale. “Volevamo davvero restituire al pubblico pezzi rimasti a lungo nei depositi o conservati in condizioni difficili,” ha spiegato la curatrice. Tra i pezzi forti spicca un rarissimo antifonario del Trecento, prestato dalla Biblioteca Universitaria di Bologna, insieme a un crocifisso ligneo databile intorno al 1450.
Dietro all’allestimento che coinvolge sei ambienti del palazzo di via Manzoni, c’è una rete di istituzioni bolognesi e sponsor privati. “Abbiamo creduto fin dall’inizio nel valore culturale di questa mostra,” ha detto ieri Andrea Orlando, assessore alla Cultura. “Bologna vanta una tradizione medievale tra le più importanti d’Europa e questa rassegna la racconta attraverso materiali rari e storie poco conosciute”. L’iniziativa è sostenuta anche dalla Fondazione Carisbo e da varie banche locali. A permettere tutto questo è stata la collaborazione con la Sovrintendenza e gli archivi parrocchiali dell’area metropolitana.
Accanto alla mostra principale ci sono anche laboratori didattici dedicati alle scuole del territorio. Le attività, rivolte a studenti dai sette ai quattordici anni, si svolgono il martedì e il venerdì pomeriggio dalle 15 in poi. “Vogliamo coinvolgere i più giovani con esperienze pratiche legate alla miniatura o alla lavorazione del legno,” ha detto Laura Moretti, responsabile dei servizi educativi del museo. “Non puntiamo solo a trasmettere nozioni storiche, ma anche manualità.” Nel weekend sono invece previste visite guidate con storici dell’arte locali. Gli ingressi saranno limitati: “Così garantiamo sicurezza e un’esperienza più immersiva,” aggiunge la direzione.
Per visitare la mostra serve prenotare sul sito ufficiale del Museo Civico Medievale oppure presentarsi in biglietteria almeno un’ora prima dell’ingresso desiderato. Il biglietto intero costa 8 euro; ci sono riduzioni per studenti universitari, soci FAI e over 65. I minori di diciotto anni entrano gratis. Gli organizzatori sottolineano che la politica dei prezzi è pensata per garantire “un accesso il più ampio possibile”, seguendo le linee guida del Comune.
La mostra arriva in un momento particolare per Bologna: nel 2026 è tra le città candidate a Capitale Europea della Cultura. “Eventi come questo sono il cuore pulsante della nostra offerta culturale,” ha ribadito l’assessore Orlando. “Solo riscoprendo e valorizzando il nostro patrimonio possiamo costruire una città più consapevole della propria identità”. L’invito a cittadini e turisti è chiaro: immergersi tra codici miniati e sculture medievali significa toccare con mano secoli di storia bolognese.
Le sale del Museo Civico Medievale, in via Manzoni 4, sono aperte dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19. Per informazioni o richieste particolari — come l’accesso per persone con disabilità — si consiglia di scrivere all’indirizzo info.museomedievale@comune.bologna.it o telefonare al numero indicato sul sito ufficiale del museo.
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