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Alessandro Moreschini in mostra al Museo Civico Medievale di Bologna: L’ornamento non è più un delitto dal 18 gennaio al 22 marzo

Bologna, 16 gennaio 2026 – Dal 18 gennaio al 22 marzo, il Museo Civico Medievale di Bologna spalanca le porte a una mostra che promette di riportarci indietro nel tempo. Tra manoscritti miniati, reperti scultorei e oggetti d’arte preziosi, la rassegna mette sotto i riflettori il Medioevo bolognese, con un percorso pensato per coinvolgere davvero tutti. L’iniziativa, nata dalla collaborazione con le principali realtà culturali della città, è stata presentata questa mattina nella sede di via Manzoni 4 e si inserisce tra gli eventi più attesi del calendario cittadino.

Nel cuore del Medioevo bolognese

Gli spazi del Museo Civico Medievale accolgono fin da subito visitatori, studenti e studiosi. Bologna, città dal passato ricco e forte, si ferma a guardarsi dentro. “Volevamo restituire ai cittadini un pezzo importante della loro storia”, ha detto il direttore del museo, Franco Faranda, mettendo in luce la varietà e la qualità degli oggetti esposti. Tra questi ci sono codici miniati risalenti al XIII secolo, elementi architettonici provenienti da antichi monasteri e oggetti liturgici ritrovati durante restauri recenti.

Collaborazioni e restauri dietro le quinte

Questa mostra è frutto di un lavoro di squadra tra Comune di Bologna, l’Università degli Studi e alcuni laboratori di restauro dell’Emilia-Romagna. “Un lavoro condiviso che ha permesso di recuperare opere poco conosciute o dimenticate”, ha spiegato la professoressa Lucia Balestra, storica dell’arte coinvolta nell’allestimento. Diverse opere esposte sono state restaurate negli ultimi due anni: secondo i dati del museo, sono almeno una trentina i pezzi sistemati apposta per questa rassegna. Tra questi spiccano una pala d’altare lignea attribuita alla scuola di Jacopo della Quercia e un crocifisso ligneo datato tra fine Duecento e inizio Trecento.

Manoscritti e scuole d’arte sotto i riflettori

Il vero cuore della mostra sono i manoscritti miniati, testimoni della vivacità culturale medievale bolognese. Sono stati selezionati pezzi rari, provenienti da collezioni pubbliche e private. “Molti non avevano mai visto la luce fuori dai depositi”, ha confidato Faranda durante la presentazione. Il percorso si arricchisce con pannelli esplicativi e strumenti digitali pensati per catturare anche i più giovani o chi si avvicina per la prima volta a questo mondo. Le scuole d’arte bolognesi dell’epoca, con le loro influenze francesi e germaniche, emergono grazie a confronti stilistici e analisi iconografiche.

Un’offerta per tutta la città

Accanto alla mostra, il museo propone una serie di laboratori didattici, incontri con esperti e visite guidate su prenotazione. Sono rivolti non solo agli studenti delle scuole primarie e secondarie ma anche agli adulti curiosi. “Si potrà vedere da vicino come si facevano le miniature o partecipare a workshop sul restauro”, spiegano gli organizzatori. Previsti anche appuntamenti serali – ogni giovedì dalle 18 alle 21 – per favorire una partecipazione più ampia e variegata. I biglietti costano dai 4 ai 10 euro; l’ingresso è gratuito per under 18 e disabili accompagnati.

Bologna risponde: prime impressioni

Nel primo pomeriggio qualcuno ha già fatto capolino davanti alla biglietteria per chiedere info sulle prenotazioni. Marco, 38 anni, impiegato vicino a Piazza Maggiore, dice: “Sono curioso di vedere cosa ci sarà; ho sempre amato la storia della mia città”. La direttrice della rete museale cittadina, Anna Guaraldi, guarda avanti con ottimismo: “Il Medioevo continua a porci tante domande – speriamo che questa mostra aiuti a guardarlo con occhi nuovi”.

La mostra resterà aperta fino al 22 marzo, con orari prolungati nel weekend. Tutte le informazioni su prenotazioni, accessibilità e attività sono sul sito ufficiale del Museo Civico Medievale. Bologna continua così a scavare nel proprio passato, trovando nei dettagli minimi dei suoi manoscritti uno specchio per l’identità di oggi.

Stefania Palenca

Da sempre nutro una forte curiosità per le vicende passate e le tracce che hanno lasciato nel nostro presente. Ho scoperto presto che nulla racconta una storia meglio dei muri di un'antica cattedrale o delle pennellate su una tela impolverata. Mi sono laureata in Storia presso l'Università di Catania, un percorso accademico che mi ha permesso di immergermi nei racconti e nei segreti di questa meravigliosa isola. Durante gli studi, ho perfezionato le mie competenze con un master in Conservazione dei Beni Culturali, comprendendo ancor di più l'importanza di preservare queste ricchezze per le generazioni future. Attraverso i miei articoli, esploro non solo i grandi siti turistici, ma anche i piccoli gioielli meno conosciuti che celano storie straordinarie e avvincenti. Porto i lettori in un viaggio attraverso l'arte e l'architettura, dall'epoca greca a quella normanna, passando per i fasti del Barocco siciliano. Quando non sono impegnata nella ricerca o nella scrittura, mi piace camminare per le vie dei centri storici, partecipare a conferenze e visitare musei e gallerie d'arte. Credo fermamente che ogni pietra, ogni dipinto e ogni edificio abbia una storia da raccontare, ed è mio compito dare voce a queste storie. Vi invito a seguirmi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, scoprendo insieme le meraviglie artistiche e architettoniche che hanno modellato la nostra identità culturale

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