Categories: Spettacolo e Cultura

Al medievale di bologna, un viaggio affascinante nelle prospettive d’oriente

Dal 23 novembre 2023 al 5 maggio 2025, il Museo Civico Medievale di Bologna ospiterà la mostra “Prospettive d’Oriente”, un’esposizione affascinante che presenta un’importante raccolta di opere d’arte orientale. Questo evento è il risultato di un dono significativo da parte di Ruth Jones, la figlia del collezionista inglese Norman Jones, e offre al pubblico l’opportunità di esplorare una vasta gamma di opere, che spaziano dalle miniature alle calligrafie, dalle statue ai tessuti, per un totale di 146 pezzi selezionati.

Collaborazione e Curatela

La mostra è stata realizzata dai Musei Civici d’Arte Antica in collaborazione con il Centro Studi d’Arte Estremo-Orientale (Csaeo) di Bologna. Gli esperti curatori Mark Gregory D’Apuzzo, Giovanni Gamberi, Massimo Medica e Luca Villa hanno lavorato per garantire che gli oggetti esposti siano accessibili e ben presentati, permettendo ai visitatori di apprezzare la bellezza e la complessità dell’arte orientale. Eva Degl’Innocenti, direttrice del Settore Musei Civici di Bologna, ha sottolineato l’importanza di ricevere donazioni come quella di Ruth Jones, evidenziando come tali iniziative contribuiscano alla valorizzazione del patrimonio culturale bolognese.

La Raccolta di Norman Jones

La raccolta di Norman Jones è frutto di una vita dedicata alla ricerca e alla passione per le culture orientali. Nato in Africa da una famiglia inglese nel 1903, Norman trascorse la sua giovinezza a Londra e completò gli studi a Cambridge, laureandosi in Letteratura Inglese. La sua carriera come insegnante di scuola elementare a Harrogate gli ha permesso di accumulare una vasta esperienza e conoscenza, mentre il suo interesse per l’arte lo portava a esplorare antiquari e mercati di oggetti d’arte. Questo amore per il collezionismo si è tradotto in una raccolta eclettica che non solo include opere dall’Estremo Oriente, ma anche tessuti, disegni e acquerelli provenienti dall’Africa e dall’Asia.

Tra i pezzi più significativi della mostra ci sono 47 opere di grande rilevanza, tra cui:

  1. Miniature indo-islamiche di Murshidabad
  2. Statue e oggetti ispirati all’induismo
  3. Xilografie giapponesi
  4. Netsuke

Ogni oggetto racconta una storia e offre uno sguardo unico sulle diverse tradizioni artistiche e culturali. Inoltre, la mostra include uno stereoscopio e una collezione di 300 stereoscopie risalenti alla fine dell’Ottocento e all’inizio del Novecento, testimonianza dell’interesse di Norman Jones per la fotografia e la sua evoluzione nel tempo.

Un Catalogo per Approfondire

La selezione di opere non si limita solo agli oggetti visibili in mostra, ma è accompagnata da un catalogo che presenta anche pezzi non esposti, permettendo ai visitatori di approfondire ulteriormente la conoscenza della collezione. Questo catalogo rappresenta un’importante risorsa per studiosi e appassionati, offrendo dettagli e contesti che arricchiscono l’esperienza della visita.

Il coinvolgimento di Ruth Jones nella vita culturale di Bologna è un aspetto significativo della mostra. Dopo essersi trasferita sotto le Due Torri, ha continuato a promuovere l’interesse per le culture orientali, contribuendo così alla fiorente comunità artistica della città. La sua donazione non solo preserva l’eredità del padre, ma offre anche a Bologna l’opportunità di mostrare al pubblico l’importanza delle culture lontane e delle loro tradizioni artistiche.

In un’epoca in cui la globalizzazione tende a uniformare le culture, mostre come “Prospettive d’Oriente” sono fondamentali per ricordare l’importanza di preservare e celebrare le diversità culturali. L’esposizione non è solo un omaggio alla vita e al lavoro di Norman Jones, ma anche una celebrazione della ricchezza delle culture orientali e della loro influenza sull’arte e la società contemporanee.

Attraverso questa mostra, il Museo Civico Medievale di Bologna invita i visitatori a immergersi in un viaggio attraverso il tempo e lo spazio, esplorando le meraviglie dell’arte orientale e riflettendo sulle interconnessioni tra le diverse culture. La mostra “Prospettive d’Oriente” non rappresenta solo un’opportunità per ammirare opere straordinarie, ma anche un invito a considerare il valore della diversità culturale in un mondo sempre più interconnesso.

Stefania Palenca

Da sempre nutro una forte curiosità per le vicende passate e le tracce che hanno lasciato nel nostro presente. Ho scoperto presto che nulla racconta una storia meglio dei muri di un'antica cattedrale o delle pennellate su una tela impolverata. Mi sono laureata in Storia presso l'Università di Catania, un percorso accademico che mi ha permesso di immergermi nei racconti e nei segreti di questa meravigliosa isola. Durante gli studi, ho perfezionato le mie competenze con un master in Conservazione dei Beni Culturali, comprendendo ancor di più l'importanza di preservare queste ricchezze per le generazioni future. Attraverso i miei articoli, esploro non solo i grandi siti turistici, ma anche i piccoli gioielli meno conosciuti che celano storie straordinarie e avvincenti. Porto i lettori in un viaggio attraverso l'arte e l'architettura, dall'epoca greca a quella normanna, passando per i fasti del Barocco siciliano. Quando non sono impegnata nella ricerca o nella scrittura, mi piace camminare per le vie dei centri storici, partecipare a conferenze e visitare musei e gallerie d'arte. Credo fermamente che ogni pietra, ogni dipinto e ogni edificio abbia una storia da raccontare, ed è mio compito dare voce a queste storie. Vi invito a seguirmi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, scoprendo insieme le meraviglie artistiche e architettoniche che hanno modellato la nostra identità culturale

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