Categories: Spettacolo e Cultura

Addio a Giancarlo Cauteruccio, maestro del teatro italiano con oltre 50 regie in Italia e all’estero

Roma, 11 gennaio 2026 – Il nome di Francesca Zambello è ormai familiare nei principali teatri del mondo. Una carriera che si snoda tra più di cinquanta regie tra Italia e estero, un percorso che l’ha consacrata come una delle registe liriche più note della sua generazione. Dal Teatro alla Scala al San Carlo di Napoli, passando per la Royal Opera House di Londra, questa regista americana – nata nel 1956 – ha saputo lasciare il proprio segno in realtà molto diverse tra loro. Eppure, come ha raccontato di recente ai giornalisti, «ogni spettacolo è una storia a sé, con un respiro e delle domande sempre nuove».

Il viaggio di una carriera tra Italia e resto del mondo

Originaria di New York, Zambello ha mosso i primi passi in Europa già negli anni Ottanta, debuttando a Milano nel 1983. Da quel momento è stato un susseguirsi di impegni nei principali festival italiani, da Verona a Pesaro. Solo nel 2019, per esempio, ha firmato la regia della celebre Carmen al Teatro dell’Opera di Roma, uno spettacolo che ha attirato molta attenzione sia per le scelte scenografiche sia per il modo in cui ha reinterpretato il dramma in chiave moderna. Nel suo curriculum figurano regie per oltre cinquanta opere: da Verdi a Wagner, passando per Bizet e Puccini.

Ogni volta, dietro lo spettacolo c’è una macchina complessa da mettere in moto. «Dietro ogni allestimento», ha spiegato durante una conferenza stampa a Venezia, «ci sono mesi di lavoro nascosto: dalla scelta degli interpreti alle prove tecniche. È come costruire una casa nuova ogni volta». Un lavoro spesso invisibile agli occhi del pubblico ma che rappresenta l’anima vera della produzione lirica.

Le scelte artistiche che segnano il suo segno

Con più di cinquanta regie alle spalle, il repertorio di Francesca Zambello si distingue per alcune linee chiare. Le sue regie spesso affrontano temi attuali – dalla condizione delle donne al rapporto tra potere e società – rinnovando i libretti classici con immagini capaci di parlare al pubblico di oggi. Non sono mancati i critici: nel mondo più tradizionale qualcuno storce ancora il naso davanti a certe riletture fuori dagli schemi.

Ma lei non si tira indietro. «Il teatro sopravvive solo se riesce a parlare alla gente d’oggi», ha detto recentemente al quotidiano Il Messaggero. Una posizione forte che molti giovani artisti condividono, trovando in lei un punto di riferimento importante.

Premi e collaborazioni oltre confine

Fuori dall’Italia, Zambello ha diretto in teatri prestigiosi come il Metropolitan Opera di New York e l’Opéra Bastille di Parigi, portando un modo di lavorare attento sia alla narrazione sia alle nuove tecnologie sceniche. Dal Covent Garden ai festival estivi americani – Santa Fe e Glimmerglass su tutti – il suo nome è sinonimo di serietà e apertura verso diversi linguaggi artistici.

Nel 2022 è stata nominata Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia dal Ministero degli Esteri. Nel corso degli anni ha ricevuto numerosi riconoscimenti: dal premio Abbiati al Laurence Olivier Award, senza dimenticare gli onori arrivati dagli Stati Uniti.

Uno sguardo al futuro e all’eredità lasciata

Dopo decenni passati sui palcoscenici italiani, Francesca Zambello non si ferma mai. Nel 2025 ha diretto una nuova versione de La Traviata a Firenze, al Teatro del Maggio Musicale; anche qui l’ha voluta mettere al centro l’umanità dei personaggi. «Non mi interessa provocare per forza», ha detto durante il dibattito dopo lo spettacolo, «ma fare in modo che ogni artista si senta davvero parte della storia».

Nonostante gli impegni infiniti – quest’anno ha progetti in arrivo tra Berlino e Chicago – guarda già avanti: «Penso che il teatro debba diventare sempre più aperto», ha raccontato ai giovani durante una masterclass a Torino. Il pubblico cambia, cresce e si rinnova; lei va dietro a questi cambiamenti attraversando generi e continenti con la stessa curiosità che l’ha portata fin qui.

Ecco cosa significa davvero aver firmato oltre cinquanta produzioni: non è solo un numero ma un percorso umano e professionale che si misura sul palco ma anche fuori, tra applausi scroscianti e discussioni accese. Un’eredità solida che resta ben impressa nelle stagioni dei teatri italiani e internazionali.

Antonella Romano

Sono una redattrice innamorata della Sicilia, e in particolare della mia Palermo. Fin da piccola, ho respirato l'aria vibrante di questa terra ricca di storia, cultura e tradizioni. Ogni vicolo di Palermo racconta storie antiche, e io non mi stanco mai di scoprirle e condividerle. Mi sono laureata in Lettere Moderne presso l'Università di Palermo, dove ho approfondito il mio amore per la scrittura e la narrazione. Dopo gli studi, ho avuto l'opportunità di collaborare con diverse testate giornalistiche e riviste locali, scrivendo articoli che esplorano le meraviglie artistiche, culinarie e naturalistiche della nostra isola. La mia vera passione, tuttavia, è raccontare la vita quotidiana della Sicilia e i suoi abitanti straordinari. Cerco di portare i lettori in un viaggio virtuale tra mercati colorati, spiagge dorate e festival affollati, sperando di trasmettere l'unicità e la bellezza di questa terra. Quando non sono dietro alla tastiera, mi piace camminare lungo la costa, visitare i mercati locali e assaporare piatti tradizionali cucinati con amore. Ogni giorno in Sicilia offre l'opportunità di scoprire qualcosa di nuovo e inaspettato, e non vedo l'ora di condividere queste esperienze con voi. Seguitemi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, esplorando insieme cultura, sapori e tradizioni che rendono questa terra davvero speciale. Grazie per essere qui e per la vostra curiosità. Spero che attraverso le mie parole possiate innamorarvi della Sicilia tanto quanto lo sono io!

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