Parigi, 7 gennaio 2026 – Questa mattina si sono svolti i funerali di Brigitte Bardot, scomparsa tre giorni fa nella sua casa di Saint-Tropez. La cerimonia, voluta strettamente privata dalla famiglia, si è tenuta nella cappella di Montmartre in un clima di grande riserbo. Solo pochi intimi hanno preso parte al momento: familiari e alcuni amici più cari. Tra loro, il figlio Nicolas Charrier, la politica Marine Le Pen, l’attivista Paul Watson e la cantante Mireille Mathieu. Fuori, una manciata di cittadini e curiosi è rimasta dietro le transenne allestite all’alba dalla Prefettura.
La decisione di tenere una cerimonia a porte chiuse era ormai certa da giorni. Fonti vicine alla famiglia raccontano che Bardot aveva espresso chiaramente il desiderio di evitare festeggiamenti pubblici. Così la piccola cappella nascosta tra le vie accanto al Sacré-Cœur è rimasta sobria, quasi invisibile. Nessuna corona vistosa o fiori fuori luogo: solo una foto in bianco e nero della diva e alcune rose bianche posate dal figlio poco dopo le 10.18, all’arrivo della salma.
Chi era dentro ha descritto un’atmosfera raccolta e parole misurate. Bernard d’Ormale, il marito, è rimasto seduto in silenzio per quasi tutto il tempo, tenendo stretta la mano del figlio Nicolas. Nei momenti dedicati ai ricordi, Mireille Mathieu ha intonato piano qualche strofa di “La Vie en Rose” prima che il sacerdote concludesse con la benedizione.
Marine Le Pen è arrivata poco dopo le 10 con un’auto scura dai vetri oscurati. Non ha voluto parlare con i giornalisti appostati vicino al portone, limitandosi a un cenno di saluto verso chi era fuori prima di entrare. C’era anche Paul Watson, fondatore della Sea Shepherd Conservation Society: all’uscita ha detto che “Bardot ha dato tanto alla causa degli animali. Senza il suo aiuto molte delle nostre battaglie non avrebbero avuto la stessa forza”.
Nessun discorso pubblico è stato fatto. Gli amici più stretti hanno preferito ricordarla in privato: Mathieu ha confidato ai cronisti di essere “ancora troppo scossa”, mentre d’Ormale ha evitato qualsiasi domanda spiegando soltanto che “oggi conta solo la famiglia”.
Tra le tante voci che si sono rincorse nelle prime ore dopo la morte, finalmente ieri sera Bernard d’Ormale ha chiarito tutto in un’intervista a “Le Figaro”. Ha raccontato che Brigitte “ha combattuto contro un cancro silenzioso”. Non ha aggiunto altri dettagli sulla malattia: “Era una questione nostra, privata – ha detto – ma ho pensato fosse giusto dirlo per rispetto a chi le voleva bene”.
Fino agli ultimi giorni Bardot è rimasta nella sua villa vista mare a Saint-Tropez, circondata dagli animali che amava tanto. “Non voleva ospedali né clamore”, ha aggiunto d’Ormale, “solo il silenzio e i suoi più cari accanto”. Una scelta che gli amici hanno definito “in perfetto stile con lei”.
Dall’alba sono arrivati centinaia di messaggi alla Fondazione Bardot, l’associazione per i diritti degli animali fondata da lei negli anni Ottanta. Ex collaboratori hanno ricordato una Brigitte degli ultimi tempi “più attiva che mai”. Sui social francesi l’hashtag #AdieuBrigitte è diventato subito virale; tra i messaggi più condivisi quello di Paul Watson: “Il mondo perde una voce forte per gli animali”.
Davanti alla cappella una donna diceva alle tv francesi: “Non potevamo mancare, anche solo per dire grazie”. La polizia municipale non ha segnalato problemi di ordine pubblico durante tutta la giornata.
A Parigi e in Provenza resta un grande vuoto per una donna discussa ma mai dimenticata. Il sindaco di Saint-Tropez, Sylvie Siri, ha annunciato che “la città renderà omaggio a Bardot con un gesto sobrio nei prossimi mesi”. Al momento nessuna celebrazione ufficiale è stata programmata.
Solo nel pomeriggio la salma è stata portata al cimitero di Montmartre dove riposerà accanto ai genitori. La famiglia chiede rispetto per il lutto: “Ora lasciateci in pace”, ha ripetuto più volte Bernard d’Ormale prima di lasciare la cappella.
Brigitte Bardot se n’è andata senza clamore proprio come aveva voluto lei. Rimangono i suoi film, le battaglie per gli animali e quel volto segnato dalla vita che oggi tutta la Francia ricorda con affetto e rispetto.
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