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80 anni di voto alle donne: la scrittrice Auci invita a prendersi il potere senza chiedere permesso

«Non aspettare il permesso di nessuno». È con questa certezza che una scrittrice scuote le coscienze, spingendo chi ascolta a lasciar perdere dubbi e remore. Succede spesso che il desiderio di esprimersi si faccia strada prepotente, travolgendo ogni esitazione. Eppure, troppo spesso si resta fermi, in attesa di un via libera che forse non arriverà mai. Lei invece invita a prendere in mano le proprie idee e a seguire quel filo sottile che lega coraggio e istinto. Non è una sfida lanciata a caso, ma un invito a vivere più intensamente, senza inchinarsi a un “permesso” che, di fatto, limita il vero desiderio di creare e di esistere.

Prendere senza aspettare il permesso: un valore da riscoprire

Nel mondo della cultura e dell’arte, il tema del permesso torna spesso come un ostacolo da superare. La scrittrice mette in luce come la creatività fatichi a fiorire se costretta in gabbie burocratiche o sociali. Il suo invito è chiaro: “prendiamoci certe cose senza chiedere troppo il permesso”. Le sue parole spingono a fidarsi dell’intuito e a non temere il giudizio degli altri quando si tratta di esprimere se stessi. Che sia letteratura, pittura o musica, questo atteggiamento aiuta a lasciare da parte la paura del fallimento o di non essere all’altezza.

Prendere ciò che serve per il proprio percorso creativo ha effetti positivi anche nella vita di tutti i giorni. Non si parla di infrangere leggi o regole, ma di riconoscere il diritto di agire seguendo il proprio desiderio. In contesti chiusi o tradizionalisti, questa spinta verso la libertà può essere un piccolo atto di ribellione. La scrittrice parla di spazi di autonomia da conquistare ogni giorno, necessari per dare voce a ciò che si ha dentro. Senza questo slancio, la creatività resta a metà e la vita perde parte della sua energia.

Quando il permesso diventa una gabbia nella società di oggi

La nostra società è fatta di norme, a volte chiare, altre volte non dette, che orientano come ci comportiamo. Il tema del permesso non riguarda solo l’arte, ma anche le relazioni personali e il lavoro. Chiedere “permesso” troppo spesso può bloccare la spontaneità e rendere difficile costruire una personalità forte. La scrittrice osserva che questo meccanismo è più diffuso di quanto si pensi e crea un senso di inadeguatezza, spesso ingiustificato.

Il permesso si trasforma in una barriera invisibile che limita la libertà di agire davvero come si vorrebbe. Sul lavoro, nelle relazioni o in ambito creativo, questo atteggiamento porta ansia e rallenta le decisioni. Chi si lascia dominare da questa mentalità rischia di perdere occasioni importanti o di non sviluppare mai a pieno le proprie capacità. La scrittrice invita a riflettere sul valore di “prendersi” consapevolmente e sulla necessità di ritrovare fiducia nelle proprie scelte.

Il messaggio è rivolto anche ai più giovani, spesso confusi tra aspettative sociali e personali. Imparare a muoversi senza aspettare sempre permessi, pur rispettando il contesto e i limiti reali, diventa una competenza fondamentale per affrontare le sfide di oggi. In questo senso, la proposta della scrittrice può aiutare a ridurre le paure legate alla libertà e all’affermazione di sé, trovando un equilibrio nuovo tra autonomia e responsabilità.

Come trasformare il “prendersi” in un gesto concreto

Accogliere l’invito a “prendersi certe cose senza chiedere troppo il permesso” significa sviluppare un modo di affermarsi che si traduce in azioni reali. Non si tratta di fare i prepotenti o ignorare le regole, ma di capire quando è giusto muoversi di propria iniziativa, senza aspettare conferme inutili. Serve allenamento, consapevolezza e una buona dose di coraggio.

Nella vita di tutti i giorni, può voler dire fare scelte coraggiose nel lavoro, dedicarsi a un progetto artistico senza aspettare applausi immediati, o esprimere la propria opinione dove prevale il conformismo e la paura. La scrittrice sottolinea l’importanza di agire con responsabilità, senza però farsi bloccare dal timore del “non è permesso”. Questa tensione, se ben gestita, spinge a crescere e a innovare.

Praticamente, si può cominciare riconoscendo quando chiediamo il permesso più per abitudine o insicurezza che per reale necessità. Imparare a “prendersi” quel piccolo spazio può fare la differenza tra aspettare passivamente e costruire attivamente la propria strada. La scrittura e le arti in generale diventano strumenti preziosi per mettere in pratica questo modo di essere, dando nuova vita a idee e emozioni a lungo trattenute.

Bilanciare autonomia e rispetto significa anche saper dialogare e confrontarsi: “prendersi” non vuol dire sopraffare gli altri, ma riconoscere pienamente se stessi. La scrittrice invita a fare di questo principio una bussola per non perdere mai la propria essenza, evitando che il conformismo culturale spenga la scintilla creativa e personale.

Saverio De Luca

Da sempre appassionato di arte e architettura italiana, e voglio portarvi con me attraverso le bellezze nascoste e i tesori conosciuti del nostro paese. Fin da quando ero bambino, sono stato affascinato dai colori, dalle forme e dalle storie che l'arte e l'architettura raccontano. Ho deciso di trasformare questa passione in una carriera, e ora sono qui per condividere con voi il mio viaggio. La mia formazione accademica inizia con una laurea in Storia dell'Arte presso l'Università di Firenze, una città che rappresenta un vero e proprio museo a cielo aperto. È qui che ho sviluppato un occhio critico e una sensibilità particolare nei confronti delle opere d'arte e delle architetture che ci circondano. Ho poi proseguito i miei studi con un master in Architettura e Restauro, che mi ha portato a lavorare su progetti emozionanti di recupero e conservazione. Nel corso degli anni, ho scritto per diverse riviste d'arte e cultura, ma ciò che amo di più è raccontare le storie dietro le opere, dal Rinascimento alle avanguardie moderne, dai capolavori noti alle gemme nascoste. Spero di offrire a tutti voi una visione ricca e appassionata di come questi elementi si intrecciano nella nostra vita quotidiana. Oltre alla scrittura, amo viaggiare per l'Italia, esplorando città storiche, piccoli borghi e magnifici paesaggi per scoprire da vicino le meraviglie dell'architettura e dell'arte che il nostro paese ha da offrire. Sono sempre alla ricerca di mostre interessanti, atelier di artisti e laboratori di artigiani, luoghi in cui la creatività prende forma. Il mio obiettivo è farvi apprezzare la bellezza dell'arte e dell'architettura italiana in tutte le sue sfumature, condividendo con voi non solo le mie conoscenze, ma anche la passione e l'emozione che mi guidano ogni giorno..

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