Roma, 5 gennaio 2026 – Anche quest’anno il ministero della Cultura rilancia l’appuntamento con l’ingresso gratuito nei musei e nei luoghi della cultura statali, a partire dal primo weekend di gennaio. La prima domenica di ogni mese torna così a offrire a cittadini e turisti l’opportunità di visitare senza biglietto. Un’iniziativa ormai consolidata, che secondo chi la organizza continua a riscuotere grande interesse e partecipazione.
Domenica 7 gennaio, in tutta Italia, musei statali, aree archeologiche e siti monumentali saranno accessibili gratuitamente. La formula, ormai collaudata negli anni passati, ha l’obiettivo di far conoscere a un pubblico sempre più ampio il patrimonio storico e artistico del Paese. Così ha spiegato il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano: “Vogliamo che la cultura sia davvero alla portata di tutti, anche di chi solitamente non frequenta questi luoghi”.
L’iniziativa parte dal 2014, grazie all’impulso dell’allora ministro Franceschini, e si è rafforzata anche dopo la fase più dura della pandemia. Nel 2025 sono stati oltre 3 milioni i visitatori che hanno approfittato delle aperture gratuite mensili – numeri forniti dal ministero stesso. Dalle grandi città d’arte come Roma, Firenze e Napoli fino ai piccoli borghi più nascosti, sono state coinvolte centinaia di strutture statali.
Il riscontro positivo non sembra lasciare dubbi. “L’afflusso è sempre molto intenso,” racconta Francesca D’Alessio, responsabile accoglienza alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. “Il pubblico è vario: famiglie, studenti, molti turisti stranieri. C’è chi viene apposta da fuori città.” E i dati parlano chiaro: solo nella Capitale, durante la scorsa prima domenica utile, si sono contati circa 60mila ingressi tra Colosseo, Fori Imperiali e Musei Capitolini.
Non mancano però le difficoltà. Alcuni addetti hanno segnalato code lunghe e attese nelle aree più frequentate. Il problema si fa sentire soprattutto in primavera o nelle giornate di bel tempo, quando i visitatori superano facilmente le medie abituali. “La gratuità è un’opportunità per tutti,” sottolinea Luigi Petroni della Sovrintendenza Archeologica di Napoli, “ma bisogna gestire meglio i flussi per evitare disagi sia ai visitatori sia al personale”.
Per accedere all’iniziativa nella maggior parte dei musei non serve prenotazione; alcune eccezioni ci sono però – tra cui gli Uffizi e la Reggia di Caserta – dove è richiesta la prenotazione online per organizzare al meglio le visite. Gli orari restano quelli normali: ad esempio la Pinacoteca di Brera a Milano apre dalle 8.30 alle 19.15.
Il ministero ricorda che l’elenco dei siti coinvolti è pubblicato e aggiornato sul portale cultura.gov.it. Alcuni luoghi con spazi ridotti o esigenze particolari possono essere esclusi o adottare ingressi scaglionati. “Consigliamo sempre di controllare prima di partire,” raccomanda il centralino informazioni del MiC.
Dietro all’ingresso gratuito c’è una strategia ben precisa del ministero della Cultura: avvicinare sempre più persone al patrimonio artistico italiano. Un intento ribadito anche dalla sottosegretaria Maria Cristina Messa in una nota ufficiale: “Queste giornate offrono l’occasione per scoprire quello che spesso consideriamo scontato. La cultura deve essere un diritto per tutti, non un privilegio”.
Anche tra i visitatori le impressioni sono positive. Al museo archeologico di Taranto ieri mattina una giovane coppia milanese – Sara e Matteo – raccontava: “Siamo qui in vacanza e abbiamo colto l’occasione della domenica gratis per visitare il museo che non conoscevamo affatto”. C’è chi usa queste aperture per far vedere ai bambini le collezioni d’arte o per tornare a guardare opere già note con occhi nuovi.
L’iniziativa delle prime domeniche gratuite è confermata per tutto il 2026, ma intanto si discute sull’eventualità di ampliare l’accesso libero ad altri periodi o categorie di persone. Associazioni come FAI e Touring Club spingono da tempo per estendere sconti o ingressi agevolati per giovani e studenti durante tutto l’anno.
Nel frattempo il calendario del ministero prevede aperture straordinarie in occasioni speciali come il 25 aprile o il 2 giugno. Però la prima domenica resta quella più attesa e partecipata. Gli operatori sperano che questa formula possa continuare a funzionare nonostante le difficoltà organizzative. “Il nostro patrimonio è patrimonio di tutti,” ha commentato poco dopo la chiusura il custode del Museo Egizio di Torino, “e solo aprendolo davvero possiamo apprezzarne il valore”.
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