Roma, 28 gennaio 2026 – Federica Luna Vincenti si è calata nei panni di Sissi, l’imperatrice, nel nuovo spettacolo che ha fatto il suo debutto ieri sera al Teatro Quirino di Roma. L’attrice è stata accolta da applausi calorosi appena è apparsa sul palco, portando in scena una delle figure storiche più famose d’Europa. Un ritorno al grande repertorio romantico che ha riportato Elisabetta d’Austria sotto i riflettori della Capitale.
Federica Luna Vincenti: il debutto che conquista
Alle 20.45 si è alzato il sipario su una sala gremita, con un pubblico di ogni tipo: spettatori comuni, critici, colleghi e anche qualche volto noto della televisione. Nei camerini, come ha raccontato una truccatrice, Vincenti ha passato gli ultimi minuti prima di uscire “ripetendo sottovoce alcune battute”, quasi per tenere a bada l’emozione della prima. Ma appena entrata in scena, ogni tensione è svanita. In un abito bianco e con luci soffuse che disegnavano il suo profilo, l’attrice ha dato vita a una Sissi complessa: una donna divisa tra la sua immagine pubblica e le sue fragilità private.
Il regista, Andrea Ottolenghi, parla di una sfida precisa: “Volevamo mostrare una Sissi vera, lontana dai soliti cliché da favola”. Nella conferenza stampa prima dello spettacolo aveva spiegato: “Non era solo un simbolo. Era una donna con passioni, paure e debolezze molto concrete”. È questa la linea seguita anche dall’adattamento firmato da Laura Chiaramonte, dove i dialoghi si mescolano a monologhi sussurrati e interrotti da lunghe pause.
Sissi tra mito e realtà
Elisabetta d’Austria, o Sissi come la conosciamo tutti, resta uno dei volti più noti della storia europea del XIX secolo. Ma dietro la leggenda – spesso costruita dal cinema e dalla letteratura – c’è stata una vita ben più complicata. Nata a Monaco nel 1837 e salita al trono dopo aver sposato Francesco Giuseppe nel 1854, Sissi è diventata simbolo di libertà ma anche di profonda inquietudine. Nei momenti più intensi dello spettacolo, Vincenti mette in luce proprio la fatica di vivere alla corte imperiale: le tensioni con la suocera e le sofferenze nascoste dietro l’apparenza.
La scelta di raccontare oggi questa storia – spiega la produzione – nasce dal desiderio di “rompere l’immagine patinata” per capire cosa significhi davvero essere un’icona femminile in un mondo dominato dagli uomini. In questa nuova versione teatrale sono state inserite lettere autentiche dell’imperatrice e testimonianze dei suoi contemporanei raccolte dagli storici Maria Grazia Virone e Peter Huemer.
Dietro le quinte: un anno di lavoro e le reazioni
Il cammino verso il debutto nei panni di Sissi è durato quasi un anno. Le prove sono iniziate la scorsa primavera. Dietro lo spettacolo ci sono scenografie firmate da Paolo Seguso e costumi storici curati nei minimi dettagli da Lisa Mannucci. “Abbiamo scelto stoffe d’epoca e fatto tutto a mano”, ha raccontato la costumista poco prima dell’anteprima. Ogni particolare doveva trasportare gli spettatori nell’atmosfera della Vienna imperiale.
Il pubblico romano non ha fatto attendere il suo verdetto: alla fine dello spettacolo – poco meno di due ore senza intervallo – applausi lunghi hanno richiamato tutta la compagnia sul palco per tre volte consecutive. Alcuni spettatori hanno parlato di “un’interpretazione intensa ma mai sopra le righe”, altri hanno notato “la freschezza con cui Vincenti ha dato nuova vita a un personaggio che credevamo già di conoscere”.
Il futuro del viaggio teatrale
Lo spettacolo resterà in scena a Roma fino al 10 febbraio; da metà mese partirà per una tournée nazionale con tappe a Firenze, Torino, Trieste e Napoli. Ogni città vedrà piccoli aggiustamenti nelle scene e nei costumi per mettere ancora meglio in luce la storia nei teatri ospitanti.
Nata a Brindisi nel 1979 e nota sia per il cinema che per la televisione, Federica Luna Vincenti considera questo ruolo uno dei più impegnativi della sua carriera. A margine del debutto ha detto: “Entrare nella mente di una donna così divisa tra il desiderio di scappare e il senso del dovere non è stato facile. Ho provato a restituirle verità”. E ha aggiunto: “Ogni sera sarà diversa perché il pubblico cambia e lo sente”.
Con questa nuova versione di Sissi, il teatro italiano torna a interrogarsi sulle grandi figure femminili della storia. Un racconto che intreccia fascino antico e temi attualissimi – identità, potere e libertà – affidato a una delle voci più attente sulla scena nazionale.





