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Van Dyck a Palermo: la Madonna del Rosario contesa tra chiesa di Santa Caterina e Regione

Bari, 14 gennaio 2026 – Stamattina, nel cuore della città, cittadini, studiosi e rappresentanti delle istituzioni hanno lanciato un appello chiaro e deciso: vogliono che la “Madonna del Rosario” torni a trovare casa nella chiesa di Santa Caterina. Quel quadro, attribuito a un anonimo pittore del XVII secolo, è molto più di un’opera d’arte per il quartiere Libertà. È un pezzo di identità religiosa che rischia però di finire chiuso nei depositi del Museo Diocesano. Una prospettiva che molti, tra fedeli e storici locali, non vogliono proprio accettare. A riaccendere i riflettori sulla vicenda ci ha pensato il parroco don Angelo Cardone: “Quell’opera appartiene alla comunità. Ha un valore che va oltre l’arte, è soprattutto umano”.

Santa Caterina si mobilita per il ritorno della Madonna

Poco dopo le 9, sul sagrato di Santa Caterina, tra vecchie palazzine e botteghe di via Gargasole, si è radunata una piccola folla. Anche alcune scolaresche con cartelli colorati: “La Madonna torni a casa”, recitava uno dei fogli in mano ad Anna, 12 anni. C’era pure Marilena D’Alessandro, presidente del comitato di quartiere, a spiegare davanti ai giornalisti: “Chiediamo che il quadro venga restituito e che tutti possano vederlo. Qui dentro c’è la memoria delle nostre famiglie”.

Non è solo una questione di cuore. La storica dell’arte Paola Lattarulo dell’Università di Bari sottolinea come la Madonna del Rosario abbia un ruolo importante nella storia artistica della città. Ma più di tutto “è il valore devozionale che qui assume senso vero: ogni anno, durante la festa parrocchiale, centinaia di persone venivano proprio per ammirarla”. Un legame antico – raccontano i residenti – spezzato solo da pochi anni.

Tra depositi e polemiche: cosa succede alla tela

Il quadro fu portato via nel 2021 per problemi legati alla conservazione. Fonti della Curia spiegano che l’umidità aveva danneggiato l’opera e ci voleva un restauro urgente, terminato solo lo scorso autunno. Oggi l’opera è “perfettamente restaurata”, garantisce l’architetto Luigi Mininni della Sovrintendenza, “e potrebbe tornare in pubblico se ci sono le condizioni giuste”.

Ma proprio qui si blocca tutto. Tra parrocchia e Museo Diocesano non c’è ancora accordo. Don Mauro Savino, direttore del museo, spiega: “Capisco il desiderio della comunità, ma dobbiamo essere certi che la Madonna del Rosario possa stare in un luogo che rispetti tutti i requisiti tecnici”. La chiesa ha da sempre problemi con temperatura e umidità.

Le soluzioni sul tavolo: teca o esposizione a rotazione

Negli ultimi mesi sono arrivate diverse idee. Una delle più discusse è mettere una teca climatizzata nella navata centrale della chiesa; proposta avanzata da alcuni membri del consiglio parrocchiale. Un intervento costoso però. Il Comune di Bari – ha detto l’assessora alla Cultura Ines Romano – “potrebbe contribuire con dei fondi”. L’altra strada è più prudente: mostrare il quadro solo in occasioni speciali e poi rimetterlo in deposito.

Ma i residenti spingono per una presenza stabile. Carmine Liuzzi, pensionato ed ex sagrestano del quartiere, dice senza mezzi termini: “Senza quel quadro la chiesa sembra vuota”. È un sentimento condiviso anche sui social: centinaia di messaggi in pochi giorni su una pagina Facebook dedicata dove si raccolgono ricordi e foto d’altri tempi legate alla festa patronale.

La decisione è vicina

Adesso la palla passa alla Curia e al Comune. Fonti vicine al vescovo Satriano fanno sapere che il tema sarà affrontato in una riunione già fissata per fine gennaio. Tecnicamente una soluzione sembra possibile; resta da vedere chi mette i soldi e quanto tempo servirà davvero. Nel frattempo la comunità di Santa Caterina aspetta con speranza che per la festa della Madonna del Rosario a maggio il quadro torni finalmente al suo posto. Come ricorda una donna uscendo dalla messa delle 11: “È qui che abbiamo sempre sentito la sua presenza”.

Intanto il quadro resta nascosto dietro le porte silenziose del deposito museale. Ma nel quartiere nessuno sembra voler mollare la presa su questa storia così sentita.

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