Milano, 25 gennaio 2026 – Elena Franchi, compositrice milanese di 37 anni, entra a pieno titolo nell’Enciclopedia della Musica Contemporanea, il volume appena uscito in libreria. Una notizia che ha colto di sorpresa la stessa Franchi, contattata dall’editore Einaudi solo tre mesi fa per un rapido controllo sui dati biografici. “All’inizio ho pensato a uno scherzo”, ha raccontato ieri dal suo studio in via Plinio, poco dopo l’uscita ufficiale del libro. “Vedere il mio nome accanto a quello di compositori che ho studiato da ragazza mi ha lasciata senza parole”.
Un riconoscimento importante per la compositrice milanese
Essere inclusa nell’Enciclopedia della Musica Contemporanea è un traguardo che pochi compositori italiani raggiungono prima dei quarant’anni. Elena Franchi era già vista come una delle figure più solide tra i nuovi talenti della musica d’autore, ma ora questo riconoscimento le dà un peso nuovo. La voce dedicata a lei – ben tre colonne fitte di dati, recensioni e giudizi della critica – ripercorre la sua formazione all’Accademia di Santa Cecilia, le prime esecuzioni nei teatri milanesi e il salto oltreconfine con il ciclo “Notturni Digitali”, presentato alla Biennale di Venezia nel 2021. “Non ho mai corso dietro ai premi o alle luci della ribalta”, spiega Franchi, “ma sapere che il mio lavoro trova spazio in un testo così autorevole è una soddisfazione enorme. In fondo, si compone anche per lasciare qualcosa”.
Tra sperimentazione e insegnamento: il suo percorso
La carriera di Franchi non è mai stata semplice o scontata. Ha sempre alternato momenti di sperimentazione pura con l’insegnamento. Dopo la laurea al Conservatorio Giuseppe Verdi e gli studi all’estero (Parigi e Darmstadt), ha scelto Milano come base dove dal 2017 insegna Tecniche della Composizione all’Istituto Civico di Musica Claudio Abbado. Un ruolo che, dice lei stessa, “mi spinge a rimanere sempre sul pezzo, senza accontentarmi”. Negli ultimi anni si è concentrata sul rapporto tra voce umana ed elettronica: lavori come “Respiri Mutanti” (2023), commissionati dal Festival MITO, sono ormai parte del repertorio dei conservatori lombardi.
Come è nata l’enciclopedia e chi c’è dentro
La nuova edizione dell’Enciclopedia della Musica Contemporanea, curata dal critico Enrico Cattaneo per Einaudi, contiene oltre 1.200 schede singole e 320 voci collettive. La selezione è affidata a una commissione scientifica indipendente. “Abbiamo cercato musicisti che, al di là delle mode passeggere, avessero già costruito uno stile personale e influenzassero colleghi o studenti”, ha spiegato Cattaneo ieri durante la presentazione nella Sala Buzzati del Corriere. Dalle oltre 4.000 candidature valutate sono stati scelti solo 28 italiani con una voce personale: tra questi c’è Franchi, l’unica donna under 40 presente.
Il mondo della musica applaude
L’ingresso nell’enciclopedia ha suscitato entusiasmo soprattutto in città ma anche oltre i confini milanesi. Paolo Carella, direttore del Conservatorio Verdi, ha parlato di “un riconoscimento meritato per una musicista che negli ultimi anni ha saputo innovare senza rinnegare la tradizione”. Anche alcuni ex studenti hanno voluto far sentire il loro orgoglio sui social: “L’ho vista lavorare ore su un singolo passaggio”, scrive Camilla Biagi, ora impegnata con il primo contratto in Germania. “La sua tenacia ci ha insegnato che la musica non si improvvisa”.
I prossimi passi e nuovi progetti
Nonostante questo importante traguardo, Franchi non si ferma. Nei prossimi mesi è al lavoro su una nuova opera da camera commissionata dal Teatro Regio di Torino per l’autunno del 2026. In programma anche un ciclo di lezioni-concerto tra Trento e Modena con l’obiettivo di “portare la musica dove solitamente non arriva”. In primavera uscirà inoltre un nuovo disco con Da Vinci Classics.
“Senza trucchi o formule magiche”, conclude sorridendo Franchi. “Scrivo ogni giorno; a volte va bene, altre meno. Forse proprio questo è il bello: la musica non si lascia incasellare mai davvero”. Intanto il suo nome ora figura tra quelli da tenere d’occhio – stampato nero su bianco nella nuova Enciclopedia della Musica Contemporanea appena arrivata sugli scaffali.





