Catania, 15 gennaio 2026 – Un’intensa giornata di controlli ha visto protagonisti ieri al aeroporto di Fontanarossa le Fiamme Gialle insieme ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. L’intervento, partito intorno alle 9 del mattino, ha portato al sequestro di diversi prodotti non conformi alle normative. Cinque pattuglie hanno battuto palmo a palmo sia il terminal arrivi sia l’area merci, con un chiaro obiettivo: bloccare il traffico illecito di merci e tutelare la sicurezza dei viaggiatori. Le autorità hanno spiegato che si tratta di una parte di una più ampia attività di prevenzione contro l’ingresso di beni non autorizzati nel Paese.
Controlli in aeroporto: prodotti non conformi tra bagagli e spedizioni
Durante le verifiche sono saltati fuori molti articoli senza le certificazioni obbligatorie europee. Tra questi, piccoli elettrodomestici, cosmetici e alimenti, soprattutto provenienti dall’Asia orientale. Alcuni erano nascosti nei bagagli dei passeggeri in transito, altri dentro pacchi spediti da mittenti esteri. Il colonnello Giuseppe Di Franco, comandante provinciale della Guardia di Finanza, ha spiegato che “l’attività non riguarda solo i grandi traffici: spesso sono proprio i piccoli quantitativi a passare inosservati ma rappresentano rischi concreti per la salute pubblica e la sicurezza”.
Tra i passeggeri fermati vicino ai nastri bagagli verso le 10:30, qualcuno ha raccontato di aver assistito ai controlli senza problemi particolari. Una viaggiatrice francese ha confessato: “Non avevo mai visto così tanti agenti insieme qui a Catania; ho chiesto informazioni e mi hanno tranquillizzata”.
Strategie preventive e attenzione alla salute
Fonti dell’Agenzia delle Dogane spiegano che la scelta di intensificare i controlli in questo periodo è legata all’aumento del traffico passeggeri dopo le feste. Solo tra il 2 e il 14 gennaio lo scalo ha contato più di 180mila transiti. “Gli aeroporti sono snodi cruciali non solo per chi viaggia ma anche per chi prova a introdurre merci illecite”, ha detto Francesco La Rocca, direttore dell’Ufficio doganale etneo. La priorità, ha aggiunto, è proteggere la salute dei consumatori italiani: “Non sempre ciò che sequestriamo è dannoso, ma senza verifiche non possiamo sapere davvero cosa c’è dentro o da dove arriva”.
Nel comunicato diffuso alle 13:15 si parla di integratori alimentari privi di etichette in italiano, piccoli dispositivi elettronici senza marchio CE e cosmetici non registrati al Ministero della Salute.
Reazioni e prossimi passi delle autorità
I controlli sono andati avanti fino al primo pomeriggio. Intorno alle 14 ci sono stati momenti concitati nell’area carico-scarico, quando due spedizionieri siciliani sono stati fermati per approfondimenti sulla documentazione doganale. Nessun arresto è stato annunciato; gli investigatori hanno però ribadito la loro determinazione nella lotta contro i traffici illeciti.
Il prefetto di Catania, Maria Carmela Librizzi, ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra forze dell’ordine e funzionari civili: “Solo unendo le forze possiamo garantire controlli efficaci e proteggere cittadini e imprese oneste”, si legge in una nota diffusa nel tardo pomeriggio.
I dati ufficiali parlano chiaro: nel 2025 lo scalo etneo ha visto ben 37 operazioni simili, con oltre due tonnellate di materiale sequestrato per irregolarità.
I numeri del fenomeno e il contesto locale
La Sicilia orientale continua a essere un punto nevralgico nei flussi commerciali tra Mediterraneo ed Europa. La posizione geografica dell’isola attira non solo turisti ma anche merci sospette, come spiegano gli esperti doganali. “I controlli restano fondamentali”, ripete il colonnello Di Franco ricordando i rischi legati all’arrivo sul territorio nazionale di prodotti senza garanzie.
La maggior parte delle merci sequestrate arriva via corrieri espressi o nel bagaglio a mano di viaggiatori che spesso ignorano le norme. Solo una piccola parte è riconducibile a organizzazioni ben strutturate; più comune è invece l’importazione fai-da-te.
Prospettive future per i controlli aeroportuali
L’esperienza fatta ieri sarà ripetuta nei prossimi mesi. Le autorità vogliono rafforzare la loro presenza soprattutto in vista della primavera 2026, quando si prevede un aumento dei voli. Nei giorni a venire verranno intensificati gli accertamenti sia sugli arrivi internazionali sia sulle spedizioni cargo.
Per ora chi lavora ai controlli sottolinea un punto importante: l’obiettivo principale resta prevenire prima che reprimere. “La battaglia contro le irregolarità doganali si vince soprattutto informando”, conclude La Rocca, lasciando intendere che presto partiranno campagne rivolte direttamente ai passeggeri all’interno dello scalo catanese.





