Roma, 17 febbraio 2026 – Il Governo italiano ha dato il via libera oggi a Palazzo Chigi a un fondo da 5 milioni di euro per il triennio 2026-2028, a cui si aggiungerà un finanziamento stabile di un milione di euro all’anno dal 2029. L’annuncio è arrivato nel primo pomeriggio, al termine di una riunione durata più di tre ore, guidata dal presidente del Consiglio Giulia Conti. Il provvedimento, definito da molti come una vera e propria “svolta”, punta a rilanciare un settore che da tempo aspettava risorse certe.
Cosa ha spinto il Governo a muoversi adesso? Dietro questa scelta, spiegano fonti vicine al Ministero dell’Economia, c’è la volontà di dare finalmente un segnale concreto dopo mesi di confronto con le associazioni di categoria principali. “Le difficoltà si sono accumulate nel tempo, non si poteva più rimandare”, ha detto la ministra competente, Francesca Iori, parlando con i giornalisti all’uscita dal Consiglio dei Ministri. Il fondo sarà distribuito a tappe: i primi 5 milioni copriranno gli anni 2026-2028, poi scatterà un flusso fisso da un milione all’anno per sostenere progetti e servizi fondamentali.
Non si tratta solo di soldi, sottolineano gli operatori. “Abbiamo bisogno di garanzie solide, non di interventi a spot”, ha rimarcato il presidente della Federazione, Alberto Di Pace, contattato nel suo ufficio romano in via Piave. La notizia si è diffusa rapidamente tra chi lavora nel settore, che da tempo chiedeva fondi stabili e una programmazione chiara.
Secondo la nota ufficiale del Governo, i fondi saranno usati per “interventi strutturali”, con un occhio di riguardo ai progetti dedicati all’innovazione e all’inclusione delle persone più vulnerabili. “Solo così possiamo davvero dare nuova vita a un comparto strategico”, ha sottolineato la sottosegretaria con delega, Paola Mulas, coinvolta direttamente nei negoziati. Nel decreto – pubblicato intorno alle 15 sul sito del Ministero – si precisa che le risorse saranno gestite da un comitato speciale istituito presso la Presidenza del Consiglio.
Un dettaglio importante riguarda l’erogazione dei fondi: ci saranno controlli ogni sei mesi per verificare lo stato dei progetti finanziati. “Sappiamo quanto sia importante essere trasparenti”, ha ammesso Mulas annunciando anche l’apertura prossima di una piattaforma online accessibile al pubblico per monitorare i flussi delle risorse.
Il settore non ha tardato a reagire già in serata. C’è chi tira un sospiro di sollievo dopo quella che definivano una “stagione d’incertezza”. Ma non mancano voci prudenti: “Aspettiamo i decreti attuativi, però questo è comunque un passo avanti”, commenta la responsabile relazioni istituzionali dell’associazione Arco, Roberta Mancini.
Dal punto di vista politico la risposta è stata variegata. Il capogruppo dell’opposizione alla Camera, Stefano Livi, riconosce che lo stanziamento è “necessario ma ancora insufficiente rispetto ai reali bisogni”. Tuttavia apprezza l’introduzione della quota annuale come “una rottura rispetto al passato”. Più critico invece il deputato centrista Matteo Rizzo, che chiede maggiore chiarezza sui criteri con cui verranno assegnate le risorse.
Il calendario prevede una prima tranche già nel secondo semestre del 2026. Poi arriveranno i bandi per selezionare i progetti ammissibili; entro dicembre dovrebbero partire i primi pagamenti. Dal 2029 sarà operativa la quota fissa, legata a rapporti annuali dettagliati sulle attività svolte.
Il Ministero dell’Economia stima che i potenziali beneficiari siano circa 120 tra enti pubblici e privati. Gli uffici sono già al lavoro per definire regole precise su chi potrà partecipare e come saranno valutate le domande.
“Questo è solo l’inizio”, dice una funzionaria coinvolta nella stesura del decreto. Sul possibile aumento delle risorse in futuro però nessuno conferma niente per ora. “Vedremo come reagirà il sistema – aggiunge – e se serviranno aggiustamenti”.
La mossa è letta anche in chiave politica: arriva in un momento segnato dai tagli e dalla richiesta di rigore sui conti pubblici. Sullo sfondo restano ancora aperti temi importanti legati alle riforme strutturali che da anni attendono risposte più ampie.
Per ora il settore accoglie questo stanziamento come un passo concreto verso una maggiore stabilità. Le incognite non mancano e gli occhi restano puntati sulla concreta attuazione dei fondi. Ma – dicono in molti tra Roma e Milano – “finalmente il Governo mette nero su bianco impegni che sembrano destinati a diventare fatti”.
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