Roma, 16 gennaio 2026 – «Vogliamo offrire un racconto della realtà più vicino alla gente, lontano dai soliti talk show». Così, ieri mattina nel foyer del Teatro India, il direttore creativo Francesco Ricciardi ha dato il via a Visione Quotidiana, la nuova piattaforma digitale che promette un’informazione diversa rispetto ai format televisivi tradizionali. L’incontro, iniziato poco dopo le 10, ha radunato giornalisti, operatori culturali e studenti di Scienze della Comunicazione. Un pubblico variegato, con molti volti noti dell’associazionismo romano e qualche consigliere comunale arrivato di corsa.
Visione Quotidiana: una finestra sulla vita reale
La missione è chiara: “più realtà, meno chiacchiere da salotto”, come si leggeva nel materiale consegnato ai presenti. L’obiettivo è accorciare la distanza tra informazione e vita quotidiana. Ricciardi spiega: «Siamo abituati a vedere la politica attraverso il filtro dei talk show. Noi vogliamo raccontare storie vere, persone e luoghi, senza passare dagli studi televisivi». La piattaforma, disponibile da ieri su www.visionequotidiana.it, offrirà reportage video, podcast e inchieste sul territorio.
Dietro questo progetto c’è una redazione giovane: una dozzina di reporter con esperienze freelance anche all’estero e alcune firme già conosciute nel giornalismo civico romano. Il primo lavoro pubblicato è un’inchiesta sulle condizioni delle case popolari a Tor Bella Monaca, che ha già ricevuto riscontri positivi dagli abitanti del quartiere e dagli operatori sociali.
“Più storie vere, meno polemiche”: la linea di Visione Quotidiana
A margine della presentazione, Ricciardi ha chiarito: «Non ci interessa inseguire i botta e risposta o le polemiche politiche. Vogliamo restituire complessità ai fatti sociali andando direttamente sul campo». Non una guerra contro la televisione tradizionale – ha aggiunto – ma un tentativo per proporre un’altra voce: «C’è spazio per altri punti di vista».
Tra le rubriche annunciate spiccano “Strade di Roma”, che racconterà le vite nei quartieri periferici, e “Italia in transizione”, dedicata ai cambiamenti climatici nelle aree più piccole del paese. In arrivo anche un ciclo di podcast sulle microstorie locali: il primo episodio dà voce agli infermieri della Garbatella alle prese con la carenza di personale.
Reazioni e aspettative dal mondo dell’informazione
I primi commenti raccolti al lancio mostrano entusiasmo ma anche qualche dubbio. Dal pubblico Valentina Spadaro, studentessa universitaria, si dice «curiosa di vedere se manterranno davvero questo sguardo vicino alla vita vera». Più prudente il giornalista Gianni Ruspa, tra i relatori: «Il rischio di chiudersi in un circuito autoreferenziale c’è sempre quando si cerca qualcosa di originale. Però la formula può funzionare se davvero si ascoltano le persone coinvolte».
Secondo gli organizzatori, nelle prime tre ore dal lancio il sito ha registrato circa tremila visite. Tra i primi a complimentarsi c’è stato anche il presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio che ha parlato di «una scommessa interessante in un panorama dominato dalla corsa all’audience».
Nuove vie per raccontare il presente
Il debutto di Visione Quotidiana arriva in un momento delicato per l’informazione italiana. Negli ultimi due mesi – dicono i dati Agcom citati dal docente universitario Stefano Palumbo – gli spettatori serali dei principali talk show sono calati del 12%, mentre cresce l’interesse per contenuti digitali più brevi e su misura. Ricciardi ammette: «I social impongono ritmi diversi ma non per forza più superficiali».
Sul palco del Teatro India si sono susseguiti anche attivisti e operatori delle associazioni che lavorano sul disagio sociale romano: alcuni hanno chiesto “più attenzione alle periferie”, altri hanno invocato “una voce per i lavoratori invisibili”. Mentre qualcuno prendeva appunti su taccuini consunti, è tornata la domanda iniziale: riuscirà questa piattaforma a sfuggire alle polarizzazioni dei salotti televisivi?
Sfide aperte e prossimi passi
Visione Quotidiana punta a un mix tra giornalismo tradizionale e testimonianze dirette. Le prossime settimane saranno decisive: sono previsti reportage sulle elezioni amministrative e progetti con scuole superiori romane per coinvolgere gli studenti nella produzione dei contenuti. Resta da vedere quanto potrà allargare il suo pubblico ma la sfida è partita.
«Raccontare la realtà è sempre un lavoro collettivo», ha concluso Ricciardi mentre i presenti si dispersero nei corridoi del teatro sotto una pioggia fitta. Fuori qualcuno controllava ancora sul telefono il primo video pubblicato.





