Milano, 5 febbraio 2026 – Zadie Smith, una delle voci più note della letteratura anglofona, è oggi a Milano per la sua lezione inaugurale dedicata all’adolescenza. L’appuntamento è alle 18.30 nell’aula magna dell’Università Statale e segna l’inizio del ciclo “Passaggi”, promosso dal Dipartimento di Studi Umanistici insieme al Comune e alla Fondazione Feltrinelli. In sala ci saranno studenti, insegnanti, lettori e una nutrita rappresentanza di giovani scrittori italiani.
Aspettando Zadie Smith, la scrittrice britannica che racconta i giovani
Nata a Londra nel 1975 e autrice di romanzi come “Denti bianchi” e “Swing Time”, Zadie Smith arriva a Milano in un momento in cui il tema della condizione giovanile torna prepotente nel dibattito culturale. Negli ultimi mesi molte scuole milanesi hanno organizzato gruppi di lettura proprio sulle sue opere, viste come tra le più capaci di mettere in luce le difficoltà e le sfumature dell’essere adolescenti oggi. La scelta di far partire il ciclo con lei non è casuale. Andrea Sormani, docente di letterature comparate e curatore della rassegna, spiega: “Ha saputo raccontare con uno sguardo attento e umano l’età della formazione. Sarà interessante ascoltarla riflettere sul passaggio dall’infanzia all’età adulta, un tema centrale in molti suoi romanzi.”
I temi al centro della lezione
La sua lezione inaugurale, dal titolo “Adolescenza: costruire e perdere se stessi”, promette di spaziare dal racconto letterario all’esperienza personale. Non è la prima volta che Smith affronta queste tematiche: in alcuni saggi raccolti nel libro “Feel Free” aveva già parlato delle contraddizioni vissute dai ragazzi in una società sempre più frammentata e digitale. Oggi, davanti a un pubblico giovane e partecipe, ci si aspettano spunti nuovi. “Siamo cresciuti leggendo come sa cogliere le sfumature,” racconta Martina, studentessa al terzo anno di lettere. “Molti si riconoscono nei suoi personaggi, anche se vengono da Londra o New York.”
Smith parlerà per circa un’ora, poi ci sarà spazio per le domande dal pubblico. Luca Calvi, insegnante in un liceo classico milanese, aggiunge: “Sarà interessante capire come vede oggi la fatica – ma anche il fascino – dell’adolescenza.” In molti sottolineano come il suo modo di raccontare riesca a unire leggerezza e profondità senza mai cadere nella retorica.
Tra libri e storie: il ciclo “Passaggi”
La lezione di Zadie Smith dà il via a un calendario fitto: ogni mese la rassegna porterà a Milano scrittori, filosofi ed educatori pronti a riflettere sulla crescita. Tra i nomi già annunciati ci sono Chimamanda Ngozi Adichie e Massimo Recalcati; l’idea è intrecciare punti di vista diversi su un tema che riguarda tanto chi insegna quanto chi impara. Il primo incontro si svolge in presenza ma sarà trasmesso anche in streaming sul sito dell’università; l’accesso è gratuito per gli iscritti.
Per gli organizzatori la scelta di partire proprio da una scrittrice inglese rappresenta “un invito ad aprire lo sguardo oltre i confini nazionali.” La biblioteca universitaria ha preparato una mostra temporanea dedicata alle edizioni italiane delle opere di Smith; tra i titoli più richiesti ci sono “L’uomo autografo” e “On Beauty”.
L’attesa tra studenti e addetti ai lavori
L’arrivo di Zadie Smith ha acceso l’interesse anche fuori dall’università. Sui social si leggono già messaggi carichi d’attesa: “Non capita spesso di vedere autori così importanti qui,” dice Riccardo Bertini, libraio nella zona di Brera. Alcuni insegnanti hanno organizzato uscite collettive per partecipare all’evento; lo confermano dalla segreteria del Liceo Parini.
Tra i banchi dell’ateneo si respira entusiasmo: c’è chi aspetta il firmacopie dopo la lezione e chi spera in uno scambio diretto con l’autrice. Elisa, neodiplomata al liceo linguistico, confida: “Vorrei chiederle come sia cambiata l’adolescenza con i social network.”
Le parole della protagonista
Nelle ultime ore Smith ha parlato ai media italiani: “Scrivere sull’adolescenza vuol dire tornare sempre a una soglia fragile – dove tutto sembra possibile ma niente è sicuro.” Ha aggiunto di aspettarsi “una conversazione viva”, perché – dice – “gli adolescenti fanno domande che gli adulti spesso hanno dimenticato.”
L’incontro sarà tradotto simultaneamente; sono previsti oltre 400 posti occupati nell’aula magna e una platea digitale stimata intorno ai duemila collegamenti. Solo allora – tra domande e risposte – si potrà capire se questo dialogo tra generazioni riuscirà davvero ad aprire nuove prospettive.





