Salario Minimo, cosa prevede davvero la nuova direttiva Europea: a quanto ammonta

Entro quest’anno dev’essere adottata la direttiva Ue sul salario minimo. Ecco tutti i cambiamenti in arrivo.  

Sull’agenda di tutti gli Stati membri c’è una data (tra tante) cerchiata in rosso: il prossimo 14 settembre. Quella è infatti la scadenza entro cui deve essere adottata la direttiva Ue sul salario minimo. Il che presuppone l’introduzione di riforme in grado di adeguare tale prestazione all’inflazione (in salita) e al costo della vita. Cosa significa tutto ciò per l’Italia?

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Il provvedimento comunitario si limita a stabilire i criteri per assicurare dei minimi salariali sopra la soglia di sopravvivenza. Arabonormannaunesco.it

Per la determinazione del salario minimo, gli Stati membri hanno anche la possibilità di affidarsi alla contrattazione collettiva e di seguire regole differenziate. Il provvedimento Ue si limita a stabilire i criteri per assicurare dei minimi salariali sopra la soglia della sopravvivenza. L’importo della prestazione dovrà poi essere aggiornato almeno ogni due anni (e ogni quattro per quei paesi che utilizzano un meccanismo di indicizzazione automatica), con il coinvolgimento delle parti sociali.

La tabella di marcia del salario minimo

A ben vedere, la direttiva Ue non impone all’Italia di introdurre un salario minimo (idem per gli altri Stati membri che ne sono privi), ma offre la possibilità di scegliere tra tale prestazione e la via della contrattazione collettiva. Ed è proprio quest’ultima la scelta fatta dal nostro Governo (idem per Austria, Danimarca, Finlandia e Svezia): dopo la proposta del salario minimo a 9 euro, l’analisi tecnica del CNEL presentata lo scorso ottobre alla premier Giorgia Meloni ha stabilito che “un salario minimo stabilito per legge non è lo strumento adatto a contrastare il lavoro povero e le basse retribuzioni”.

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Il salario minimo si è dimostrato un meccanismo di protezione efficace per i lavoratori. Arabonormannaunesco.it

La strada per cui ha optato Roma è dunque quella dell’estensione della copertura della contrattazione collettiva; copertura che dovrà arrivare all’80% e, se necessario, potrà essere supportata da piano di azione sotto il monitoraggio della stessa UE.

Sta di fatto che il salario minimo si è dimostrato un meccanismo di protezione efficace per i lavoratori nei 23 Stati membri Ue che l’hanno adottato, in termini di incremento del loro potere d’acquisto in termini reali e crescita dei salari lordi. Purtroppo, però, gli elevati tassi di inflazione da un capo all’altro dell’Europa unita hanno spesso attenuato i guadagni reali dei lavoratori con salario minimo, fatta eccezione per la Germania, il Belgio e poche altre nazioni. Tra pochi mesi l’atteso banco di prova anche per noi.

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