Berlino, 14 febbraio 2026 – Il nuovo film di Karim Aïnouz, presentato oggi alla Berlinale, ha colpito nel segno, conquistando l’apprezzamento di Marco Bellocchio. Poco dopo le 11, al Berlinale Palast, la proiezione di “The Outlaws” ha dato il via a uno dei festival più seguiti in Europa. Bellocchio, presente con una delegazione italiana, non ha nascosto il suo entusiasmo: “Mi ha convinto molto – ha detto ai giornalisti –, è un’opera riuscita che parla di temi vivi e urgenti”.
Karim Aïnouz porta in concorso “The Outlaws”
Karim Aïnouz, regista di Fortaleza classe 1966, non è nuovo a riconoscimenti internazionali. Da anni muove le sue storie tra Europa e America Latina. Portare “The Outlaws” a Berlino non è un caso. Il film si snoda tra atmosfere tese e scorci urbani del sud del Brasile, raccontando senza filtri il conflitto generazionale, l’eredità del passato e una ricerca di giustizia che non si arrende.
Secondo i dati preliminari della Berlinale, la sala era praticamente piena. Oltre ai professionisti del cinema, c’erano tanti giovani appassionati, studenti e critici da tutto il mondo. “Non è una storia semplice – ha confidato chi cura la programmazione –, ma Aïnouz sa come catturare chi guarda. Ti porta dentro la storia e ti mette a disagio”.
Bellocchio elogia la pellicola e sottolinea i temi sociali
Non era scontato un giudizio così netto da parte di Bellocchio. Il regista italiano, noto per la sua severità, si è concentrato meno sulla tecnica e più sui contenuti. “Ho trovato qualcosa che mi riguarda – ha detto –, un’urgenza narrativa simile a quella che sentiamo in Italia. L’impegno civile si sente in ogni scena”. Parole che hanno fatto rumore: in sala c’erano anche altri registi europei come Céline Sciamma e Christian Petzold.
Un momento molto sentito: durante i titoli di coda Bellocchio si è alzato per stringere la mano ad Aïnouz. Il gesto ha scatenato un applauso spontaneo, segno che il cinema può ancora unire oltre confini e lingue.
Reazioni del pubblico e prime impressioni dalla critica
Il pubblico berlinese, abituato a film impegnati, ha risposto con attenzione. Qualcuno ha chiesto chiarimenti sul finale aperto; altri hanno apprezzato le musiche del compositore argentino Gustavo Santaolalla. Tra i commenti in foyer spicca quello della critica Lena Hoffmann della Süddeutsche Zeitung: “Un film che lascia il segno. Forse non perfetto, ma sincero nel raccontare le ferite della società sudamericana”.
Anche la stampa italiana non è rimasta indifferente: secondo un articolo pubblicato nel primo pomeriggio su Cinematografo.it, la presenza di Bellocchio in sala ha dato un peso in più all’evento. “Un passaggio di testimone tra registi – scrivono –, che conferma come la Berlinale resti uno spazio aperto al dialogo”.
Attesa per i prossimi giorni e prospettive per il premio
Ora che “The Outlaws” è tra i titoli più discussi della rassegna berlinese, cresce la curiosità sulle possibilità di vittoria. I bookmaker locali lo danno tra i favoriti per l’Orso d’Oro. Ma alla proclamazione manca ancora una settimana e le sorprese non mancano mai.
Intanto resta l’immagine di una Berlino ancora fredda (intorno ai 2 gradi alle 13), ma scaldato dalla voglia di raccontare storie vere. Lo spirito del cinema internazionale resiste anche nei tempi difficili e oggi – nel cuore della capitale tedesca – è stato Karim Aïnouz a prendersi il centro della scena con Bellocchio ad applaudirlo sincero come capita raramente alle grandi rassegne europee.





