Roma, 2 febbraio 2026 – Il processo in programma oggi al Tribunale di Roma è stato rinviato al 24 marzo. Motivo? L’incompatibilità di alcuni giudici chiamati a far parte del collegio. La decisione è arrivata intorno alle 11, proprio all’apertura della seduta che avrebbe dovuto dare il via al dibattimento. A far scattare il rinvio è stata una verifica interna che ha rivelato la presenza di magistrati già coinvolti nelle fasi istruttorie precedenti.
Rinviato il processo per incompatibilità dei giudici
Secondo fonti giudiziarie presenti in aula, il rinvio si è reso necessario per rispettare le regole sull’imparzialità dei magistrati. Due membri del collegio, infatti, avevano già partecipato alla fase delle indagini preliminari, entrando così in conflitto con i requisiti di terzietà imposti dalla legge. Di conseguenza, il presidente della sezione penale ha deciso di sostituirli e spostare la prima udienza utile.
Un avvocato delle parti civili, uscendo dal tribunale di Piazzale Clodio, ha ammesso: “Ce lo aspettavamo, ma resta un rallentamento che pesa sul percorso giudiziario”. Anche la difesa – rappresentata dagli avvocati Gabriele Ferri e Alessia Russo – ha preso atto senza proteste. Nessuno degli imputati era presente in aula questa mattina.
Le tappe del procedimento
La vicenda, partita nel 2025 con la chiusura delle indagini preliminari, vede coinvolte sei persone, accusate – secondo l’accusa – di reati contro la pubblica amministrazione. Il fascicolo è seguito dal pm Francesca Marrone e riguarda una presunta turbativa d’asta nel 2022, durante un appalto per servizi municipali. L’indagine era partita da una segnalazione interna all’ente capitolino e si è poi allargata grazie alle dichiarazioni di due testimoni chiave.
Il rinvio al 24 marzo sposta tutta la calendarizzazione del processo. Un funzionario del Tribunale spiega che quell’udienza servirà a “ricomporre il collegio e garantire le tutele difensive”.
Reazioni delle parti e clima in aula
Al termine della breve seduta mattutina, gli avvocati hanno commentato con pragmatismo. “Difficile aspettarsi altro”, ha detto l’avvocato Ferri parlando dei controlli sulla composizione del collegio. Poco dopo, un impiegato del tribunale raccontava di aver visto diversi legali trattenersi nei corridoi in attesa della conferma ufficiale: “Succede spesso che all’ultimo momento saltino fuori queste questioni formali”.
Fuori dal palazzo di giustizia, davanti al bar dell’angolo, alcune persone hanno scambiato qualche parola. Un collaboratore della segreteria di uno degli imputati ha detto a bassa voce: “Sono passaggi obbligati, ma speriamo si vada avanti senza troppi ritardi”. Anche tra i dipendenti del tribunale l’atmosfera è prudente: sono abituati ai cambi di programma improvvisi.
Cosa dice la legge sull’incompatibilità dei giudici
La legge italiana impone regole precise per evitare che un giudice possa occuparsi di un processo dove abbia già avuto un ruolo istruttorio. Lo scopo è assicurare la piena imparzialità e proteggere le parti da qualsiasi pregiudizio. L’incompatibilità può essere accertata d’ufficio o su richiesta delle parti; in questo caso si è trattato di un controllo interno del Tribunale.
Il presidente della sezione penale – secondo quanto appreso – ha chiesto una verifica approfondita su tutti i fascicoli dei giudici chiamati al collegio. Solo così è emersa la necessità di cambiare alcuni componenti.
Prossimi passi e calendario aggiornato
Il processo riprenderà dunque il 24 marzo 2026, alle 9:30. Intanto saranno sorteggiati i nuovi giudici chiamati a valutare il caso. Le parti potranno prendere visione degli atti integrativi e preparare eventuali richieste preliminari. Fonti interne al Palazzo di Giustizia assicurano che la composizione definitiva sarà comunicata almeno dieci giorni prima dell’udienza.
Non sono esclusi altri possibili ritardi. “L’importante”, sottolinea un avvocato a fine mattinata, “è che siano garantiti trasparenza e rispetto delle regole”. Ora tutti attendono il prossimo passaggio: solo allora si entrerà finalmente nel merito della vicenda.





