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Riforma del Presidente del TAR nel 2026: l’anno decisivo per il cambiamento atteso

Giorgio Veneziano ha evitato di schierarsi sul cuore del referendum. Interrogato sul contenuto, ha glissato, preferendo non esprimersi. Ha scelto invece di focalizzarsi sulle procedure, sulle regole del gioco, lasciando agli altri il compito di giudicare il merito. Un silenzio pesante, che parla più delle parole.

Prudenza e riserbo: la linea di Veneziano sul referendum

Il comportamento di Veneziano non è passato inosservato. Non si è limitato a tacere, ma ha deciso di focalizzarsi solo sulle regole tecniche e sulla gestione amministrativa del voto. Nelle sue dichiarazioni pubbliche non ha mai affrontato il “perché” o il “cosa” del quesito referendario, ma ha parlato solo di come si svolge il processo.

Ha messo in evidenza l’importanza di rispettare le norme che regolano il referendum per garantire trasparenza ed efficacia nel meccanismo democratico. Ha evitato di schierarsi o di aggiungere commenti, quasi volesse tenersi fuori da un dibattito che rischia di dividere o polarizzare.

Questa scelta può essere letta come una volontà di mantenere un ruolo istituzionale neutrale, evitando scontri che potrebbero degenerare in polemiche politiche. Resta da vedere se manterrà questa posizione anche dopo la conclusione del voto.

Procedure e organizzazione: il focus di Veneziano

Veneziano si è concentrato solo sugli aspetti pratici legati allo svolgimento del referendum. Ha ribadito la necessità di seguire scrupolosamente le procedure previste dalla legge. Per lui, garantire il corretto svolgimento delle operazioni di voto è il primo passo per conquistare la fiducia dei cittadini.

Ha parlato delle difficoltà logistiche che possono emergere in un appuntamento elettorale complesso come questo. Si è soffermato sulle misure adottate per assicurare la regolarità di ogni fase: dall’allestimento dei seggi, al controllo delle liste degli elettori, fino allo spoglio finale.

Ha inoltre sottolineato quanto sia importante comunicare in modo chiaro agli elettori. Solo così si evita confusione e si favorisce una partecipazione consapevole. Ha ricordato a chi di dovere che dietro ogni passaggio operativo deve esserci un impegno serio e costante.

Il silenzio sul contenuto: una scelta che fa discutere

La cosa più evidente nella posizione di Veneziano è il suo mancato giudizio sul quesito referendario. Non ha mosso critiche né espresso apprezzamenti sull’obiettivo politico o sociale della consultazione. Il dibattito resta dunque aperto e affidato ad altri protagonisti.

Questo silenzio sembra frutto di una scelta precisa. Prendere posizione avrebbe potuto compromettere il suo ruolo di rappresentante o di mediatore in un momento delicato. Restare neutrale evita di complicare ulteriormente la scena politica, ma può anche essere letto come un segno di incertezza o disagio.

Così Veneziano si muove su un filo sottile, tra ruolo istituzionale e pressioni politiche. La sua assenza di opinioni sul merito lascia spazio a diverse interpretazioni, ma prevale la decisione di non entrare nel merito.

Dopo il voto: cosa aspettarsi da Veneziano

Con il referendum alle porte, si attende di vedere come Veneziano agirà una volta noto l’esito. Potrebbe mantenere questa linea di prudente distacco, rafforzando un profilo istituzionale neutro. Oppure il risultato potrebbe spingerlo a un intervento più deciso.

La città si prepara a un confronto che promette tensioni e discussioni accese. Il ruolo di figure come Veneziano sarà cruciale per guidare il dibattito istituzionale e contenere eventuali scontri. La sua strategia sarà giudicata non solo a parole, ma soprattutto nei fatti.

In gioco c’è non solo il futuro immediato della consultazione, ma anche la credibilità degli organismi che gestiscono il voto. Il modo in cui saranno affrontate le prossime fasi potrà influenzare la percezione dell’intera operazione. La cautela di Veneziano potrebbe rivelarsi un punto di forza, a patto di garantire efficienza senza schieramenti evidenti.

Saverio De Luca

Da sempre appassionato di arte e architettura italiana, e voglio portarvi con me attraverso le bellezze nascoste e i tesori conosciuti del nostro paese. Fin da quando ero bambino, sono stato affascinato dai colori, dalle forme e dalle storie che l'arte e l'architettura raccontano. Ho deciso di trasformare questa passione in una carriera, e ora sono qui per condividere con voi il mio viaggio. La mia formazione accademica inizia con una laurea in Storia dell'Arte presso l'Università di Firenze, una città che rappresenta un vero e proprio museo a cielo aperto. È qui che ho sviluppato un occhio critico e una sensibilità particolare nei confronti delle opere d'arte e delle architetture che ci circondano. Ho poi proseguito i miei studi con un master in Architettura e Restauro, che mi ha portato a lavorare su progetti emozionanti di recupero e conservazione. Nel corso degli anni, ho scritto per diverse riviste d'arte e cultura, ma ciò che amo di più è raccontare le storie dietro le opere, dal Rinascimento alle avanguardie moderne, dai capolavori noti alle gemme nascoste. Spero di offrire a tutti voi una visione ricca e appassionata di come questi elementi si intrecciano nella nostra vita quotidiana. Oltre alla scrittura, amo viaggiare per l'Italia, esplorando città storiche, piccoli borghi e magnifici paesaggi per scoprire da vicino le meraviglie dell'architettura e dell'arte che il nostro paese ha da offrire. Sono sempre alla ricerca di mostre interessanti, atelier di artisti e laboratori di artigiani, luoghi in cui la creatività prende forma. Il mio obiettivo è farvi apprezzare la bellezza dell'arte e dell'architettura italiana in tutte le sue sfumature, condividendo con voi non solo le mie conoscenze, ma anche la passione e l'emozione che mi guidano ogni giorno..

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