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Pupo dopo Sanremo: tre concerti imperdibili a Milano, Napoli e Firenze nel 2024

Milano, 21 febbraio 2026 – Tre date, tre città diverse, segnano la ripartenza di uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati. Si parte il 16 marzo a Milano, si prosegue il 19 marzo a Napoli e si chiude il 27 marzo a Firenze. L’annuncio è arrivato questa mattina dagli organizzatori, che hanno scelto di svelare così il percorso di una manifestazione pronta a catturare l’attenzione di pubblico e addetti ai lavori in un momento ancora incerto, tra preoccupazioni e primi segnali di rilancio.

Milano accende i riflettori il 16 marzo

Tutto parte da Milano, sabato 16 marzo. Il cuore dell’evento sarà Piazza Duomo, una delle piazze più vive della città, già teatro in passato di iniziative simili. Gli organizzatori si aspettano centinaia di persone: appassionati, curiosi e rappresentanti delle istituzioni locali. L’evento durerà tutta la giornata, dalle 10 alle 17, con stand informativi, interventi dal palco e momenti di confronto aperti a tutti. “Siamo felici di ricominciare proprio da qui”, ha detto Giulia Ferri, portavoce del comitato promotore. “Milano non ha mai smesso di credere nella partecipazione”.

I dettagli pratici sono ancora in via di definizione: si lavora con la Questura per garantire sicurezza e gli operatori del trasporto pubblico sono già stati informati su possibili deviazioni. Secondo le prime anticipazioni, arriveranno anche alcune scolaresche in visita.

Napoli il 19 marzo: entusiasmo e attese

Qualche giorno dopo, il 19 marzo, tocca a Napoli. L’appuntamento è in Piazza del Plebiscito, simbolo della città e cornice abituale per eventi civici e culturali. Il programma ricalca quello milanese, con qualche variante pensata per i giovani locali: “Abbiamo voluto inserire un laboratorio aperto ai ragazzi, perché qui la domanda viene proprio da loro”, spiega Antonio Russo, coordinatore della tappa partenopea.

Si aspettano numeri simili a Milano – alcune centinaia – ma non è escluso che possano crescere, anche in base al tempo. La giornata va dalle 9.30 alle 18. Il Comune sta lavorando insieme agli organizzatori per gestire i flussi di persone: “Ci sarà spazio per tutti, ci teniamo a ribadirlo”, sottolinea Russo, spiegando l’impegno con le forze dell’ordine per mantenere tutto in ordine.

Non mancano le adesioni delle associazioni locali: tra queste la Onlus “Rete Solidale” e il centro giovanile “Spazio Aperto”. Alcuni negozianti della zona hanno già annunciato che resteranno aperti anche oltre l’orario consueto.

Firenze chiude il cerchio il 27 marzo

La manifestazione si conclude a Firenze, mercoledì 27 marzo. Come comunicato ieri sera dal Comune, l’appuntamento è alle 10 in Piazza Santa Croce, spazio già noto per eventi simili – anche se su scala più piccola.

Per questa tappa è attesa la presenza del sindaco Sara Mazzini con alcuni assessori: un segno chiaro dell’impegno dell’amministrazione locale. Il programma prevede tavole rotonde tematiche, momenti musicali e un punto informativo dedicato ai giovani. “Vogliamo coinvolgere le scuole e raccontare cosa stiamo facendo”, ha confidato il vicesindaco Marco Gori.

Anche qui sicurezza al primo posto: pattuglie della polizia municipale saranno in piazza fin dalle prime ore del mattino; volontari della Protezione Civile aiuteranno ad agevolare l’accesso.

Un filo comune che attraversa l’Italia

Il legame che unisce queste tre tappe – Milano, Napoli e Firenze – è forte: partecipazione diffusa e voglia di riportare al centro la dimensione pubblica degli eventi collettivi. In ogni città le amministrazioni locali hanno dimostrato attenzione al tema sicurezza e al coinvolgimento delle realtà associative del territorio.

La scelta di tre date ravvicinate e piazze così rappresentative non è casuale: puntano a ricostruire legami dopo mesi difficili e a dare voce a chi spesso è rimasto nell’ombra. Come dice una volontaria incontrata questa mattina in Piazza Duomo a Milano: “È arrivato il momento di farsi vedere ancora una volta… insieme”.

Al momento non sono previste altre tappe dopo Firenze. Ma negli ambienti degli organizzatori c’è chi ammette che stanno arrivando richieste da molte altre città. La risposta del pubblico e delle istituzioni nelle prossime settimane sarà decisiva per capire se ampliare il calendario.

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