Pensione Quota 41 con decurtazione dell’assegno del 20%: la novità non piace ai lavoratori

Quota 41 si farà, ma gli assegni previdenziali saranno decurtati in misura importante. Vediamo le novità del Governo. 

Tutto non si può avere. Dunque via libera a Quota 41, purché si accettino pensioni più basse del 20%. L’unica soluzione possibile sembra essere questa.

Come cambia la pensione con Quota 41
Pensione Quota 41: la arriva la novità che non piace ai lavoratori – Arabonormannaunesco.it

La Lega di Matteo Salvini continua a spingere sul pedale dell’acceleratore affinché Quota 41 venga estesa a tutte le categorie lavorative e prenda definitivamente il posto della legge Fornero. Ci sono sicuramente i pro e i contro. Uno dei vantaggi sarebbe l’eliminazione della soglia anagrafica minima per accedere alla pensione.

Questa misura, infatti, tiene conto solo dei contributi: raggiunto il requisito di 41 anni, una persona può lasciare il lavoro a prescindere dall’età. Lo svantaggio è che si tratta di un requisito contributivo decisamente alto, arrivabile prima dei 67 anni solo da chi ha iniziato a lavorare quando era molto giovane. Inoltre, Quota 41 potrebbe mettere seriamente in crisi le casse dello Stato. Per questa ragione il Governo sta valutando una soluzione che, però, a molti non piacerà.

Quota 41: ecco come cambierà

Quota 41 si farà, ma a condizione che i lavoratori accettino di ricevere una pensione più bassa del 20%. Soluzione che a molti sembrerà inammissibile ma che, per il momento, pare essere l’unica possibilità. Vediamo cosa succederà.

Quota 41, quali sono le novità previste dal governo
Come cambierà Quota 41 – Arabonormannaunesco.it

Le pensioni continuano ad essere un cantiere aperto a cui si mette mano, di volta in volta, con ritocchi che sembrano non andare a vantaggio dei contribuenti. Dopo Quota 103, ora è il turno di Quota 41: questa misura – a detta di esponenti della Lega- si farà ma gli assegni previdenziali verranno interamente ricalcolati con il sistema di calcolo contributivo. Il ché comporterà tagli fino al 20% sulle pensioni.

Il premier ha sottolineato che il nostro è il Paese più anziano d’Europa, con un indice di natalità ai minimi storici. Favorire troppe uscite anticipate dal lavoro farebbe crollare tutto il sistema economico. Per questa ragione il Governo, per ora, non ha osato abolire la legge Fornero. Infatti, anche nel 2024, l’età pensionabile resta fissa a 67 anni e con almeno 20 anni di contributi.

La pensione anticipata ordinaria, invece, si raggiunge con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. In questo caso l’età anagrafica non conta. Quota 41, per il momento, si rivolge solo a quei lavoratori che hanno versato almeno un anno di contributi prima di aver compiuto 19 anni e che appartengono a una delle seguenti categorie:

  • Caregiver del coniuge o di un parente di primo grado da almeno 6 mesi;
  • Invalidi almeno al 74%;
  • Disoccupati che non ricevono indennità di disoccupazione da almeno 3 mesi;
  • Addetti a lavori usuranti da almeno 7 anni negli ultimi 10.

Se mai Quota 41 verrà estesa a tutte le categorie lavorative, sarà necessario il ricalcolo contributivo degli assegni previdenziali. E, secondo le previsioni, questo comporterà pensioni più basse del 20% circa.

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