Milano, 26 gennaio 2026 – In pochi giorni, cinquanta incontri organizzati dal Comune hanno visto arrivare decine di ragazzi nei locali di Viale Toscana, tra il 22 e il 25 gennaio. Un’occasione per parlare, confrontarsi e crescere insieme. L’assessorato alle Politiche Giovanili ha puntato proprio su questo: riaprire spazi di aggregazione che nelle grandi città spesso mancano.
Giovani in campo: la mappa degli incontri
Da martedì a venerdì, ogni pomeriggio gruppi diversi si sono avvicendati nelle sale messe a disposizione dal quartiere. Alcuni appuntamenti erano fissati da tempo, altri invece sono saltati fuori all’ultimo minuto, grazie alle chat delle associazioni studentesche e dei comitati locali. “Volevamo che nessuno rimanesse fuori – ha spiegato Margherita Viale, assessora comunale –, che ogni ragazzo trovasse un posto dove sentirsi libero di parlare senza paura”.
L’evento, chiamato “Dialoghi in Viale”, ha coinvolto soprattutto giovani tra i 16 e i 22 anni. Al centro delle discussioni: scuola e lavoro, ambiente, socialità e naturalmente la sicurezza nelle strade. C’è chi ha organizzato un laboratorio di street art alle 17, chi invece ha preferito confrontarsi sull’università davanti a un tè caldo poco dopo le 18. Ogni sera si alternavano voci e storie diverse.
La voce dei ragazzi: aspettative e richieste
Nelle stanze che si affacciano su via Ripamonti si è sentito forte il desiderio di essere ascoltati davvero. Matteo, 19 anni, studente del liceo Vittorini, ammette a bassa voce: “Spesso sembra che gli adulti non ci ascoltino abbastanza. Queste occasioni almeno ci permettono di dire la nostra”. Secondo le prime stime degli organizzatori, in quattro giorni sono passati almeno trecento partecipanti. Un flusso continuo, con punte fino a quaranta persone nelle ore serali.
La richiesta più ricorrente? Più ascolto e spazi dove stare anche dopo il tramonto. “Le biblioteche chiudono presto – racconta Elisa, universitaria – e i bar non sempre sono accessibili a tutti. Così finiamo per passare le serate nei parchi o vicino alle fermate del tram”. Le associazioni giovanili hanno raccolto queste idee per trasformarle in proposte concrete: dalle aperture più lunghe degli spazi pubblici a eventi musicali autogestiti.
Viale: “Una scommessa sui giovani”
A guidare la rassegna c’è stata l’assessora Viale, da tempo impegnata nel creare un ponte tra istituzioni e nuovi cittadini della città. “Non basta più dire ai ragazzi cosa devono fare – ha ribadito mercoledì sera durante un confronto molto partecipato – bisogna capire cosa hanno da dirci loro”. Un messaggio che ha trovato eco nelle parole raccolte durante gli incontri: “Finalmente qualcuno ci chiede davvero cosa pensiamo”, ha detto un gruppo di ventenni arrivati da Porta Romana.
Secondo i dati del Comune, nei locali di Viale Toscana hanno preso parte all’iniziativa almeno quindici gruppi diversi: dalle consulte studentesche agli scout fino alle realtà attive nell’ambiente. Il risultato? Numeri sorprendentemente alti e discussioni intense.
Un modello da seguire
Per il Comune questa esperienza è solo l’inizio: l’obiettivo è portarla anche in altre zone della città. “Non vogliamo fermarci alle parole – spiega l’assessora Viale – già dalla prossima settimana incontreremo le associazioni per lavorare sulle richieste arrivate”.
In questi giorni gli organizzatori stanno raccogliendo tutte le proposte emerse dai ragazzi: tra le priorità spiccano orari più lunghi per gli spazi pubblici e la creazione di una consulta stabile dei giovani nel Sud della città. Un primo bilancio è atteso entro fine febbraio.
Alla fine della giornata, verso le 20, alcuni ragazzi restano seduti sui gradini di Viale Toscana anche dopo la chiusura ufficiale degli incontri. Smartphone alla mano, zaini a terra, continuano a scambiarsi idee. Samir, 17 anni, guarda l’orologio e sorride: “È tardi ormai ma almeno oggi qualcuno ci ha ascoltati davvero”.





