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Omicidio del professore Bottari a Messina: inchiesta riaperta dopo 28 anni con nuovi sospetti

Roma, 15 gennaio 2026 – La Procura di Roma ha aperto stamattina un’inchiesta per capire se c’è un legame tra l’omicidio avvenuto la notte del 12 gennaio in via dei Prati Fiscali e un altro delitto, commesso appena tre settimane fa nel quartiere Tuscolano. Lo hanno confermato fonti vicine agli inquirenti, sottolineando come le informazioni raccolte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo – impegnati fin dall’alba nella zona nord della Capitale – abbiano spinto la magistratura a scavare più a fondo, seguendo piste che sembrano collegare i due casi. Il fascicolo, affidato al sostituto procuratore Francesca Del Vecchio, è ancora all’inizio: “Al momento non escludiamo nessuna ipotesi”, ha detto una fonte giudiziaria durante un sopralluogo nell’appartamento dove è avvenuto l’ultimo delitto.

Le indagini puntano su somiglianze inquietanti

Gli investigatori hanno notato che la dinamica dell’omicidio in via dei Prati Fiscali presenta “alcuni elementi comuni” con quello del 23 dicembre in un’abitazione di via Marco Decumio. In entrambi i casi le vittime – uomini sulla cinquantina, professionisti senza precedenti penali, trovati morti nelle loro camere da letto – mostrano segni di violenza che fanno pensare a un’aggressione a mani nude. Non ci sono segni di effrazione alle porte o alle finestre e neanche tracce evidenti di furto. “Chi ha agito conosceva bene le abitudini delle vittime ed è stato molto abile”, ha spiegato un ufficiale dei Carabinieri presente ai rilievi fatti ieri pomeriggio intorno alle 16.

La Scientifica ha trovato alcune impronte digitali e fibre tessili, forse di guanti in lattice. Ora questi indizi saranno confrontati con quelli raccolti nell’inchiesta sul caso Tuscolano. Un dettaglio da non sottovalutare: in entrambi gli appartamenti sono stati ritrovati bicchieri da whisky ancora sporchi sul tavolino accanto al divano.

La Procura si muove con cautela

La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio volontario contro ignoti. Il procuratore capo Michele Prestipino ha chiesto “massima riservatezza” sia agli investigatori che ai giornalisti, invitando a evitare fughe di notizie che possano compromettere il lavoro degli inquirenti. Gli investigatori stanno analizzando i dati delle celle telefoniche attive durante gli orari degli omicidi e stanno raccogliendo filmati dalle telecamere di sorveglianza dei due quartieri.

Secondo fonti giudiziarie, il collegamento tra i due casi non è l’unica pista seguita, ma alcune modalità lasciano pensare a una regia unica o allo stesso autore. Al momento non ci sono sospetti formali; tuttavia, da stamattina sono stati ascoltati amici e parenti delle vittime per ricostruire gli ultimi giorni prima degli omicidi.

Quartieri blindati e paura tra i residenti

Da giorni l’area di via dei Prati Fiscali è presidiata dai Carabinieri tra viale Jonio e piazza Monte Gennaro. Ai citofoni sono ancora appesi i nastri rossi che delimitano la scena del crimine. Tra i residenti si respira tensione: Carla B., pensionata al secondo piano dello stesso palazzo, racconta di essere “preoccupata e scossa”, mentre alcuni vicini hanno notato la presenza insolita di estranei nel cortile poco prima che venisse scoperto il corpo. Anche nel quartiere Tuscolano, lungo via Marco Decumio – parallela a via Tuscolana e vicino alla fermata metro Giulio Agricola – diversi condomini parlano di movimenti strani durante la notte. Gaetano L., il portiere dello stabile, dice: “Qualcuno aveva visto persone salire e scendere dalle scale ma nessuno si sarebbe immaginato una cosa simile”.

Molti dubbi ancora da chiarire

Restano molti punti oscuri su questi due delitti. Al momento non emergono legami diretti tra le vittime: sembrerebbe infatti che non frequentassero gli stessi luoghi di lavoro né circoli comuni. Sulla possibilità che ci sia un testimone – ipotesi rilanciata dalla stampa locale – la Procura mantiene il massimo riserbo. Gli investigatori stanno passando al setaccio tabulati telefonici e chat private trovate negli smartphone sequestrati alla ricerca di indizi utili.

Nei prossimi giorni – forse già domani pomeriggio quando arriveranno i risultati degli esami autoptici condotti all’Istituto di medicina legale della Sapienza – potrebbero uscire dettagli importanti. Per ora però resta una domanda aperta: dietro ai due omicidi c’è la stessa mano?

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