Nuova legge dell’UE contro le IA approvata: cosa cambia per chi le usa

L’UE ha raggiunto un accordo storico e sarà la prima istituzione al mondo a regolamentare l’attività dell’intelligenza artificiale.

L’Intelligenza Artificiale sta creando grande scompiglio nell’opinione pubblica mondiale ed è al centro di grandi dibattiti. In molti infatti, continuano a pensare che il suo impatto sul futuro della società sarà molto più significativo di quanto le aziende che la producono vogliano farci credere.

l'unione europea prepara misure per regolare l'attività dell'intelligenza artificiale
L’UE ha concluso l’accordo per preparare il primo regolamento sull’IA al mondo – arabonormannaunesco.it

Alcune istituzioni hanno quindi deciso di provare a stilare un insieme di provvedimenti che si spera possano regolare gli sviluppi futuri dell’IA. In prima fila, come spesso accade in questi casi, c’è l’Unione Europea.

L’accordo è stato definito “storico” da Thierry Breton, il Commissario Europeo responsabile di una serie di leggi in Europa che regolano anche i social media e i motori di ricerca come X, TikTok e Google. Si tratta, infatti, della prima istituzione al mondo che ha scelto di affrontare l’argomento in maniera così decisa. Finora, si erano sentiti solo vaghi proclami da parte di aziende e istituzioni americane, che non hanno di fatto prodotto ancora nulla.

L’UE si dimostra ancora una volta molto attenta alla sicurezza digitale dei suoi cittadini

Breton ha raccontato che 100 persone sono state in una stanza per quasi tre giorni per sigillare l’accordo. Queste prime leggi per regolamentare l’Intelligenza Artificiale sono infatti state concordate grazie a una negoziazione di 37 ore tra il Parlamento Europeo e gli stati membri dell’UE. I funzionari, tuttavia, hanno fornito pochi dettagli su cosa esattamente farà parte della legge finale, che comunque non entrerà in vigore prima del 2025.

l'ue introdurrà un regolamento sull'intelligenza artificiale
L’IA non è ancora stata regolamentata da nessuno stato al mondo – arabonormannaunesco.it

Tra gli argomenti affrontati sembra che ci sia stato anche un tema molto caldo, cioè quello della sorveglianza in tempo reale e delle tecnologie biometriche. Si tratta di una questione molto controversa, osteggiata da un’ampia porzione dell’opinione pubblica: nessuno vuole che l’IA sia in grado di analizzare il nostro volto e fornire informazioni alle autorità sulla nostra vita.

Si tratta di uno scenario distopico che spaventa molte persone e, secondo quanto dichiarato dai funzionari UE, questo tipo di tecnologie invasive saranno ammesse solo in caso di una minaccia terroristica imprevista, la necessità di cercare vittime e nella persecuzione di crimini gravi.

Questo accordo pone l’UE davanti agli Stati Uniti, alla Cina e al Regno Unito nella corsa a regolamentare l’intelligenza artificiale e proteggere la popolazione dagli eventuali rischi. Alcuni osservatori ritengono che l’UE abbia deciso di muoversi in questo modo perché non vuole ripetere gli errori del passato, quando ha permesso a giganti tecnologici come Facebook di crescere a dismisura senza l’obbligo di regolamentare i contenuti sulle sue piattaforme. Come questo si tradurrà nella pratica, però, è ancora un mistero.

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