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Milano-Cortina, polemica su Ghali: Abodi frena, Lega e Pd-M5S si scontrano sull’Eurovision

Milano, 27 gennaio 2026 – La tensione resta alta, e la questione dell’Eurovision Song Contest 2026 torna a far discutere. A pochi giorni dall’annuncio del cast, la Lega ha etichettato come “fanatico pro Palestina” uno degli artisti in gara, scatenando un vero e proprio polverone politico e mediatico. Le reazioni non si sono fatte attendere: Pd e Movimento 5 Stelle hanno subito accusato il rischio di una “censura preventiva” sulle scelte artistiche. Nel mezzo c’è la Rai, che organizza l’evento a Milano e si ritrova di nuovo alle prese con una polemica destinata a durare.

Scontro politico sulle scelte artistiche dell’Eurovision 2026

Le prime scintille sono scoppiate mercoledì sera, quando il deputato della Lega, Lorenzo Fontana, ha espresso dubbi netti sulla partecipazione di un cantante noto per le sue posizioni sul conflitto israelo-palestinese. “Non possiamo permettere che il palco dell’Eurovision diventi una tribuna per idee estremiste”, ha detto in un’intervista a Radio Padania, lasciando intendere che il partito potrebbe sollevare la questione in Parlamento. Dietro queste parole c’è il clima teso che avvolge l’Europa da mesi, con proteste e manifestazioni spesso legate proprio alle tensioni in Medio Oriente.

Poche ore dopo sono arrivati i primi contatti dal fronte opposto. La capogruppo PD alla Camera, Debora Serracchiani, ha parlato di “pericolosa deriva verso la censura preventiva che mette a rischio la libertà d’espressione”, invitando i vertici della Rai a non cedere alle pressioni politiche. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il senatore del M5S, Danilo Toninelli, che ha commentato: “Chi decide chi può salire su quel palco? Non deve farlo la politica”.

La Rai sotto pressione: tra gestione dell’evento e polemiche

A viale Mazzini, sede della Rai, si cerca di mantenere l’equilibrio tra pluralismo, sicurezza e immagine internazionale. Il direttore generale, Giampaolo Rossi, ha provato a calmare gli animi assicurando che “le selezioni sono state fatte seguendo le regole dell’European Broadcasting Union”, ma la situazione resta delicata. Milano si prepara infatti ad ospitare un evento con più di 10 mila spettatori dal vivo e milioni davanti alla tv in tutta Europa.

Fonti interne riferiscono ad alanews.it che la preoccupazione principale riguarda possibili gesti dimostrativi sul palco o nei dintorni dell’Allianz Cloud, sede della manifestazione dal 12 al 16 maggio. Dal Comune di Milano l’assessore alla cultura, Tommaso Sacchi, assicura che la città farà “la sua parte per garantire dialogo e apertura”, sottolineando ancora una volta quanto sia centrale la libertà artistica.

Precedenti e clima internazionale: una tensione mai sopita

Il confronto politico intorno all’Eurovision non è certo una novità. Già dopo il 2022, con le polemiche legate all’esclusione della Russia, il contest era diventato uno specchio delle tensioni geopolitiche europee. Oggi però rischia di salire ulteriormente la pressione, visto che partecipano delegazioni da Israele ma anche da Paesi arabi.

In una nota diffusa questa mattina, la European Broadcasting Union ha ricordato che “ogni artista deve mantenere la neutralità politica sul palco”. Allo stesso tempo però ammette che fuori dall’evento i controlli sulle prese di posizione sono limitati: ogni Paese può scegliere liberamente il suo rappresentante purché rispetti le regole durante lo spettacolo.

Quali prospettive per la vigilia dell’Eurovision milanese?

Mentre si accelera con i lavori all’Allianz Cloud e le prevendite dei biglietti sono aperte da poco più di una settimana, resta da capire come sarà gestito il clima intorno alla manifestazione. La Rai non commenta al momento le richieste avanzate dalla Lega ma assicura “massima attenzione” verso le dinamiche politiche nazionali e internazionali. Tra gli appassionati c’è chi sostiene il diritto degli artisti a esprimersi liberamente – “la musica deve parlare da sola”, scrivono su X – mentre altri temono che l’evento possa trasformarsi in un palcoscenico per divisioni politiche.

Nei prossimi giorni sono attese nuove reazioni da partiti e organizzatori. Intanto Milano si prepara ad accogliere l’Eurovision 2026, tra promesse di grande spettacolo e polemiche che almeno per ora sembrano destinate a non fermarsi.

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