Microplastiche trovate nel sale da cucina: l’allerta, ecco cosa stiamo rischiando

Le microplastiche arrivano in tavola: a quanto pare, il sale da cucina ne contiene una quantità pericolosa. Gli studiosi consigliano di agire immediatamente.

Le microplastiche, minuscole frammenti di plastica più piccoli di 5 mm, stanno tessendo una trama inquietante sul nostro pianeta. La loro presenza, sempre più diffusa, ha raggiunto un nuovo punto di preoccupazione: ora sono sulle nostre tavole, infiltrandosi perfino nel sale da cucina.

Trovate microplastiche nel sale
Trovate microplastiche anche nel sale: l’allerta degli esperti (arabonormannaunesco.it)

Queste minuscole particelle plastiche, nate da una miriade di fonti antropiche, sono ora diventate un vero e proprio rompicapo per gli scienziati. La loro identificazione e il loro impatto sono argomenti di studio intensi, e la realtà è che il loro ingresso nella catena alimentare sembra ormai inevitabile.

Cosa sono le microplastiche e perché il loro impatto sull’ambiente è devastante

Le microplastiche, rilasciate nell’ambiente dalle attività umane, subiscono un processo di degradazione che le riduce progressivamente di dimensioni. Ogni anno, milioni di tonnellate di plastica finiscono nei mari, trasformandosi in minuscoli detriti che vanno dalle dimensioni di 5 mm a 1 mm.

Cosa sono le microplastiche
Cosa sono le microplastiche e perché sono così pericolose per l’ambiente e la nostra salute (arabonormannaunesco.it)

Questi frammenti invisibili sono una conseguenza diretta delle nostre azioni quotidiane: gli scarichi domestici, i prodotti cosmetici, le attività di lavaggio e persino le vernici utilizzate nell’edilizia contribuiscono al rilascio di microplastiche nell’ambiente marino. Ciò che sembra un innocente gesto quotidiano, come lavare un capo d’abbigliamento, può generare migliaia di fibre plastiche che finiscono nel nostro ecosistema.

Le acque marine sono diventate serbatoi di microplastiche, accumulando queste particelle in un ciclo che sembra non avere fine. La contaminazione si riflette negli alimenti provenienti dal mare, mettendo a rischio la nostra salute. I pesci, ingannati da queste particelle, le ingeriscono, portandole direttamente sulla nostra tavola quando consumiamo cibi d’origine marina.

Plastica nel sale da cucina: gli studiosi consigliano di agire immediatamente

C’è un dettaglio che rende la situazione ancora più inquietante: il sale da cucina. I dati scientifici attuali rivelano che un chilogrammo di sale marino può contenere più di 1.600 microplastiche, principalmente fibre di polipropilene e polietilene, provenienti dal processo produttivo e non dall’imballaggio. La produzione del sale marino, infatti, avviene attraverso un processo di cristallizzazione durante il quale l’acqua marina evapora, lasciando dietro di sé l’ingrediente in questione.

Quali sono i rischi delle microplastiche
Le microplastiche sono ormai un rompicapo per la comunità scientifica (arabonormannaunesco.it)

In tale processo, gli inquinanti presenti nell’acqua si trasferiscono al sale, e così ogni volta che condiamo il cibo con esso, potremmo aggiungere anche una piccola quantità di microplastiche. L’ingestione di microplastiche attraverso gli alimenti sembra inevitabile, gettando un’ombra sulla nostra tavola. E la presenza di microplastiche nel nostro sale da cucina solleva interrogativi fondamentali sulla sicurezza alimentare e sulla nostra salute.

Gli studiosi ipotizzano che, una volta ingerite, queste particelle possano causare stress ossidativo e citotossicità, fenomeni correlati a infiammazioni croniche e, potenzialmente, al rischio di cancro. Mentre la scienza cerca risposte concrete, è evidente che è necessario affrontare con urgenza il problema alla radice, riducendo l’impatto delle attività umane sull’ambiente.

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