Milano, 23 gennaio 2026 – Il 25 gennaio, alle 20.45, l’Auditorium di Milano sarà teatro di un appuntamento speciale che mette insieme generazioni diverse. Il pianista Enrico Pieranunzi salirà sul palco affiancato da una selezione di giovani musicisti provenienti dai conservatori lombardi, per una serata dedicata al dialogo musicale e all’innovazione dentro la tradizione jazz.
Quando generazioni e stili si incontrano davvero
L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Milano Musica con il sostegno del Comune, punta a far emergere i nuovi talenti dando agli studenti delle principali scuole di musica della regione la possibilità di suonare con un maestro affermato a livello internazionale. “Per i ragazzi è una vera occasione di confronto – ha spiegato ieri il direttore artistico Andrea Rossi – e anche un modo per offrire al pubblico qualcosa che cambia ad ogni nota”. Enrico Pieranunzi, classe 1949, conosciuto per il suo tocco raffinato e la capacità di muoversi con disinvoltura tra jazz e classica, non ha nascosto la sua emozione: “Imparare dai giovani è un regalo raro – ha detto –. La freschezza che portano sul palco fa bene anche a chi suona da una vita”.
Il programma del 25 gennaio: nomi e sorprese
La scaletta, in parte ancora segreta, combina pezzi classici del jazz – da Duke Ellington a Thelonious Monk – con improvvisazioni e composizioni originali firmate dagli stessi studenti. I musicisti arrivano dai conservatori di Milano, Como e Brescia. Tra loro spiccano la violinista Marta Botticelli, ventidue anni, e il batterista Samuel Zhou, vincitore lo scorso anno del premio “Nuovi Talenti Jazz”. “Abbiamo scelto ragazzi che hanno già esperienza sul palco ma sono ancora in formazione”, ha detto la professoressa Francesca Maltoni, coordinatrice del progetto. Un esperimento che si ripete ogni anno ma che stavolta promette sorprese: la presenza di Pieranunzi – hanno sottolineato gli organizzatori – assicura una guida attenta ma lascia spazio anche alla libertà espressiva.
Biglietti in vendita: chi ci sarà
I biglietti si trovano online o direttamente alle casse dell’Auditorium, con prezzi contenuti proprio per favorire la partecipazione dei più giovani (8 euro per studenti under 25). Gli organizzatori prevedono il tutto esaurito: sono oltre 1200 i posti a sedere, con prenotazioni già molto avanzate. La platea sarà mista: appassionati di ogni età ma anche tanti addetti ai lavori. L’Auditorium di largo Mahler, punto fermo della scena musicale milanese, ha già ospitato Pieranunzi in passato; questa volta però l’attesa è diversa, perché il maestro arriva in un momento particolarmente vivace per il jazz cittadino.
Tra emozione e tensione dietro le quinte
Dietro le quinte non manca un pizzico di nervosismo. “Suonare con lui mette pressione – ha confessato Marta Botticelli durante le prove di lunedì mattina – ma sapere che ci ascolta davvero ci dà forza”. Anche Samuel Zhou, alle prese con una sezione ritmica insolita, racconta: “Non sappiamo mai fino all’ultimo cosa succederà; dobbiamo seguire l’energia del momento”. La direzione artistica ha lasciato molto spazio all’improvvisazione, proprio come nei migliori standard jazz. Dettaglio importante: la prova generale sarà aperta anche agli insegnanti dei ragazzi, invitati a partecipare a questo confronto musicale.
Un’esperienza formativa preziosa
Per il direttore del Conservatorio “Verdi” di Milano, Alberto Corvi, questo evento rappresenta “una delle rare occasioni in cui scuola e mondo professionale si incontrano davvero”. Un momento che mette in luce non solo il talento ma anche il lavoro quotidiano che si fa nelle aule e nei laboratori musicali. Il Comune sostiene l’iniziativa proprio per rafforzare i legami tra istituzioni cittadine e formazione artistica d’eccellenza.
Il jazz come lingua universale
Solo quando le luci si spegneranno in sala e risuoneranno i primi accordi tra Pieranunzi e i suoi giovani compagni d’avventura prenderà vita qualcosa di unico. Non solo musica quindi, ma un racconto condiviso fatto di ascolto reciproco e voglia di crescere insieme. Chi sarà giovedì sera all’Auditorium potrà vivere non tanto uno spettacolo quanto un esperimento vivo dove l’arte resta sempre un passo avanti rispetto alle regole.





